L’Arcadia Trio live alla Mostra del Chianti special guests Felix Oghobase, Peter Oviasu e Kenneth Omorodion

Martedì 29 maggio un nuovo live dell’Arcada Trio guidato dal sassofonista Leonardo Radicchi, all’interno della Mostra del Chianti di Montespertoli (Firenze): alle ore 21, in Piazza del Popolo, a ingresso libero.
Arcadia Trio
è il nuovo progetto del talentuoso musicista e compositore di origine umbra, uno dei più attivi e apprezzati a livello nazionale, che ha voluto al suo fianco il bassista Ferdinando Romano e il batterista e percussionista Giovanni Paolo Liguori. Occasione speciale del live alla Mostra del Chianti sarà la partecipazione, sul finale del concerto, di tre musicisti di origine nigeriana: Felix Oghobase, Peter Oviasu e Kenneth Omorodion che si uniranno all’Arcadia Trio improvvisando in free-style sul brano “Stop telling lies”. I tre musicisti sono richiedenti asilo che hanno partecipato al progetto di inclusione attraverso la musica “Spazi Aperti” presso la scuola di musica Prima Materia in collaborazione con la cooperativa Asev che gestisce l’accoglienza a Montespertoli. 
ARCADIA TRIOI brani dell’Arcadia Trio “narrano” storie dense di tematiche attuali e di riflessioni esistenziali Leonardo Radicchi:  “Questo progetto rappresenta un manifesto: il jazz è un elemento culturale che può fare la differenza nel sociale. Le composizioni originali sono plasmate su fatti, persone e idee che lasciano il segno nel nostro mondo.”
Necessary Illusions
 è un omaggio alla visione dell’intellettuale e filosofo statunitense Noam Chomsky; Pointless Evolution: “un topo non costruirebbe mai una trappola per topi”; Blues for Yvan Sagnet: unmigrante africano che ha fatto sua una battaglia che gli italiani hanno abbandonato; Child Song, bambini che devono essere adulti e altri che possono non diventarlo mai; Don’t call it Justice, una legge non fa giustizia se rende illegale un essere umano.
Dal suo Diploma al Berklee College of Music di Boston, di cui è stato Student Ambassador con la sua band Creative Music Front, Leonardo Radicchi si è evoluto in una ricerca musicale parallela alla crescita della sua consapevolezza come individuo nella società civile. Le sue scelte musicali e le sue attività in ambito sociale hanno contribuito a conferire un significato politico alle sue composizioni. Là dove per politica non si intende uno schieramento partitico quanto piuttosto una maturata consapevolezza dell’ingiustizia sociale e delle contraddizioni da cui essa derivano: “La musica ha il dovere di contribuire, anche se in minima parte, alla massa critica che ci permette ogni giorno di essere umani. Il mondo è un posto complesso, ci serve una musica in grado di raccontarlo.” Radicchi lo ha dimostrato con l’album del 2013 intitolato – non a caso – “Riot” e attraverso esperienze fortemente volute con Emergency: il progetto Ebola (in Sierra Leone) e il progetto War Surgery (Afghanistan), a cui è seguita l’attività in un centro per richiedenti asilo della Toscana. Esperienze che cambiano il modo di vedere la vita, che rafforzano il sentimento di riscossa e operatività. Storie raccontate nel libro “In fuga”, pubblicato nel 2016 da Rupe Mutevole (collana Letteratura di Confine) e attualmente in ristampa.In attesa dell’uscita discografica del prossimo autunno, Arcadia Trio è attualmente in tour nei club e nei festival italiani. Tra le prossime date: 22-23-24 giugno al Jazzit Fest a Montegrosso (Puglia).

Che impatto può avere una musica non di massa sulle grandi dinamiche del nostro tempo? La stessa dei saggi, della poesia, della letteratura, dell’arte in generale. Questo è ciò che muove l’Arcadia Trio.

