Border Wall, l’EP anti CORONAvirus

Lungi da me fare del clic-baiting, né tanto meno diffondere fake news. Non sto promuovendo un fantomatico rimedio contro il Coronavirus, ma se è vero che un farmaco contro questa terribile malattia ancora non lo abbiamo, della buona musica può però sicuramente aiutarci durante i lunghi giorni di questa quarantena italiana.

Per prima cosa, una doverosa premessa: il disco, anzi l’EP di cui vi sto per parlare, non è propriamente annoverabile nella categoria del Jazz, anche se certi ambienti dell’Hip-Hop si fregiano spesso di questa etichetta. È pur vero che le etichette lasciano il tempo che trovano, ma per dovere di cronaca verso i miei lettori mi sento di specificare che si tratta di Hip-Hop. Attenzione, però, se ve ne parlo è perché il disco ha colpito positivamente le mie orecchie di jazzofilo.

Vi parlo di SWED, giovane artista italiano cresciuto tra musica Lirica, Jazz e Blues, per poi scoprire il mondo dell’Hip-Hop e in particolare l’old school americana. Questo, almeno, recita la sua bio.

Ma veniamo al suo EP, uscito il 20 marzo su tutte le piattaforme digitali, dal titolo Border Wall. Il disco è molto ben suonato ed arrangiato, le atmosfere sono quelle tipiche del genere ed i ritmi trascinanti, di quelli che ti fanno muovere sulla sedia. Quello che colpisce e che differenzia questo lavoro da tutto quanto possiamo avere già sentito è il timbro di voce di SWED, molto scuro, al limite dell’intellegibile, che dona carattere ed unicità al sound.

I suoi testi sono una critica al mondo musicale attuale, spesso povero di contenuti, con una visione distorta e oggettivata della donna. Ma non è una critica bigotta, bensì una reazione che si concretizza in versi come:

and i know what they want
i see the mercenaries have gone
from your land and from your home
i see the marines have been at war
just for gasoline are devided all
are devided all ,are devided all world
no more wars no more walls

e so cosa vogliono
vedo che i mercenari se ne sono andati
dalla tua terra e da casa tua
vedo che i marines sono stati in guerra
solo per la benzina sono divisi tutti
sono divisi in tutto, sono divisi in tutto il mondo
niente più guerre niente più muri

dove vi è una forte critica alla politica delle multinazionali senza scrupoli, oppure in questi altri versi, tratti da Musica Basura:

(entendido bien?)
has oído bien
(tomo cien?)
pesos ,para no sentir la falta de un beso
de un corazon tan lejano
por la razon de este viejo
mundo de basura tan pendejo

(capito correttamente?)
hai sentito bene
(prendine cento?)
pesos, per non sentire la mancanza di un bacio
da un cuore così lontano
per la ragione di questo vecchio
mondo dei rifiuti così stupido

dai quali traspare la dura critica verso un mondo che mercifica tutto, dove tutto è monouso e niente ha più un vero valore.

Ho ascoltato a lungo e più volte in cuffia questo EP ben suonante e avvolgente. L’ho trovato gradevole, contemporaneo e vecchio stile allo stesso tempo. A mio parere merita un’ascolto.

Disponibile anche in vinile limited edition pubblicato da Do Your Thang

Poi d’un tratto il tempo si ferma

La mia primogenita Maria aveva sei mesi quando ci fu l’undici settembre. Non era dunque abbastanza grande da rendersi conto che tutte le certezze del nostro mondo erano crollate insieme alle torri gemelle, ed io non ebbi l’incombenza di dover trovare parole per rassicurarla o di doverle spiegare, in modo semplice, quello che era successo.

Oggi, all’indomani della diffusione del Coronavirus, Maria ha 19 anni. È dunque abbastanza grande perché possa fare le sue valutazioni da sola, ed anche stavolta non sono chiamato a doverla necessariamente aiutare a comprendere.

Eppure sento che un bambino al quale devo delle spiegazioni c’è, ed è dentro di me. Probabilmente è in ognuno di noi.

Nel tentativo di darmi queste spiegazioni mi sono confrontato con amici musicisti, fotografi, filosofi. Abbiamo iniziato un viaggio, con una stella polare che ci siamo accorti subito essere comune a tutti: la voglia di una ritrovata allegria, una allegria nuova e più vera.

In questo video abbiamo tracciato la mappa di questo nostro viaggio.

Musica di Pino Daniele

Foto di Beatrice Alvino

Testi di Marco Storti

  • Joe Slomp – voce
  • Stefano Micarelli – chitarre
  • Maurizio Alvino – piano
  • Franco Majore – basso acustico

Ideato e prodotto da Maurizio Alvino in collaborazione con CIRCOLO ARCI IBIDEM APS, via Mirandola, 19 Roma

Dedicato a chi sta soffrendo e a chi muore per il Covid-19