Intervista a Luca Roccatagliati

DJ Rocca

Luca Roccatagliati, noto come DJ Rocca. Chiamarlo solo DJ è riduttivo, visto che il suo background è di ispirazione Jazz e Fusion. Lo abbiamo incontrato a Roma in occasione di alcuni suoi concerti con il jazzista Franco D’Andrea.

Luca, è vero che nasci jazzista?

In verità nasco flautista classico. Ho frequentato il conservatorio e mi sono diplomato in flauto traverso, ma piuttosto che amare il programma statale, ascoltavo già i Weather Report e James Brown, grazie ad illuminati DJ che all’epoca facevano ballare suqueste sonorità. Dopo il diploma decisi di imbracciare il sax alto e presi lezioni d’improvvisazione da Marco Tamburini e Piero Odorici, che allora era il nucleo dei giovani virgulti bolognesi.

 
E come succede che un jazzista poi diventa DJ?

Quando sei un giovane sassofonista il percorso per emergere è veramente duro, a meno che tu sia un fenomeno! Ovviamente io non lo ero, ma al tempo stesso, come dicevo sopra, seguivo la scena dei DJ cosidetti “Afro” come Mozart o Daniele Baldelli, che nelle loro serate facevano ballare con i dischi della ECM mischiati agli Steps Ahead, o come Africa Djolè con Herbie Hancock. Era il periodo in cui usciva Rock it,  album nel quale le mie due musiche preferite si fondevano: elettronica e jazz.
Nell’arte del DJing, quindi, ho trovato la mia espressione musicale: la scuola dell’improvvisazione Jazz applicata alla scelta dei dischi per fare ballare, mescolando generi, suoni e ritmi, infondendo uno stile personale.

Come è nata la collaborazione con Franco D’Andrea?

E’ stato tutto merito dell’amico Raffaele Costantino di Musical Box (Rai Radio2). Lui aveva indetto un remix contest su un frammento d’improvvisazione del Maestro. Io partecipai, e fortunatamente venni decretato da Franco stesso vincitore. Galvanizzato da questa cosa, scesi a Roma per incontrare personalmente D’Andrea, il quale mi disse “prima o poi faremo qualcosa”, la classica frase di circostanza. Invece 3 mesi dopo, nel Maggio 2014, il Maestro mi chiamò e mettemmo in piedi il progetto Electric Tree. Da li in poi sono state tutte grandissime soddisfazioni, con svariati concerti ed un album doppio registrato al Parco della Musica, fino al meraviglioso risultato della settimana scorsa, con la formazione in ottetto.

Raccontaci il tuo setup: che strumenti usi, e soprattutto come li usi?

Il mio set up in studio è una cosa, mentre quello dal vivo con Electric Tree è molto più snello. A casa ho svariati sintetizzatori vintage e drum machine, un banco mixer ed un computer fisso, mentre nel live di Electric Tree utilizzo un Macbook Pro con memoria allargata a 16 GB. Sul computer gira Ableton Live, con aperti due synth virtuali Arturia ed una drum machine, più precisamente Analog Lab2, Spark e Stage 73. In più gestisco i suoni virtuali con una tastiera midi usb per i sintetizzatori, mentre per programmare ed editare in diretta la drum machine utilizzo la periferica hardware di Spark, cioè lo Spark LE. Per la modifica in tempo reale delle mie clip ed i campioni catturati dal pianoforte (Franco D’Andrea) e sax (Andrea Ayassott), utilizzo un Akai Apc 40. Nella versione in ottetto aggiungo un mixer esterno ad otto canali, che mi serve per campionare otto strumenti differenti, anziché solo due.

Che differenza c’è tra suonare con Franco D’Andrea e suonare in una discoteca?

In discoteca suono i dischi e mi diletto nel creare un percorso sonoro e di ballo utilizzando composizioni mie e di altri. Con Franco D’Andrea, invece, sono un jazzista che al posto di improvvisare con un flauto od un sax improvvisa con il computer ed i suoni che riesce a creare.

Quali sono i tuoi attuali progetti?