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LEONARDO RADICCHIO BIO
Diplomato al Berklee College of Music di Boston, di cui è stato Student Ambassador con la sua band Creative Music Front. Ha studiato con George Garzone, Ed Tomassi, Hal Crook, Bill Pierce, Greg Osby, Dave Santoro. In Italia ha studiato tra gli altri con Maurizio Giammarco, Ramberto Ciammarughi, Michael Rosen…
Ha suonato in molti festival e rassegne in Italia e all’estero con diverse formazioni e musicisti: Casa del Jazz [Roma], Lucca Jazz Festival, Roccella Jonica Jazz Festival, Villa Celimontana Jazz Festival, Gubbio NoBorders, Vieterbo JazzUp, EcoJazz, Fano Jazz, The Shrine [NY], Monterrey Conservatory [Mexico], Berklee Performance Centre, Auditorium S. Cecilia [Roma]… suonando tra gli altri con con Massimo Nunzi, Achille Succi, Francesco Cusa, Marta Capponi, Bernardo Guerra, Cristiano Arcelli, Cettina Donato, Eliel Lazo, Jose Andres Marquez, Tiziano Bianchi, Orchestra Operaia, Greg Fiengold, Ulrich Gumpert, Silke Eberhard, Eleonora Bianchini, Roberto Gatto, Simona Bencini, Mario Nappi, Manuel Magrini, Med Free Orkestra
Ha pubblicato due album come leader I hear voices in my head (GME-2011) e Riot (GME-2013) e compare in diversi altri come sideman. E’ stato parte del collettivo tedesco Tonarbeiten registrando l’album Wrong turn swing (TBE-2013). È stato selezionato per la compilation annuale Jazz Revelation Records (USA) Octaves del 2010.
Attivo come compositore nell’ottobre 2017 ha ricevuto una commissione dalla Fondazione Giovanni Pierluigi da Palestrina per il brano originale “Opus Nigrum” eseguito in prima al festival dedicato al compositore rinascimentale (Palestrina-2017) accanto a lavori di Tonu Korvitz e Christopher Cerrone. Il suo poema sinfonico “Il Conte di Montecristo” è stato eseguito in prima dall’orchestra del Corciano Festival 2016. Nel 2012 si è classificato al terzo posto al concorso per composizione di musiche per film “Ponti e Torri” presieduto da Ennio Morricone.
Nel 2014 parte con Emergency lavorando per i successive due anni e mezzo come operatore umanitario nei progetti Ebola (Sierra Leone) e War Surgery (Afghanistan). Al suo ritorno collabora per diversi mesi con un centro di accoglienza per richiedenti asilo in Toscana.
Ad ottobre 2016 è uscito il suo libro “in fuga” Ed. Rupe Mutevole (Parma 2016), la seconda edizione è stata presentata nell’ottobre 2017.

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Direct to Vinyl: Emma Morton & The Graces registrano in analogico su vinile una nuova versione di “Dirty John” con special guest Raphael Gualazzi

emma + raphael 1.jpgE’ da oggi su YouTube il video che racconta una nuova incisione: quella in analogico, direttamente su vinile – e senza possibilità di editing – della band Emma Morton & The Graces guidata dalla vulcanica e trascinante songwriter scozzese Emma Morton. Il gruppo, le cui sonorità oscillano dal blues, al rock, al jazz allo Scottish folk, è amante delle procedure analogiche e del suono “vintage”: lo scorso aprile ha deciso di registrare presso lo studio Sam Recording Studio di Mirco Mencacci (Lari – Pisa) una nuova versione del brano “Dirty John” contenuto nell’album “Bitten by The Devil” insieme al noto pianista Raphael Gualazzi, già special guest della versione presente nel disco, che ha sposato in pieno il sound della band.

La tecnologia che ha permesso questa nuova versione si chiama Direct To Vinyl e prevede una sessione di registrazione direttamente sulla lacca del vinile, senza mediazioni tecnologiche e senza possibilità di editing. Il mix acustico curato da Andrea Ciacchini, non ha coinvolto alcun fader o potenziometro, ma è stato ottenuto tramite un opportuno posizionamento delle sorgenti sonore rispetto al microfono. Il video-docu della registrazione sarà presentato questa sera 24 maggio a Roma durante il live nel club ‘Na Cosetta

