Cinque domande a miriam netti


[Maurizio Alvino] Sono con Miriam Netti, cantante jazz, possiamo dirlo? O meglio dire semplicemente cantante? In altre parole: chi è Miriam Netti?

[Miriam Netti] Sono una cantante jazz, così come sono una musicista e un’insegnante e anche un’artista più in generale, faccio della mia vita la mia forma d’arte, sono quello che ho fatto quello che faccio e quello che ho in testa e nel cuore.

[MA] Nel video di Piccole mele verdi, tratto dal tuo album “La bossa”, sei alle prese con la cucina. In fondo il parallelo tra jazz e cucina è stato usato anche da Miles come metafora del suonare jazz, ma viste le tue origini baresi mi viene da pensare che la Puglia abbia un ruolo importante in questa metafora… che poi tanto metafora non è, visto quanto si mangia bene a Bari!

[MN] Non cucino volentieri ma, da buona pugliese, mi piace mangiar bene e in compagnia. Il video di “piccole mele verdi” che puoi trovare sul canale https://youtube.com/c/miriamnetti è stato il mio primo video ufficiale e volevo che restasse in linea con la scelta musicale, per questo racconta con onestà la Miriam di tutti i giorni, quella vera, un po’ caotica, che cammina scalza in casa, ma che accoglie e che vuole far stare bene.

[MA] Mi capita di sentir dire “eh ma il jazz è di nicchia”, e allora io rispondo che solo in Italia esistono decine e decine di piccoli e grandi festival jazz. Secondo te per quale motivo alla fine il jazz vive a dispetto dei preconcetti di molti?

[MN] Penso di poter dire a ragione veduta, da cittadina europea che l’Italia e gli italiani più di altre nazionalità sono molto grati alla musica dal vivo; per gli italiani la musica diventa uno dei momenti dello stare insieme, del “sentire insieme” e dell’Unione spirituale. Penso alle piazze d’arte italiane che uniscono al passeggio l’incontro, la chiacchiera , le bellezze architettoniche e artistico/scultoree. È nella nostra indole, nella nostra storia. Il jazz arriva tardi nella nostra storia; è di nicchia, ma si combina bene al concetto della fruizione facile e immediata in quanto forma di improvvisazione, della “piazza italiana” .

[MA] La domanda d’obbligo è sulla pandemia e sul forzato stop al lavoro di molti musicisti, che si sono visti precludere la possibilità di esibirsi dal vivo. Come l’hai vissuta, e come la vedi in prospettiva?

[MN] La pandemia ci sta portando via la “piazza italiana”, l’incontro e il confronto, cosa ci resta senza la piazza? Io personalmente non vorrei che la musica prodotta dalle grandi case discografiche, spesso individualista e alle volte cinica, vincesse ancora più spazio. Una riflessione di massa è necessaria.

[MA] Che progetti hai per il prossimo futuro, soprattutto in un futuro incerto come quello che ci si prospetta davanti? E il mio non vuole essere un tono pessimistico, piuttosto uno sprone a reagire al meglio.

[MN] Il 6 agosto 2021 esce il disco The Art Of Jazz. Nasce casualmente in una sessione di un giorno in studio di registrazione dove inizialmente ero stata invitata a cantare un paio di pezzi per una etichetta danese, puoi già sentire il primo singolo Who Can I Turn To su tutte le piattaforme digitali, il secondo singolo May I Come In si può già ordinare a questo link https://miriamnetti.lnk.to/Come e a settembre incido il mio prossimo album; sarà un La Bossa Vol.II.

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esce “ALCOL”, primo singolo DI Cettina Donato e ninni bruschetta dal disco “i siciliani”

Un incontro artistico di successo, all’insegna della poesia e dell’impegno civile: è quello tra la pluripremiata pianista, compositrice e direttore d’orchestra Cettina Donato (che ha collaborato con grandi nomi tra cui Eliot Zigmund, Fabrizio Bosso, Stefano Di Battista) e uno dei più amati attori italiani, Ninni Bruschetta, diventato noto al pubblico soprattutto per le sue celebri interpretazioni in Boris, I cento passi, I Bastardi di Pizzofalcone. Dopo i sold out ottenuti a teatro con due spettacoli di “Il Giuramento” e “Il mio nome è Caino”, Cettina Donato e Ninni Bruschetta sono entrati in studio di registrazione per uno speciale progetto discografico: l’album “I Siciliani”, che omaggia l’arte e la poesia di Antonio Caldarella, grande scrittore siciliano, recentemente scomparso.

