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Tutto esaurito: a grande richiesta torna a Roma lo spettacolo contro la mafia “Il mio nome è Caino”

“Roma è una città difficile. Questo grande successo, con il tutto esaurito, mi fa credere che il tema del nostro spettacolo sia molto sentito anche qui. Perché la mafia, di cui noi raccontiamo solo le origini, è un fenomeno drammaticamente nazionale.” Ninni Bruschetta

Dopo il sold out di tutte le otto repliche al Teatro Brancaccino, martedì 31 marzo torna a Roma – a grande richiesta – il gioiello teatrale contro la mafia “Il mio nome è Caino”, interpretato con grande pathos dal noto attore e regista Ninni Bruschetta (I cento passi, Boris, Quo Vado? Distretto di Polizia, Paolo Borsellino, I bastardi di Pizzofalcone,…) insieme alla pianista, compositrice e direttore d’orchestra Cettina Donato, che per lo spettacolo firma anche le musiche e gli arrangiamenti.

locandina sala umbertoSarà Il Teatro Sala Umberto di via della Mercede ad ospitare la nuova replica dello spettacolo ispirato all’omonimo romanzo di Claudio Fava, edito da Dalai Editore nel 1997 e da Baldini e Castoldi nel 2014.

Bruschetta veste i panni del protagonista “Caino”, un killer di mafia “fuori dalla cronaca, costruito interamente all’interno della coscienza”, così come lo ha definito la regista Laura Giacobbe, che così commenta il successo di pubblico della tournée italiana: “Questa grande partecipazione del pubblico sta mostrando, replica dopo replica, come la drammaturgia affilata di Claudio Fava e il rigoroso lavoro attoriale di Ninni Bruschetta abbiano portato all’attenzione degli spettatori un modo diverso di rappresentare la mafia. A partire da quel soprannome archetipico, “Caino”, e dalle esecuzioni “disinteressate” e amorali del killer, riusciamo a intuire un livello più nascosto, profondo e forse poco esplorato della violenza mafiosa.”

Prodotto da Nutrimenti Terrestri, “Il mio nome è Caino” è specchio dinamico e lucido dell’essere e del fare mafioso e si intreccia alle musiche di Cettina Donato: due brani editi insieme a composizioni inedite scritte per sostenere il racconto di Caino. Frutto di uno studio condiviso con Ninni Bruschetta, la colonna sonora dello spettacolo è eco della freddezza quanto dell’umanità del personaggio, sostenendo le modulazioni emotive con contaminazioni classiche, popolari e jazz. 

Cettina Donato: “La colonna sonora è un tutt’uno con la narrazione. Emoziona e allo stesso tempo scuote lo spettatore, enfatizza la durezza del testo, oppure ridicolizza il personaggio. Le note accarezzano Caino e poi lo disprezzano, lo esaltano e lo incoraggiano, e poi lo ridicolizzano.”

La collaborazione artistica tra Bruschetta e Donato è partita nel marzo 2017 ed ha registrato molti consensi di pubblico e critica, da “I Siciliani di Antonio Caldarella” a “Il giuramento” di Claudio Fava. Il lungo tour di “Il mio nome è Caino”, che ha preso avvio a marzo 2019 da Messina, continuerà nei teatri e nei festival di tutta Italia inoltrandosi per tutta la primaver 2020. Le prevendite per il 31 marzo sono già disponibili sul sito del teatro Sala Umberto alla pagina http://bit.ly/SalaUmberto31marzo e su TicketOne al link http://bit.ly/TicketOneSalaUmberto31marzo.

 

CONTATTI SALA UMBERTO

Via della Mercede 50, Roma
info e botteghino: www.salaumberto.com – prenotazioni@salaumberto.com, tel. 06.6794753

UFFICIO STAMPA CETTINA DONATO

Fiorenza Gherardi De Candei  3281743236 info@fiorenzagherardi.com

27 artiste per “Inspirational Women”: la grande rassegna che unisce musica, importanti tematiche e storie ispiranti

Una grande rassegna che mette in scena valori, energie e storie ispiranti: dal 4 al 31 marzo arriva a Roma “Ispirational Women”, manifestazione dedicata alla forza femminile nella musica, nell’arte e nella società.