Ernesto Assante ha definito i brani di “Bitten by the Devil” come “la musica più bella che c’è in giro in questo momento”. Il progetto e la band Emma Morton & The Graces, formata conil batterista Piero Perelli e con il chitarrista Luca Giovacchini, nascono dopo un lungo viaggio personale e artistico: Emma Morton, eclettica e trascinante cantante e songwriter di Edimburgo, residente da circa 10 anni in Italia, ha conquistato il grande pubblico durante la sua esplosiva partecipazione all’ottava edizione di X Factor Italia, arrivando in semifinale dove ha presentato il suo inedito “Daddy Blues” pubblicato da Sony Music e conquistando il 2° posto delle classifiche iTunes con oltre 240mila ascolti su SpotifyDa allora la musicista di scozzese ha continuato il suo percorso ricevendo premi e riconoscimenti tra cui il “Music is Great Award” conferitole nel 2015 dal governo inglese, e collaborando ed esibendosi con artisti come Olly Murs, Paolo Nutini, Raphael Gualazzi, Glen Hansard, Gary Lucas, Petra Magoni, Alejandro Escovedo e DJ Molella.  

Con la sua voce piena e graffiante, Emma compie una vera e propria esplorazione fra culture musicali partendo dalle tradizioni della sua terra, la Scozia, fino alla sua passione per la musica afroamericana. Nelle sue varie dichiarazioni, Emma definisce questo lavoro un “war-cry record” (grido di guerra), scritto e prodotto dalla cantautrice scozzese e dalla sua band The Graces. Le scure, sexy e spigliate canzoni-confessioni di un’emancipata artista hanno trovato voce in questo nuovo disco: un viaggio sperimentale dove i mondi contrastanti d’amore e odio, paura e desiderio, oppressione e libertà sono esposti, celebrati e presentati con un sound contaminato che trasuda di sapori jazz, roots, popular e Scottish folk. Appena uscito con Edizioni Musicali 22R, il disco è ricco di ospiti e collaboratori: oltre Raphael Gualazzi, il contrabbassista Gabriele Evangelista, il Grammy Award statunitense Gene Paul, Antonio Gramentieri Matteo Buzzanca

“Sono passati quattro anni dalla mia esperienza a X-Factor, è buffo perché molti vedrebbero questo momento come una fine, per me invece è stata una rinascita: questo disco è una raccolta di confessioni di una donna che ha trapassato inferni interiori ed esteriori, accogliendo le fiamme per tirare luce sulla lunga strada verso la sopravvivenza e la consapevolezza. Questo album, per me, è una vera emancipazione da un passato governato dall’insicurezza, violenze ed oppressioni. Come donna e come madre, voglio volermi un pochino più bene e questo disco, il lavoro che ho fatto con i Graces, in qualche modo, è stato il portale ad una nuova libertà e al voler vivere senza paure, ma con amore, dedizione e tanta grinta.” 
EMMA AND THE GRACES POOLLa band 
Emma Morton + The Graces, che ha concluso il 2017 con una stagione di sold-out in teatri, club e festival italiani, ha inaugurato dal 19 aprile il Bitten by the Devil Tour fitto di concerti tra Italia, Inghilterra, Francia e Slovenia. Tutte le date sono visibili al link: http://www.emmamorton.it/tour-dates/. Tra i prossimi live: il 29 maggio al Brighton Fringe Festival (UK) e il 30 maggio al Magic Garden di LondraDurante le performance le improvvisazioni cariche di emotività ed il dialogo spontaneo ed autentico tra i musicisti va al di là dell’esecuzione musicale, trascinando il pubblico in una esperienza intima e coinvolgente.

Emma Morton, 31 anni, è nativa di Edimburgo, innamorata dell’Italia e da anni residente a Lucca.
Cantante, musicista e autrice, 
laureata in Letteratura presso l’Università di Edimburgo, Emma è sempre stata un’amante della parola scritta formando la sua esperienza lavorativa come giornalista e autrice di short prose e poetry. E’ così che le lyrics dei suoi brani si trasformano in intimi viaggi nel suo vissuto e nella sua immaginazione. Sul palco, lo sguardo serrato di un blu intenso, va a scandire storie raccontate in stile “Monomyth”: con un percorso di evoluzione che trasforma il buio nascosto nella vita di ogni giorno in qualcosa di mistico e sublime.
Artista eclettica e carismatica, Emma è stata scelta come testimonial dal brand di moda 
Edda Berg, che veste Emma in tutti i suoi shooting realizzati dalla fotografa Caterina Salvi

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VIDEO-DOCU >  http://bit.ly/DirtyJohnDTV
ITUNES > http://bit.ly/BITTENBYTHEDEVIL
SPOTIFY > http://bit.ly/bittenbythedevil
WEBSITE www.emmamorton.it www.emmamortonandthegraces.com