Ispirata dai suoi versi Cettina Donato ha sviluppato il concept del disco, componendo e arrangiando per ensemble 8 brani e 3 preludi per pianoforte densi di emozione e pathos, nei quali Ninni Bruschetta magistralmente recita e canta le poesie di Caldarella. Cettina Donato: “Scrivendo e arrangiando nuova musica sui suoi meravigliosi versi, ho conosciuto Antonio Caldarella, pur non avendolo mai incontrato. Ciò che di noi è più bello, rimane immortale.” Prodotto ed edito dall’etichetta AlfaMusic e distribuito da Believe Digital – EGEA Distribution, il disco sarà pubblicato il 14 maggio, mentre venerdì 16 aprile uscirà il primo singolo “Alcol” – disponibile nei principali digital store e sulle piattaforme streaming al link https://backl.ink/145533332 – accompagnato dalle immagini girate da Francesco Bruschetta (https://youtu.be/aSOt_yvGuAI) in una location speciale, storico tempio del jazz italiano: l’Alexanderplatz Jazz Club di Roma. Ninni Bruschetta: “La poesia “Alcol” scritta da Antonio Caldarella è un’ubriacatura di acquavite di Sardegna: Filu ‘e ferru malidittu! Con la musica scritta da Cettina, abbiamo cantato il viaggio e il sogno visionario di un grande artista.”

L’intero disco è disponibile in formato cd, per ora in pre-order, sul sito www.cettinadonato.com.Nel comporre e arrangiare gli 8 brani, Cettina Donato ha voluto attorno a sè un grande cast di musicisti: dagli archi della BIM Orchestra diretta da Giuseppe Tortora, ad un trio jazz formato da eccellenti musicisti, il sassofonista Dario Cecchini (Lee Konitz, Natalie Cole Band, Kenny Wheeler Hot Eleven, Funk Off, Paolo Fresu, Enrico Pieranunzi, Dave Liebman), il contrabbassista Dario Rosciglione (Cedar Walton, Joe Lovano, Randy Brecker, Phil Woods, Tony Scott, Danilo Rea) e il batterista Mimmo Campanale (Paolo Fresu, Bob Mintzer, Phil Woods, Lee Konitz, Randy Brecker, Dee Dee Bridgewater). A completare l’ensemble, l’attrice e cantante Celeste Gugliandolo (seconda a X Factor 2011 con I Moderni), interprete di uno dei brani del disco.

Attore di teatro, cinema e tv, Ninni Bruschetta ha firmato più di 40 regie teatrali, dirigendo, tra gli altri, Anna Maria Guarnieri, Claudio Gioè, Donatella Finocchiaro, Roberto Citran, David Coco, Edy Angelillo e Angelo Campolo.E’ stato per due volte direttore artistico dell’EAR Teatro di Messina. Tra cinema e televisione ha preso parte a quasi cento titoli, spaziando dalle grandi serie generaliste (Squadra Antimafia, Borsellino, Distretto di Polizia,I bastardi di pizzo falcone) al cinema d’autore (Luchetti, Giordana, Corsicato, Guzzanti, Pif, Von Trotta, Woody Allen, Paolo Sorrentino) al record di incassi di “Quo Vado?” di G. Nunziante, con Checco Zalone. E’ uno dei protagonisti della serie cult “Boris” e del relativo film di Ciarrapico, Torre e Vendruscolo nonché dell’ultimo capolavoro televisivo di Mattia Torre (La linea verticale). Premio Tony Bertorelli alla carriera nel 2018. Ha pubblicato tre sceneggiature con Sellerio e due saggi critici sul lavoro dell’attore con Bompiani e Fazi. Pluripremiata pianista, compositrice e direttore d’orchestra, Cettina Donato da anni è annoverata tra i migliori arrangiatori italiani al Jazzit Award. Conduce la sua carriera concertistica prevalentemente tra Europa e Stati Uniti. Docente di jazz in diversi Conservatori italiani, ha ricoperto il ruolo di International President del Women of Jazz del South Florida. Ha diretto diverse orchestre italiane, mentre a Boston ha fondato una big band a suo nome con musicisti provenienti dai cinque continenti. Nella sua carriera ha collaborato con importanti solisti del panorama jazz nazionale e internazionale, pubblicando cinque album a suo nome.

Antonio Caldarella (1959 – 2008), attore, poeta e pittore, è nato ad Avola ed è cresciuto a Napoli, a Messina e in giro per il mondo. In teatro ha lavorato con Antonio Neiwiller, Mario Martone, Elio De Capitani, Ninni Bruschetta e al cinema con Daniele Luchetti, Francesco Calogero, K.M. Brandauer e altri. Le sue poesie sono edite da piccole Case Editrici Siciliane che avevano capito il suo genio, senza che lui si sforzasse di fare qualcosa di più che non fosse scriverle. Persino Jean Paul Manganaro ha scritto parole meravigliose su di lui. Ma dev’essere stato un caso. Forse si erano parlati una sera davanti al mare. I suoi quadri, gli acquerelli e persino i bigliettini da visita dipinti a mano, sono sparsi nelle case di amici e conoscenti che li custodiscono gelosamente.