A promuovere la rassegna, l’Elegance Cafè: uno dei club più noti della Capitale, in zona Ostiense (via Francesco Carletti 5).
Con un calendario di 23 concerti, la rassegna avrà come protagoniste 27 raffinate esponenti della musica italiana – e non solo. Personalità carismatiche, spesso impegnate parallelamente in attività e tematiche sociali e culturali, racconteranno le loro storie, le loro battaglie e le figure che hanno ispirato parte del loro percorso artistico e umano.
Tra i nomi in cartellone: Greta Panettieri (il 28 marzo con la tappa del suo tour internazionale), Ada Montellanico (il 7 marzo con il suo omaggio a Billie Holiday), Stefania Tallini e Elisabetta Antonini (il 21 marzo con il nuovissimo “Travel Mates”), Carla Cocco (il 6 marzo con la sua “Africa Sarda”), Giuliana Soscia, Marta Capponi, Eleonora Bianchini, Laura Lala, Cristiana Polegri e Silvia Manco. Tutti i dettagli sono presenti sul sito del club alla pagina https://www.elegancecafe.it/2020/02/21/inspirationalwomen/.

FLYER CALENDARIO

Al centro della rassegna 23 progetti musicali legati ad altrettanti percorsi artistici densi di vissuto, di esperienze da trasferire, fonte d’ispirazione per un pubblico attento e appassionato.

Storie da seguire sul palco dell’Elegance Cafè ma anche sulla Pagina Facebook e sul profilo Instagram del club. Tra le narrazioni delle protagoniste della rassegna, anche il racconto di grandi donne che, a loro volta, sono state per loro fonte di ispirazione.
Tra loro: Angela Davis (l’attivista del movimento afroamericano statunitense, nota al mondo per il suo impegno nel campo dei diritti civili e figura fondamentale per il movimento femminista nero degli anni ’70), Joy Harjo, prima poetessa dei nativi americani degli Stati Uniti, musicista e pittrice; l’icona della world music Angélique Kidjo, la fotografa Letizia Battaglia, autrice di reportage contro la mafia e cofondatrice del Centro di Documentazione “Giuseppe Impastato”, l’interprete e cantante siciliana Rita Botto, l’attrice premio Oscar Meryl Streep, la cantante Mayte Martin – tra le più grandi esponenti del flamenco, la regina del jazz vocale norvegese Karin Krog.
Grandi nomi accanto a incontri reali della vita quotidiana, che hanno trasferito un senso di speranza e “risveglio”.
E ancora dal mondo artistico: Joni Mitchell, Maria Schneider, Annie Ross, Dianne Reevs, Caterina Valente, Gretchen Parlato, Juliette Binoche.

L’inizio dei concerti è alle ore 22. Con un ristorante Gourmet e un cocktail bar ispirato agli anni ‘20 del proibizionismo americano e la Golden Era della musica Jazz, l’Elegance Cafè accoglie il suo pubblico sia per cena che per il dopocena: consigliata la prenotazione a info@elegancecafe.it – tel. 06.57284458

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Info e prenotazioni: info@elegancecafe.it – +39 06.57284458
Ufficio Stampa rassegna “Inspirational Women”: Fiorenza Gherardi De Candei tel. 328.1743236, info@fiorenzagherardi.com