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Management: Chiara Donnanno  tel. +39 334 9151457 – chiara@22r.it
Ufficio Stampa: Fiorenza Gherardi De Candei  tel. +39 328 1743236 – fiorenzagherardi@gmail.com

Su Radio3 lo spettacolo con Ninni Bruschetta e Cettina Donato nell’anniversario della strage di Capaci

“La storia di un uomo chiamato dal destino a essere un mafioso, il più implacabile. E per questa ragione premiato dagli altri con il più feroce dei soprannomi. Perché tutto è già scritto: Caino ucciderà ancora affinché il bene diventi martirio”.
In occasione dell’
anniversario della strage di Capaci avvenuta il 23 maggio del 1992 in cui furono uccisi il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montina, mercoledì 23 maggio alle 20.30 nella Sala A della sede RadioRai di Via Asiago a Roma, andrà in scena lo spettacolo Il mio nome è Caino con l’attore Ninni Bruschetta e la pianista Cettina Donato. Il testo è di Claudio Fava, figlio di Giuseppe Fava, il giornalista ucciso appunto dalla mafia, e lo spettacolo mette in scena un mafioso che racconta la sua vita facendo riferimento anche ai fatti di Capaci. Lo spettacolo sarà trasmesso da Radio3 la stessa sera alle 22.30.

Ninni Bruschetta è un attore di cinema e di tv, ma è anche un importante regista e attore teatrale, siciliano, di Messina. Nel suo lavoro teatrale, nato come impegno civile e politico, ha spesso messo in scena testi dedicati al fenomeno mafioso. Negli anni è divenuto uno dei caratteristi più richiesti e poliedrici del cinema e della fiction italiana.
Cettina Donato pianista e compositrice ma anche direttore d’orchestra. Nominata tra i migliori arrangiatori italiani al Jazzit Award, conduce la sua carriera concertistica parallelamente tra Europa e Stati Uniti.  Attiva anche come docente in diversi Conservatori italiani, ha ricoperto il ruolo di International President del Women of Jazz del South Florida.

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Ufficio stampa Cettina Donato > 
Fiorenza Gherardi De Candei – tel. 3281743236  e-mail fiorenzagherardi@gmail.com

Live a Roma le scure, sexy e spigliate canzoni-confessioni di Emma Morton

“In questo momento, la musica più bella che c’è in giro.”​ – Ernesto Assante

Giovedì 24 maggio al club romano “Na Cosetta (via Ettore Giovenale, 54 – ingresso gratuito), fa tappa il “Bitten by the Devil” Tour della cantante e songwriter scozzese Emma Morton che con la sua band Emma Morton + The Graces presenterà il nuovo album  “Bitten by the Devil” uscito l’11 maggio con Edizioni Musicali 22R.EMMA AND THE GRACES POOL