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Dal Salento le mille sfumature “Blue” del nuovo singolo di “Pinwheel”

È uscito il nuovo singolo “Blue” dal disco Pinwheel del compositore e pianista leccese Marco Rollo, accompagnato dal videoclip (https://youtu.be/SOgHcFss3Ew) con le immagini girate dal documentarista Roberto Leone: mille sfumature di “blue”, dai paesaggi del Salento a lande incontaminate e immobili distese d’acqua.


Preceduto da un altro singolo, “Light Blue”, che ha conquistato le playlist di Deezer (100 Top Italy) e Apple Music (Classical Motivation https://apple.co/3rXlsHGe e Classical Edge https://apple.co/3eO3LXv), Il nuovo album segna una nuova tappa nella carriera multiforme di Marco Rollo, alla ricerca costante di nuovi suoni e sperimentazioni. Tra le sue collaborazioni importanti, quelle con il sassofonista Raffaele Casarano e Paolo Fresu nel disco Argento, e con Roy Paci per Emergency.
Dopo molteplici esperienze tra balkan e funk, Marco Rollo si avvicina al mondo della musica elettronica con un sound neo-classical tra jazz e modernità dove il punto di forza sono le sonorità del pianoforte acustico con elettronica, synth analogici e pedaliere. È qui che trova la sua connotazione, la sua comfort zone.

La sua ricerca ha tracciato percorsi nel jazz con incursioni nel dub step, per poi passare alle sonorità progressive, fino ad arrivare ai suoni elettronici del nord Europa uniti alle melodie morbide di pianisti come Esbjorn Svensson e Tord Gustavsen. Morcuf, Erik Truffaz, Cinematic Orchestra e Zero 7 sono alcuni degli artisti che hanno ispirato il suo modo di comporre, proponendo un nuovo stile cui perno assoluto è il pianoforte.

Uscito con l’etichetta Rainbow Score Recordings (distr. digit. Believe) e disponibile in streaming e order al link https://backl.ink/145528164, Pinwheel è stato scritto di getto, una “one take” dal cuore direttamente ai tasti di uno Steinway & Sons gran coda del 1918. Il suo sound minimalista esprime le emozioni più intime e sincere: la solitudine di questo tempo accanto alla voglia sfrenata di condividere e abbracciare l’ascoltatore attraverso atmosfere dolci e accattivanti, melodie intense e struggenti appoggiate su tappeti sonori caldi e avvolgenti.
In ognuno dei brani di Pinwheel ha preso forma un colore, come nel singolo Light Blue “il suono del colore del cielo di una nuova primavera che non vediamo l’ora arrivi”.
Ad ogni colore corrisponde un’emozione diversa: il disco è una girandola, Pinwheel, la stessa girandola di stati d’animo che l’umanità affronta in questo momento di difficoltà globale, dove voglia di riscatto e speranza si alternano a spaesamento e timore.
La girandola, è un simbolo ricorrente nella vita e nella musica di Marco Rollo: “Quando ero alle prime armi con lo studio del pianoforte, da bambino, sulla finestra di fronte a me ce ne era una, variopinta, sembrava ballasse sulle mie note. Ogni colore rappresentava una diversa emozione.”

Nel disco sono 10 i brani e i “colori” – tra cui una ninna nanna, presente in ogni album di Marco Rollo: 1.Violet 2.Yellow 3.Light Blue 4.Blue 5.Orange 6.Red 7.Lulluby 8.Green 9.White 10.Black.

Classe 1977, Marco Rollo è originario di Lecce. Fluid (2017 – Three Hands Records) è il suo disco d’esordio in solo (più di 250 mila play). Il secondo EP “Drops” (Irma Records) ha registrato oltre 160mila ascolti, mentre il suo brano Enchantment è stato inserito nella compilation “Côte D’Azur” – Exclusive Party by PAPA DJ di Radio Monte Carlo. Tra le altre collaborazioni: Neffa nel disco “Balkan Trip” (Irma Records) dei Vudz, il progetto “Triace” (terzo nel 2010 al Premio Andrea Parodi) prodotto da Elena Ledda e da Michele Palmas, e “Opa Cupa” di Cesare Dell’Anna.

CONTATTI
http://www.marcorollo.it
Spotify http://spoti.fi/3qY6foy
Apple Music http://apple.co/38Tbfo7
YouTube: https://youtu.be/kffh6dBgM_M
Instagram: http://www.instagram.com/marcorollo_pianist/
Facebook: http://www.facebook.com/marcorolloofficial/
Soundcloud https://soundcloud.com/marco-rollo-fluid
Ufficio Stampa: Fiorenza Gherardi De Candei, tel. 328.1743236 – email info@fiorenzagherardi.com