Sei sold out consecutivi: ultimi 2 giorni al Teatro Brancaccino

Grande successo per le repliche dello spettacolo “Il mio nome è Caino” con Ninni Bruschetta e Cettina Donato al Teatro Brancaccino di Roma6 sold out su 6 repliche: ancora qualche biglietto disponibile per le rappresentazioni di sabato 8 e domenica 9 febbraio, acquistabile su TicketOne al link http://bit.ly/ticketsCAINObrancaccino o sul sito www.teatrobrancaccio.it.
In tutto otto repliche nella Capitale per il gioiello teatrale contro la mafia, ispirato all’omonimo romanzo di Claudio Fava edito da Dalai Editore nel 1997 e da Baldini e Castoldi nel 2014.
Prodotto da Nutrimenti Terrestri, da diversi mesi è in tour in tutta Italia con il nuovo adattamento del noto attore e regista Ninni Bruschetta (I cento passi, Boris, Quo Vado? Distretto di Polizia, Paolo Borsellino, I bastardi di Pizzofalcone,…) e con la presenza sul palco della pianista, compositrice e direttore d’orchestra Cettina Donato che ne firma le musiche e gli arrangiamenti. Bruschetta veste i panni del protagonista “Caino”, un killer di mafia “fuori dalla cronaca, costruito interamente all’interno della coscienza”, così come lo ha definito la regista Laura Giacobbe.

“Il mio nome è Caino” è specchio dinamico e lucido dell’essere e del fare mafioso e si intreccia alle musiche di Cettina Donato: due brani editi insieme a composizioni inedite scritte per sostenere il racconto di Caino. Frutto di uno studio condiviso con Ninni Bruschetta, la colonna sonora dello spettacolo è eco della freddezza quanto dell’umanità del personaggio, sostenendo le modulazioni emotive con contaminazioni classiche, popolari e jazz. La collaborazione artistica tra Bruschetta e Donato è partita nel marzo 2017 ed ha registrato molti consensi di pubblico e critica, da “I Siciliani di Antonio Caldarella” a “Il giuramento” di Claudio Fava.  Il lungo tour, che ha preso avvio a marzo 2019 da Messina, continuerà nei teatri e nei festival di tutta Italia fino a marzo 2020.

Note di regia – di Laura Giacobbe: “Caino è il killer di mafia che al comando ha preferito l’amministrazione rigorosa della morte, qualcosa che somiglia a un mestiere ma che è anche una impietosa chiave di lettura dell’universo mafioso e delle sue opache propaggini.
Un “pensiero fuori posto” muove il suo racconto, assoluto, spietato, estremo, senza margini di riscatto. Fuori posto è anche il suo raccontare, a tratti straniato dalla vertigine dell’azione, oppure ingoiato dalla musica che lo sostiene, che improvvisa e improvvisando spinge Caino a cercare ancora un altro tono, un altro modo per dire, fuori tempo massimo, quando è troppo tardi per raccontare e tutto suona come una dolente deposizione resa a se stessi”. 

Ninni Bruschetta su “Il mio nome è Caino”: In poco più di dieci anni ho messo in scena quattro titoli di Claudio Fava, in qualità di regista. Tutti testi di impegno civile, narrazioni di fatti o avvenimenti realmente accaduti o interpretati secondo una logica di verità. Poi ho deciso di portare in scena Il mio nome è Caino interpretandolo in prima persona perché in questo racconto di fantasia e realtà, mirabilmente mischiate, credo che si esprima in tutta la sua forza la poetica dello scrittore, ma anche del testimone. Un testimone diretto e anche vittima della furibonda guerra di mafia siciliana, che in questo testo mette a frutto questa testimonianza per saltare al di là della staccionata e proiettarsi nella mente di un killer. E se prima ne interpreta il maleficio e la follia, poi riesce a riconoscere in lui anche una normalità, una formazione, una cultura e persino un mestiere. Usa la sua contorta morale per avvicinarci al pensiero del male che, in ogni caso, non figura così distante da noi. Affrontare questo testo da attore mi è sembrato necessario proprio perché esso richiede all’interprete la più rigorosa “sospensione del giudizio” per poterne restituire la crudeltà, la freddezza e persino l’ironia. E ancora di più perché questo personaggio ha una sua normale, direi naturale umanità, la sua mente viziata ha una folle ma sorprendente sensibilità e mostra il lato più debole del male, finendo di fatto per decretarne la sconfitta.

Orari spettacoli: dal giovedì al sabato ore 20 – domenica ore 18.45. Info su www.teatrobrancaccio.it.