Emma definisce questo lavoro un “war-cry record” (grido di guerra), scritto e prodotto insieme alla sua band The Graces formata con il batterista Piero Perelli e con il chitarrista Luca Giovacchini.
Le scure, sexy e spigliate canzoni-confessioni di un’emancipata Emma Morton hanno trovato voce in questo nuovo discoun viaggio sperimentale dove i mondi contrastanti d’amore e odio, paura e desiderio, oppressione e libertà sono esposti, celebrati e presentati con un sound contaminato che trasuda di sapori jazzrootspopular e scottish folk. Anticipato dall’uscita del singolo “Why Fall”, il disco è
 ricco di ospiti e collaboratori noti come Raphael Gualazzi che ha sposato in pieno il sound della band nel brano “Dirty John”il contrabbassista Gabriele Evangelista, il Grammy Award statunitense Gene Paul, Antonio Gramentieri Matteo Buzzanca
Il progetto nasce dopo un lungo viaggio personale e artistico: Emma ha conquistato il grande pubblico durante la sua esplosiva partecipazione all’ottava edizione di X Factor, arrivando in semifinale dove ha presentato il suo inedito “Daddy Blues” pubblicato da Sony Music e conquistando il 2° posto delle classifiche iTunes con oltre 240mila ascolti su SpotifyDa allora la musicista scozzese ha continuato il suo percorso ricevendo premi e riconoscimenti tra cui il “Music is Great Award” conferitole nel 2015 dal governo inglese, e collaborando ed esibendosi con artisti come Olly Murs, Paolo Nutini, Raphael Gualazzi, Glen Hansard, Gary Lucas, Petra Magoni, Alejandro Escovedo e DJ MolellaCon la sua voce piena e graffiante, Emma compie una vera e propria esplorazione fra culture musicali partendo dalle tradizioni della sua terra, la Scozia, fino alla sua passione per la musica afroamericana.
“Sono passati quattro anni dalla mia esperienza a X-Factor, è buffo perché molti vedrebbero questo momento come una fine, per me invece è stata una rinascita: questo disco è una raccolta di confessioni di una donna che ha trapassato inferni interiori ed esteriori, accogliendo le fiamme per tirare luce sulla lunga strada verso la sopravvivenza e la consapevolezza. Questo album, per me, è una vera emancipazione da un passato governato dall’insicurezza, violenze ed oppressioni. Come donna e come madre, voglio volermi un pochino più bene e questo disco, il lavoro che ho fatto con i Graces, in qualche modo, è stato il portale ad una nuova libertà e al voler vivere senza paure, ma con amore, dedizione e tanta grinta.” 
La band Emma Morton + The Graces segue il filone cult dell’attenzione alle sonorità vintage e alle procedure analogiche: ad aprile 2018 presso lo studio Sam Recording Studio di Mirco Mencacci (Lari – Pisa) è stata registrata insieme a Raphael Gualazzi una nuova versione del brano “Dirty John” con la tecnologia Direct To Vinyl che prevede una sessione di registrazione direttamente sulla lacca del vinile, senza mediazioni tecnologiche e senza possibilità di editing. Il mix acustico curato da Andrea Ciacchini, non ha coinvolto alcun fader o potenziometro, ma è stato ottenuto tramite un opportuno posizionamento delle sorgenti sonore rispetto al microfono. Il video-docu della registrazione sarà presentato il 24 maggio durante il live romano nel club ‘Na Cosetta.

Il gruppo, che ha concluso il 2017 con una stagione di sold-out in teatri, club e festival italiani, ha inaugurato dal 19 aprile il Bitten by the Devil Tour fitto di concerti tra Italia, Inghilterra, Francia e Slovenia. Tutte le date sono visibili al link http://www.emmamorton.it/tour-dates/. Tra i live: il 17 maggio al Nidaba Theatre di Milano, il 19 maggio alla Montecarlo Fashion Week con il brand Edda Berg, il 24 maggio al club romano ‘Na Cosetta, il 29 maggio al Brighton Fringe Festival (UK) e il 30 maggio al Magic Garden di LondraDurante le performance le improvvisazioni cariche di emotività ed il dialogo spontaneo ed autentico tra i musicisti va al di là dell’esecuzione musicale, trascinando il pubblico in una esperienza intima e coinvolgente.
Emma Morton
, 31 anni, è nativa di Edimburgo, innamorata dell’Italia e da anni residente a Lucca.
Cantante, musicista e autrice, 
laureata in Letteratura presso l’Università di Edimburgo, Emma è sempre stata un’amante della parola scritta formando la sua esperienza lavorativa come giornalista e autrice di short prose e poetry. E’ così che le lyrics dei suoi brani si trasformano in intimi viaggi nel suo vissuto e nella sua immaginazione. Sul palco, lo sguardo serrato di un blu intenso, va a scandire storie raccontate in stile “Monomyth”: con un percorso di evoluzione che trasforma il buio nascosto nella vita di ogni giorno in qualcosa di mistico e sublime.
Artista eclettica e carismatica, Emma è stata scelta come testimonial dal brand di moda 
Edda Berg, che veste Emma in tutti i suoi shooting realizzati dalla fotografa Caterina Salvi

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Giovedì 24 maggio ore 22 – ingresso gratuito
‘Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54 – Roma
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Dopo il sold out al Parco della Musica, tornano live a Roma Maria Pia De Vito e Burnogualà Large Vocal Ensemble con il nuovo album “Moresche e altre invenzioni”

