Fatti, persone e idee che lasciano il segno: è l’impegno dell’Arcadia Trio nell’album “Don’t call it justice”

“La bellezza senza dubbio non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno di bellezza.”

E’ proprio da questo concetto di Albert Camus che qualche anno fa ha preso vita il progetto del sassofonista Leonardo Radicchi: Arcadia Trio, di cui l’8 febbraio esce con l’etichetta AlfaMusic l’album “Don’t call it Justice” (distr. EGEA Music/Believe digital).
ARCADIA BY ROMEOTalentuoso ed eclettico musicista, uno dei più attivi e apprezzati a livello nazionale, Radicchi ha scelto di percorrere una strada alternativa a quella di molti suoi colleghi: dopo gli eccellenti studi presso il Berklee College of Music di Boston, di cui è stato Student Ambassador con la sua band Creative Music Front, è tornato in Italia evolvendosi in una ricerca musicale parallela alla crescita della sua consapevolezza come individuo nella società civile. Le sue attività in ambito sociale, tra cui una lunga esperienza in prima linea con Emergency per il progetto Ebola (in Sierra Leone) e il progetto War Surgery (in Afghanistan), hanno contribuito a conferire un significato “politico” alla sua musica. Non attraverso uno schieramento partitico, ma con una maturata consapevolezza dell’ingiustizia sociale e delle contraddizioni da cui essa deriva.
Secondo Radicchi “La musica ha il dovere di contribuire, anche se in minima parte, alla massa critica che ci permette ogni giorno di essere umani. Il mondo è un posto complesso, ci serve una musica in grado di raccontarlo.” Le esperienze che ha scelto di vivere, e di condividere attraverso questo album, hanno cambiato il suo modo di vedere la vita, rafforzando un sentimento di riscossa e operatività.

Così l’Arcadia Trio, formato insieme al contrabbassista Ferdinando Romano e al batterista Giovanni Paolo Liguori, racconta la sua musica come un manifesto, articolato in 10 brani: 10 storie che raccontano fatti, persone e idee che lasciano il segno: il brano “Child Song”, ad esempio, racconta di bambini che “devono” essere adulti e di altri che potrebbero non diventarlo mai; la titletrack “Don’t call it Justice” urla forte che una legge non fa giustizia se rende illegale un essere umano; “Necessary Illusions” è un omaggio alla visione dell’intellettuale e filosofo statunitense Noam Chomsky. I titoli degli altri brani: “Utopia – A song for Gino Strada”, “Stop selling lies”, “Peace”, “Change and Necessity – Pointless Evolution”, “In memory of Idy Diene”, “Our anger is full of joy”, “Salim of Lash”.
Prodotto da Leonardo Radicchi insieme a Rosso Fiorentino, l’album è stato registrato dal trio, insieme a un piccolo ensemble, lo scorso giugno presso la Sala del Rosso di Firenze e masterizzato alla White Sound Mastering Studio. Ospite del disco è Marco Colonna, impegnato al clarinetto basso.

Il tour
Le prime date di presentazione del disco vedono la preseza di un grande special guest: Robin Eubanks, uno dei più importanti trombonisti del panorama mondiale, vincitore di 2 Grammy Awards.
Dopo una anteprima il 7 febbraio al Padova Jazz Club @Cockney London Pub, l8 febbraio saranno in concerto allOnAir Music Club R3 di Perugia, il 9 febbraio allo Smallet Jazz Club di Modena, il 10 febbraio al Teatro Sant’Andrea di Pisa per il festival Pisa Jazz, il 12 febbraio alla Casa del Jazz di Roma, il 13 febbraio al Teatro Dante Carlo Monni – Campi Bisenzio (Firenze), il 14 febbraio all’Argo16 di Mestre.

Leonardo Radicchi, che negli ultimi anni è impegnato in un centro per richiedenti asilo della Toscana, ha raccontato le sue storie anche nel libro “In fuga”, pubblicato nel 2016 da Rupe Mutevole (collana Letteratura di Confine) e attualmente in ristampa.
Con questo disco, e quindi attraverso il jazz, vuole raccontare, far riflettere, incitare a un senso di riscossa della mente e del cuore di fronte a una costante di ogni società: l’ingiustizia. Tutto questo attraverso il jazz e la musica, con note portatrici di energia e di un messaggio positivo, che ritroviamo nella track n. 3: our anger is full of joy – la nostra rabbia è piena di gioia.

Che impatto può avere una musica non di massa sulle grandi dinamiche del nostro tempo? La stessa dei saggi, della poesia, della letteratura, dell’arte in generale. Questo è ciò che muove l’Arcadia Trio.

CONTATTI
Info album > http://www.ijm.it/component/music/display/796 
Facebook > Leonardo Radicchi Music
Ufficio stampa > Fiorenza Gherardi De Candei info@fiorenzagherardi.com  tel. 3281743236
Booking > leonardoradicchi@gmail.com –  arcadiatriobooking@gmail.com tel. 320.4233404