UFFICIO STAMPA TEATRO BRANCACCINO
Silvia Signorelli signorellisilvia@libero.it Mob. +39 338 9918303
UFFICIO STAMPA CETTINA DONATO
Fiorenza Gherardi De Candei  3281743236 info@fiorenzagherardi.com

Stella del jazz italiano Stefania Tallini presenta il suo “Uneven” all’AlexanderPlatz

In poche ore al 3° posto nella iTunes Jazz Chart in Russia e al 57° su 300 Top Release di Deezer Grecia: anche all’estero Stefania Tallini è divenuta una delle colonne portanti della musica colta made in Italy, con il suo nuovo e 10° album “Uneven”.
Pianista, compositrice, arrangiatrice e docente di Conservatorio, è stata scelta negli anni da grandi musicisti come Guinga, Bruno Tommaso, Enrico Pieranunzi, Andy Gravish, Gabriel Grossi, Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Corrado Giuffredi, Enrico Intra e la Civica Jazz Band.
cover UNEVENCarismatica e al tempo stesso raffinata, ha saputo esprimere il suo talento in diversi percorsi stilistici, dalla classica, al jazz, alla musica popolare brasiliana
 sia con progetti in “solo”, sia alla guida di ensemble su grandi palchi del panorama mondiale, portando le sue composizioni anche in ambito cinematografico e teatrale, dove ha collaborato con artisti del calibro di Mariangela Melato e Michele Placido.
Giovedì 30 gennaio sarà grande protagonista all’AlexanderPlatz Jazz Club di Roma (in via Ostia 9 – www.alexanderplatzjazz.com) per presentare ufficialmente il decimo album da leader “Uneven”, appena uscito con l’etichetta discografica AlfaMusic.
Sul palco, porterà quello che ha definito più volte “il trio dei suoi sogni”: 
a completare la formazione due grandissimi artisti del jazz internazionale. Il batterista statunitense Gregory Hutchinson, definito da Jazz Magazine the drummer of his generation è difatti una delle figure più richieste nel panorama mondiale, che ha collaborato (e collabora) con nomi illustri come Dianne Reeves, Wynton Marsalis, John Scofield, Roy Hargrove, Diana Krall, Joshua Redman, Christian McBride e Maria Schneider. Tra i migliori contrabbassisti Europei, Matteo Bortone è un raffinato strumentista e compositore, vincitore del Top Jazz 2015, che vanta collaborazioni con Kurt Rosenwinkel, Ben Wendel, Tigran Hamasyan, Ralph Alessi e Roberto Gatto.

“Uneven” mostra una svolta energetica andando a raccontare una personalità istintiva ed emozionale in grado di firmare pagine di raffinata maestria compositiva.  Dall’affascinante “Nell’intramente” alla sferzante titletrack, nell’album c’è il grande amore di Stefania Tallini per il suo strumento, il pianoforte, e un’urgenza di “parlare” al mondo attraverso la sua musica.
Stefania Tallini: “Questo disco rappresenta una tappa molto importante, che è, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza – così come lo è sempre ogni obiettivo raggiunto – di un percorso musicale che sento continuamente in movimento. UNEVEN ha diversi significati: irregolare, asimmetrico, non allineato, dispari, disuguale, che sicuramente rappresentano gli aspetti che più caratterizzano le mie composizioni degli ultimi anni. Questa parola inglese è quindi l’espressione di qualcosa di inatteso, di inaspettato, che rimanda ad un carattere di imprevedibilità, appunto, che è proprio ciò che amo nella musica e nella vita.”

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Festa danzante al Centro Pecci di Prato: “Don Karate” è l’evento d’anteprima del MetJazz 2020

Il MetJazz 2020 guarda al futuro, e il futuro si può declinare in molti modi: per l’evento d’anteprima del festival organizzato dal Teatro Metastasio di Prato, una grande festa danzante al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci con Stefano Tamborrino e il suo esaltante spettacolo “Don Karate”, ormai ben noto per la mescolanza di hip-hop, jazz, house, punk, con larghe aree di improvvisazione avventurosa, atmosfere elettroniche, groove danzanti.
Un intreccio dal suono trasparente e arioso: complici del batterista e compositore Tamborrino, sono il bassista Francesco Ponticelli e il vibrafonista Pasquale Mirra. Per questa occasione saliranno insieme a loro sul palco il rapper Millelemmi – al secolo Francesco Morini – impegnato all’elettronica e il videoartist Paolo Pinaglia che aggiungerà un tocco visivo alla musica.
Il live è anche l’occasione per presentare in Toscana l’omonimo progetto discografico in uscita su vinile il 24 gennaio per l’etichetta Original Cultures, sponsorizzato da K-array.