Sono molti e differenziati.
Ho un progetto con Dimitri From Paris, il famoso DJ francese. Si chiama Erodiscotique, ed il nostro suono recupera in chiave attuale la proto House, e la Disco anni 70/80, dove ancora gli arrangiamenti erano sontuosi e molto curati. Abbiamo appena rilasciato il nostro album per l’etichetta giapponese BBQ, con relativo tour a Tokyo nello scorso Dicembre 2016
Ad Aprile 2017 uscirà per l’etichetta milanese Schema, un’altra collaborazione con un amico artista e DJ che si chiama Stefano Ghittoni. In questo album, invece, si recupera il jazz spirituale di Sun Ra, Alice Coltrane e Pharoah Sanders in chiave elettronica dance, strizzando l’occhio all’Hip Hop astratto ed al broken beat.
Infine uscirà per la label inglese Real Balearic, il secondo album a quattro mani con Daniele Baldelli, storico DJ eclettico idolatrato in tutto il mondo. Il suono si rivolge in questa veste, alla scena delle spiagge ibizenche, quindi atmosfere rilassate, ritmi lenti e sapori tropicali, senza rinunciare alla verve cosmica che ci contraddistingue.

Sito ufficiale DJ Rocca

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MURR-MA – Italia Bulgaria

SABATO 18 MARZO
Ore 22.30
MURR-MA
Lilly Ilieva, voce, composizioni
Federica Colangelo, piano, composizioni
Mihail Ivanov, contrabbasso
Murr.ma1

Lilly Ilieva è una cantante jazz Bulgara.
Ha iniziato a cantare all’età di tre anni.
Nel 2008 ha vinto il secondo premio all’‘European Competition For Jazz Vocalists’ e nel 2009 si è trasferita nei Paesi Bassi, dove ha conseguito il diploma di
Conservatorio presso l’istituto di Groningen, con il programma guidato da docenti americani tra cui Robin Eubanks, John Clayton, Freddie Bryant, Ralph Peterson, Alex Sipiagin.

Lilly è leader di due progetti, ‘Songs of Aeon’, musica di confine tra la tradizione bulgara e il jazz, e il ‘Minimum Quartet’, basato su brani originali della stessa.
In questa nuova formazione in trio, MURR-MA, la cantante è affiancata dalla pianista e compositrice Federica Colangelo (la cui musicalità spazia tra il jazz, la musica contemporanea e la ritmicità dalla Musica Carnatica Indiana, dal 2011 è leader del progetto Acquaphonica, con cui ha pubblicato due dischi, l’ultimo chiaroscuro- edito da AlfaMusic/Egea distr.) e dal contrabbassista bulgaro Mihail Ivanov (vincitore del 2009 del premio come ‘Best soloist’ alla ‘Dutch jazz Competition’, con una vasta discografia alle spalle con i grandi nomi della scena bulgara, tra cui Dimitar Bodurov,
Theodosii Spassov, Martin Lubenov).
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28Divino Jazz – Via Mirandola, 21 – Roma – Info/Prenotazioni: 340 8249 718 – www.28divino.com

Pinky Higt Jazz 2017

THE FUTURE IS FEMALE

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l via la 5° edizione della “PINKY HIGH JAZZ”, rassegna dedicata alle “Donne leader” nel jazz, e non solo.
La rassegna è nata nel Marzo 2013 voluta da Natachà Daunizeau, con l’obbiettivo di diffondere le realtà jazzistiche “femminili”.

Non solo l’ 8 marzo per la “festa della donna”….che per l’occasione, il palco del Jazz Club sarà dato al “Lucia Ianniello Quartet”, ma durante tutto il mese di marzo, dedicato a musiciste e artiste.

Si parte Venerdi 3 Marzo con il “Ludovica Manzo Chamber of Dreams” si chiude il 31 marzo con la clarinettista Zoé Pia e il suo progetto “Shardana” (Young Talent Musica Jazz di quest’anno)

Il programma dei concerti è consultabile sul sito del jazz club: www.28divino.com

Venerdi 3 Marzo
ore 22.30
LUDOVICA MANZO
“Chamber of Dreams – DULCINEA”
Ludovica Manzo : voce, fx
Jack D’Amico : rhodes
Dario Miranda : contrabbasso
Marco Colonna : clarinetto basso, flauto alto
Sabato 4 Marzo
ore 22.30
LAURA KLAIN Trio Meets MAURIZIO URBANI
Laura Klain, batteria
Andrea Candela, piano
Enrico Mianulli, contrabbasso
Maurizio Urbani, sax tenore
Laura Klain al TG3 – 8 aprile 2016 : https://www.youtube.com/watch?v=GLsNQudthgg
28Divino Jazz – Via Mirandola, 21 – 00182 Roma – Tel 340 8249 718 – www.28divino.com
Ingresso Live: 12 euro con prima consumazione inclusa.
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il Jazz ascoltato nei club romani