Go Dex showcase

Sabato sera al Jazzit Fest 2014, siamo al Chiostro del Monastero di Santa Cecilia e sul palco c’è il quartetto Go Dex capitanato da Pasquale Innarella (sax tenore), con Paolo Di Cintio (piano), Pino Sallusti (contrabbasso) e Alessandro D’Anna (batteria).

Il progetto è un chiaro omaggio a Dexter Gordon. Per i non iniziati, già nel nome c’è il titolo di un famoso album del tenorista (Go!) e le tre lettere iniziali del nome (Dex).  Con la consueta verve che lo contraddistingue Innarella esegue alcuni brani di Gordon, tra i quali Cheese Cake, Montmartre e Apple Jump.

Pirotecnici e scoppiettanti gli assoli di sax, densi di swing quelli di piano, ben supportati dal contrabbasso del solido Sallusti e dal bravo D’Anna alle pelli.

“A me piace suonare”, il commento di Innarella a bordo palco dopo lo showcase, “e per questo sono qui, per portare Jazz al popolo!”. Ed il popolo si diverte parecchio, a giudicare dagli applausi e dalle grida di approvazione.

Go Dex Quartet

Qui trovate l’intervista realizzata a fine serata.

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Andrew Holgate, a servizio del Jazz a Roma

È mattina, è domenica, e sono nell’albergo Michelangelo a Terni, quello dove alloggiano la maggior parte degli artisti e degli operatori di settore giunti al Jazzit Fest. Ed è proprio qui, principalmente, che si svolge l’Italian Jazz Expo: nella hall o nella sala della colazione, tra un caffè ed una crostata, si ha modo di guardarsi in faccia, di conoscersi, di offrire ingaggi o di stringere accordi. Sbagliano quei musicisti che vengono solo per suonare e scappano via subito dopo. Sbagliano perché questo non è un festival ma una occasione di incontro e, forse, di lavoro prossimo venturo.

Ed è proprio qui che ho finalmente modo di incontrare di persona Andrew Holgate. Ad un anno dalla nascita del suo quasi omonimo sito Roma Jazz, divenuto in poco tempo il punto di riferimento per chi cerca concerti Jazz da vedere nella capitale, Andrew mi racconta della sua iniziativa. Neozelandese di nascita, australiano di adozione, a Roma da qualche tempo, ha ideato un sistema per scandagliare i tanti annunci di concerti presenti sui siti dei vari club, in modo da avere un quadro sinottico immediato dell’offerta sera per sera.

Abbiamo fatto una lunga e simpatica chiacchierata, ben oltre la breve intervista che mi ha rilasciato. Si è parlato delle difficoltà del Jazz, ma anche delle opportunità che ci sono per il Jazz. Purtroppo le cose più interessanti vengono dette solo dopo che si è spento il microfono, ma non per questo l’intervista non merita di essere pubblicata. Ed eccola qui, l’intervista ad Andrew Holgate!

Stefano Lenzi showcase

Stefano LenziSabato 28 giugno, ore 20.30, è il momento dello showcase dello Stefano Lenzi Quintet, qui al Chiostro del Monastero di Santa Cecilia, al Jazzit Fest di Collescipoli. Stefano presenta il suo disco Somiglianze, prodotto con M.I.L.K., con Stefano Lenzi (voce), Alessandro De Berti (chitarre),  Antonino Zappulla (piano), Stefano Battaglia (contrabbasso), Davide Pentassuglia (batteria).

Lo showcase inizia con Belfié, sottotitolo Du-iu-gu-du, a firma del pianista Antonino Zappulla, brano con atmosfere dal sapore vagamente balcan, nel quale la voce di Lenzi si fonde e confonde con le tessiture melodiche della chitarra di De Berti e degli arpeggi del piano.

Si prosegue con Movimentato, scritto a quattro mani da Lenzi e da De Berti, nel quale il chitarrista ha modo di emozionare la platea con un assolo molto ispirato.

La musica di Lenzi fa un uso interessante della voce, con evidenti e naturali influenze stratosiane ma con un piglio personale che non manca di destare interesse sia per quanto attiene l’impasto sonoro con gli altri strumenti sia per quanto attiene lo spirito giocoso che permea tutta la musica del quintetto.

Particolari sia la versione di What A Wonderful World (Douglas, Weiss), incentrata su un pedale ritmico, sia la swingante Michelle (McCartney,  Lennon).

Il disco, uscito nel 2013, contiene nove brani per lo più originali oltre alla citata What A Wonderful World ed al classico My Favorite Things (Rodgers, Hammerstein).

Alla fine dello showcase, Stefano ci ha lasciato questa intervista.

Somiglianze - Stefano Lenzi Quintet