L’anteprima del MetJazz sarà una grande festa, realizzata in collaborazione con Centro Pecci Prato nel segno della musica contemporanea in cui il jazz funziona come catalizzatore, capace di tenere insieme generi diversi attraverso l’improvvisazione e la sintesi di ritmi e sonorità per raccontare come “Le cose cambiano”, tema della 25esima edizione scelto dal direttore artistico Stefano Zenni.

Il trailer di Don Karate su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=aNybMgduvyU
Ingresso unico €10. I biglietti sono disponibili in prevendita al link http://bit.ly/METJAZZ29gennaio.
Maggiori informazioni sul sito del Teatro Metastasio all’indirizzo http://bit.ly/METJAZZinfo29gennaio. Infoline: tel. 0574.608501 – biglietteria@metastasio.it

L’ingresso al Centro Pecci è in viale della Repubblica 277 a Prato.

Stella del jazz italiano, arriva all’AlexanderPlatz Stefania Tallini per la prima di “Uneven”

Stella del jazz italiano, Stefania Tallini è divenuta una delle colonne portanti della musica colta made in Italy.
Pianista, compositrice, arrangiatrice e docente di Conservatorio, è stata scelta negli anni da grandi musicisti come Guinga, Bruno Tommaso, Enrico Pieranunzi, Andy Gravish, Gabriel Grossi, Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Corrado Giuffredi, Enrico Intra e la Civica Jazz Band.
cover UNEVENCarismatica e al tempo stesso raffinata, ha saputo esprimere il suo talento in diversi percorsi stilistici, dalla classica, al jazz, alla musica popolare brasiliana
 sia con progetti in “solo”, sia alla guida di ensemble su grandi palchi del panorama mondiale, portando le sue composizioni anche in ambito cinematografico e teatrale, dove ha collaborato con artisti del calibro di Mariangela Melato e Michele PlacidoGiovedì 30 gennaio sarà grande protagonista all’AlexanderPlatz Jazz Club di Roma (in via Ostia 9 – www.alexanderplatzjazz.com) per presentare il suo decimo album da leader “Uneven”, appena uscito con l’etichetta discografica AlfaMusic.
Sul palco, porterà quello che ha definito più volte “il trio dei suoi sogni”: 
a completare la formazione due grandissimi artisti del jazz internazionale. Il batterista statunitense Gregory Hutchinson, definito da Jazz Magazine the drummer of his generation è difatti una delle figure più richieste nel panorama mondiale, che ha collaborato (e collabora) con nomi illustri come Dianne Reeves, Wynton Marsalis, John Scofield, Roy Hargrove, Diana Krall, Joshua Redman, Christian McBride e Maria Schneider. Tra i migliori contrabbassisti Europei, Matteo Bortone è un raffinato strumentista e compositore, vincitore del Top Jazz 2015, che vanta collaborazioni con Kurt Rosenwinkel, Ben Wendel, Tigran Hamasyan, Ralph Alessi e Roberto Gatto.

“Uneven” mostra una svolta energetica andando a raccontare una personalità istintiva ed emozionale in grado di firmare pagine di raffinata maestria compositiva.  Dall’affascinante “Nell’intramente” alla sferzante titletrack, nell’album c’è il grande amore di Stefania Tallini per il suo strumento, il pianoforte, e un’urgenza di “parlare” al mondo attraverso la sua musica.
Stefania Tallini: “Questo disco rappresenta una tappa molto importante, che è, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza – così come lo è sempre ogni obiettivo raggiunto – di un percorso musicale che sento continuamente in movimento. UNEVEN ha diversi significati: irregolare, asimmetrico, non allineato, dispari, disuguale, che sicuramente rappresentano gli aspetti che più caratterizzano le mie composizioni degli ultimi anni. Questa parola inglese è quindi l’espressione di qualcosa di inatteso, di inaspettato, che rimanda ad un carattere di imprevedibilità, appunto, che è proprio ciò che amo nella musica e nella vita.”