Dopo il sold out dello scorso 3 marzo all’Auditorium Parco della Musica, lunedì 21 maggio tornano live a Roma Maria Pia De Vito e il suo Burnogualà Large Vocal Ensemble, per presentare il nuovo album Moresche e altre invenzioni” pubblicato da Parco della Musica Records. Il concerto si terrà alle ore 21 presso l’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, HUB culturale della Regione Lazio in viale Antonino di San Giuliano/angolo Via Mario Toscano (Zona Ponte Milvio). L’evento è a ingresso gratuito con possibilità di riservare posti scrivendo in privato sulla pagina Facbook dell’Officina Pasolini: https://www.facebook.com/OfficinaPasolini/.

copertina disco BURNOGUALA' MPDVDopo un lungo lavoro di ricerca creativa compiuto attorno alle “Moresche” del compositore fiammingo Orlando di Lasso (XVI sec.) e le performance in prestigiosi Festival e in luoghi non convenzionali – è divenuto virale il video della spettacolare performance nel mare di Ventotene durante il Festival “Rumori nell’Isola” 2015 – Maria Pia De Vito e l’Ensemble giungono finalmente a questo lavoro discografico con un materiale inedito e totalmente innovativo nel panorama musicale italiano e internazionale, arricchito dalla presenza di molti ospiti speciali: il chitarrista Ralph Towner, la pianista Rita Marcotulli, Alessandro D’Alessandro all’organetto, Giuseppe Spedino Moffa alla zampogna e Massimo Carrano alle percussioni.

Sul palco, le 20 voci della formazione saranno accompagnate dal pianista Lorenzo Apicella, dal contrabbassista Dario Piccioni, dal percussionista Arnaldo Vacca, da Ousmane Coulibaly alla kora e al balafon, da Alessandro D’Alessandro all’organetto, da Giuseppe Spedino Moffa alla zampogna e da Massimo Carrano alle percussioni. Durante i live, la bellezza dell’impasto sonoro ottenuto, la creatività e la raffinatezza della proposta musicale, si spingono sempre oltre le attese dello spettatore. Del resto, la sperimentazione sul canto e sulla voce di Maria Pia De Vito, cantante e compositrice pluripremiata a livello internazionale, da sempre abbraccia diversi campi d’azione. Direttore artistico della Sezione Jazz del Ravello Festival, ma anche docente di canto in diversi Conservatori e College italiani, la De Vito definisce l’ensemble Burnogualà, da lei fondato e diretto, una “comunità di ricercatori” con cui condivide gran parte della sua indagine creativa.

Il risultato è un materiale di grande ricchezza ritmica e contrappuntistica, con interludi, spazi e panorami sonori in cui l’Africa, la Napoli rinascimentale e l’improvvisazione si mescolano e si incontrano nella contemporaneità.
Nel repertorio sfavillano cicli carnevaleschi i cui protagonisti sono schiavi e liberti africani ritratti in serenate, corteggiamenti, danze, bisticci, in 
un linguaggio che mescola sapientemente frammenti di dialetto napoletano comicamente storpiato, parole e frasi in Kanuri (la lingua parlata nell’area Nilo-Sahariana nell’impero del Bornu, attuale nord-est della Nigeria), insieme ad imitazioni di strumenti e versi di animali a cui si aggiungono ispirati momenti di improvvisazione vocale.

Il raggio d’azione del Burnogualà Large Vocal Ensemble va dalla polifonia del tardo Rinascimento (Orlando di Lasso, Willaert, Velardiniello) ad autori contemporanei quali Vince Mendoza, Miles Davis, Joe Zawinul, Diederik Wiessels, fino agli autori brasiliani, per una pratica della voce e dell’improvvisazione di derivazione jazzistica applicata a materiale della più diversa origine storica e geografica. Un lavoro collettivo di approfondimento e studio delle fonti, ma con un piede nella contemporaneità grazie all’inclusione di brani originali firmati da compositori di grande spessore.

Nella formazione vocale: Valentina Rossi, Vittoria D’Angelo, Ilaria Gampietri, Oona Rea, Mary De Leo, Francesca Fusco, Marta Colombo, Lucia Mossa, Laura Sciocchetti, Elisabetta D’aiuto, Margherita Rampelli, Elena Paparusso, Danilo Cucurullo, Daniele Giannetti, Tommaso Gatto, Stefano Minder, Paolo Caiti, Flavio Spampinato, Gianfranco Aghedu, Marco Lizzani, Sebastiano Forti, Fabio Grasso.