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cover UNEVENIl suo primo album “Etoile” sembrava già presagire la sua grande carriera: Stefania Tallini è oramai una stella del jazz italiano. Amata e scelta per collaborazioni da grandi musicisti come Guinga, Bruno Tommaso, Enrico Pieranunzi, Andy Gravish, Gabriel Grossi, Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Corrado Giuffredi, Enrico Intra e la Civica Jazz Band, l’affascinante pianista e compositrice ha saputo esprimere il suo talento in diversi percorsi stilistici, dalla classica, al jazz, alla musica popolare brasiliana sia con progetti in “solo”, sia alla guida di ensemble su grandi palchi del panorama mondiale, portando le sue composizioni anche in ambito cinematografico e teatrale, dove ha collaborato con artisti del calibro di Mariangela Melato e Michele Placido.
Venerdì 24 gennaio esce il suo decimo album da leader “Uneven”, che si aggiunge a una lunga discografia di pregevoli collaborazioni.
Prodotto dall’etichetta discografica AlfaMusic, il nuovo disco mostra una svolta energetica andando a raccontare una personalità istintiva ed emozionale in grado di firmare pagine di raffinata maestria compositiva.

Stefania Tallini: “Questo disco rappresenta una tappa molto importante, che è, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza – così come lo è sempre ogni obiettivo raggiunto – di un percorso musicale che sento continuamente in movimento. UNEVEN ha diversi significati: irregolare, asimmetrico, non allineato, dispari, disuguale, che sicuramente rappresentano gli aspetti che più caratterizzano le mie composizioni degli ultimi anni. Questa parola inglese è quindi l’espressione di qualcosa di inatteso, di inaspettato, che rimanda ad un carattere di imprevedibilità, appunto, che è proprio ciò che amo nella musica e nella vita.”

Dall’affascinante “Nell’intramente” alla sferzante titletrack, nell’album c’è il grande amore di Stefania Tallini per il suo strumento, il pianoforte, e un’urgenza di “parlare” al mondo attraverso la sua musica.
Per questa nuova avventura discografica ha voluto con sè quello che ha scoperto essere il “trio dei suoi sogni”: a completare la line up del disco due grandissimi artisti del jazz internazionale. Il batterista statunitense Gregory Hutchinson, definito da Jazz Magazine the drummer of his generation è difatti una delle figure più richieste nel panorama mondiale, che ha collaborato (e collabora) con nomi illustri come Dianne Reeves, Wynton Marsalis, John Scofield, Roy Hargrove, Diana Krall, Joshua Redman, Christian McBride e Maria Schneider. Tra i migliori contrabbassisti Europei, Matteo Bortone è un raffinato strumentista e compositore, vincitore del Top Jazz 2015, che vanta collaborazioni con Kurt Rosenwinkel, Ben Wendel, Tigran Hamasyan, Ralph Alessi e Roberto Gatto.
L’imprevedibilità, la sorpresa di percorrere insieme nuove vie, l’esplorazione di diverse soluzioni possibili attraverso una libertà totale nel pensare la musica, il senso del gioco unitamente ad una fantasia viva, mi danno la misura di quanto questo sia il trio dei miei sogni, il cui profondo respiro artistico è ciò che libera la mia musica facendola volare in alto. “

La tracklist vede 10 brani originali composti e arrangiati da Stefania Tallini, più un suo arrangiamento in solo di  uno degli standard più suadenti e affascinanti del songbook americano: “The nearness you”. A completare l’opera, l’omaggio al suo più amato compositore brasiliano che è Antonio Carlos Jobim, in una dolcissima versione di “Inùtìl Paisagem”.
In scaletta: “A Twin Thought”, “Uneven”, “Il sogno”, “Le isole dei ciclopi”, “In the night”, “Bluesme”, “Nell’intramente”, “Inùtil paisagem”, “Triotango”, “Anna”, “In the cave”, “The nearness of you”.

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