La carriera di Maria Pia De Vito è densa di importanti riconoscimenti, collaborazioni e incontri musicali: John Taylor, Ralph Towner, Chico Buarque, Guinga, Rita Marcotulli, Ernst Rejiseger, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Norma Winstone, Steve Swallow, Gianluigi Trovesi, Danilo Rea, Enzo Pietropaoli, Paolo Fresu, Paolo Damiani, Cameron Brown, Ramamani Ramanujan, David Linx, Diederik Wissels, AreaJoe Zawinul, Michael Brecker, Peter Erskine, Kenny Wheeler, Miroslav Vitous, Nguyen-Le, Uri Caine, Dave Liebman, Billy Hart, Eliot Ziegmund, Steve Turre, Maria Joao, Monica Salmaso, Art Ensemble of Chicago. Da anni è in testa alle classifiche del JAZZIT AWARD tra le cantanti italiane.

Il Burnogualà – Large Vocal Ensemble, è una comunità di cantanti e ricercatori fondata e diretta da Maria Pia De Vito. In Italia è stato protagonista di diversi festival e manifestazioni tra cui: Ravello Festival 2016, Festival “Una striscia di terra feconda” al Castello di Palombara Sabina, il Festival “Percorsi Jazz Santa Cecilia” 2012, 2013 e 2014, Museo MAXXI di Roma, la manifestazione “Il ponte della musica” 2014, le Terme di Diocleziano nel 2014, la Notte dei Musei di Roma 2016. Ha inoltre partecipato come ospite all’album di Rita Marcotulli “A Pino” dedicato a Pino Daniele (La Repubblica/L’Espresso, 2016) e all’album “core-coração” di Maria Pia De Vito feat. Chico Buarque (Jando Music/ Via Veneto Jazz, 2017).

Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini è l’HUB culturale della Regione Lazio: uno spazio pubblico integrato nella città per produrre e diffondere cultura.  A Officina Pasolini HUB si può assistere a concerti, mostre fotografiche, proiezioni, spettacoli teatrali e incontri d’autore. Officina Pasolini è anche un Laboratorio creativo di alta formazione artistica, articolato in tre sezioni: Teatro, Canzone e Multimediale. 

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Ufficio Stampa Maria Pia De Vito: Fiorenza Gherardi De Candei tel. 328.1743236 e-mail fiorenzagherardi@gmail.com
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http://www.auditorium.com/pdm_record.html – www.mariapiadevito.com – www.mercuriomanagement.it

“Surya”: intervista a Eleonora Bianchini

  1. Eleonora, sei arrivata al quinto album. Come descrivi la crescita del tuo percorso compositivo nei tuoi vari dischi?
    Penso che la crescita del percorso compositivo sia andata di pari passo con la mia crescita personale, dato che nella musica esprimo me stessa e ciò che vivo. Nei primi dischi ho mosso i primi passi come racconta-storie, come musicista di jazz che ha in qualche modo veicolato tutte le informazioni musicali acquisite nel tempo dentro le proprie composizioni, così da riuscire a personalizzare e a rendere unica la nuova musica che nasceva, iniziando a mescolare e sperimentare tanto da creare un proprio linguaggio. Dopo i due primi dischi come cantautrice arrivano poi due dischi come interprete, quelli insieme a Enzo Pietropaoli che sicuramente hanno contribuito a farmi entrare più in contatto con la purezza delle canzoni, con la fragilità e la forza di un nucleo musicale completo, che tra l’altro cerco sempre di mantenere quando scrivo nuovi brani. Mi piace percorrere con l’ascolto il cammino strumentale che sento di aver fatto tra i dischi, perché appunto ci rivedo tutte le varie tappe situazioni vissute che mi hanno permesso di arrivare fin qui.
  1. Surya” ha un carattere molto intimo e cantautorale. Quale periodo della tua vita ci racconta?
    In “Surya” sono racchiusi pensieri, considerazioni e storie dei miei ultimi 4 anni, periodo in cui ho deciso di ritornare in Italia, dopo 9 anni all’estero tra Stati Uniti ed Ecuador. Un disco in cui prendo più profondamente consapevolezza di come voler affrontare la vita e le sue vicende, del capire l’importanza ed il vantaggio di riuscire a cambiare il proprio punto di vista in modo da creare nuove opportunità per imparare e capire cosa sia davvero importante e nutriente nella vita.
  1. Sono le storie che ispirano la musica, o i testi nascono ispirati dalle note?
    Nascendo come musicista, sono quasi sempre le note ad ispirare la nascita delle parole, tranne magari alcuni momenti in cui sento la necessità di esprimere un pensiero in particolare, oppure uno stato d’animo.
  1. C’è un artista che ammiri, che ha influenzato il tuo processo di scrittura?
    Ho ascoltato molta musica brasiliana, italiana, jazz e world, ciò che mi emozionava ascoltare mi rimaneva dentro e, senza nominare artisti in particolare, sento che sono state quelle atmosfere ad ispirarmi a scrivere canzoni che potessero rievocarle.
  1. Qual è il percorso che ti ha fatto scegliere i compagni di viaggio di questo disco?
    L’elemento principale che mi ha permesso di “scegliere” ed avere a bordo questi fantastici musicisti è stato sicuramente quello della loro incredibile musicalità, professionalità, e rispetto verso le composizioni; hanno sempre lavorato in modo da far risaltare al meglio le canzoni nella loro natura, arricchendole inoltre con un suono bellissimo. Sin dalla prima prova in trio ho sentito che il mix era quello perfetto, perché quando l’energia è quella giusta parla da sé, lo si sente e basta, così è stato per “Surya”.
  1. La cultura latinoamericana è molto forte nella tua musica: raccontaci in che modo sei entrata in contatto con i vari stili del Sud America.
    Iniziando tanti anni fa con il jazz e la musica brasiliana, ho avuto modo di entrare in contatto per la prima volta con i brani di Antonio Carlos Jobim, mi rendevo conto che creavano in me gioia e sentivo di appartenere a quelle sonorità a quelle melodie. Poi, durante i primi anni al Berklee College of Music, ho frequentato molti laboratori di musica Latino Americana, in particolare di musica Peruviana grazie ad un grande insegnante, Oscar Stagnaro. Ho sentito subito una vena ritmica e “drammatica” che riusciva a catturarmi più degli altri generi musicali, tanto da arrivare a “sceglierlo” come mio repertorio durante i concerti a Boston e New York.
  1. Stai coltivando parallelamente a “Surya” anche altri progetti musicali futuri?
    Parallelamente a “Surya” c’è sempre il progetto in duo “DOS” con Enzo Pietropaoli che continuiamo a portare in giro in Italia; vi sono poi le collaborazioni con molti musicisti che stimo molto qui a Roma, come Eddy Palermo, Natalio Mangalavite, Giulia Salsone con la quale ho un duo di musica brasiliana, “ENTRE CUERDAS”.

In Danimarca lo spettacolo di Federica Altieri “Per Bacco. Turbamenti di-vini”

Continua con successo la collaborazione, iniziata ad ottobre del 2016, tra l’Istituto di Cultura Italiano a Copenaghen, l’Odin Teatret, il Teatro Argentina di Roma, la Regione Lazio e l’Associazione Culturale Appercezioni: lo spettacolo multimediale “Per Bacco. Turbamenti di-vini. In-versione temporale” scritto e diretto da Federica Altieri sarà strutturato e presentato dall’11 al 18 maggio all’interno delle storico Odin Teatret di Hostelbro (Danimarca), approdando il 19 maggio all’Istituto italiano di Cultura di Copenaghen e chiudendo il suo percorso ad ottobre 2018 presso il Teatro di Villa Torlonia di Roma.

ULRIK SKEELPartendo dai versi di scrittori internazionali, lo spettacolo si intreccerà con la poesia e la musica, con il teatro e l’arte filmica. Cercherà nuovo ritmo; ripenserà il senso, il suono.
I due attori provenienti dall’Odin Teatret, Rina Skeel e Ulrik Skeel, saranno affiancati sul palco dai musicisti Marcello Allulli (sax), Ermanno Baron (batteria) e Marco Bonini (chitarra) e dalle proiezioni dirette da Federica Altieri e Claudio Ammendola.

Fulcro della performance, sono i turbamenti dell’individuo, la difficoltà del vivere un presente già futuro impregnato da un nostalgico passato, l’indifferenza sempre più netta degli individui che popolano luoghi di estranee collettività.

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