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Fast recording @ Jazzit Fest

Nell’era del post fast food, ecco a voi… il fast recording! Siamo in via Luigi Masi 91, qui a Collescipoli, in una abitazione resa disponibile da un gentile collescipolano e nella quale è stata allestita una vera e propria sala di registrazione. Luciano Vanni l’ha chiamata “residenza creativa”, ed in effetti lo è: i musicisti che volessero possono entrare, suonare ed uscire con una traccia registrata e missata. Un sogno? No, è quanto approntato da Milk Music, una società di produzione musicale con sede a Roma, società che punta ad offrire un servizio completo dalla ideazione di un progetto alla registrazione alla grafica alla distribuzione. Una offerta che è comunque personalizzabile e che punta a dare all’opera del musicista una giusta visibilità.

Abbiamo visitato con grande piacere la residenza creativa Milk, abbiamo visto la sala regia sistemata in cucina e la sala ripresa nel salone delle feste con vista panoramica. Abbiamo messo anche le mani su un fantastico Fender Rhodes (e da pianista dico “Wow!”), a disposizione dei musicisti.

Mario Struglia di Milk ci ha raccontato un po’ di cose (intervista).

La regia di Milk in... cucina!
La regia di Milk in… cucina!

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milkstudios.it/music

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Ibrido Hot X showcase

È la volta degli Ibrido Hot X, formazione capitanata da Antonio Apuzzo (sax alto, sax tenore, clarinetto basso) con Francesco Fratini (tromba), Pino Capomolla (flauto), Andrea Amendola (violino), Sandro Lalla (contrabbasso) e Gianluca Taddei (contrabbasso). Siamo al Jazzit Fest edizione 2014, in un magnifico chiostro nel borgo di Collescipoli (TR), e gli Ibrido eseguono arrangiamenti del gruppo  rock progressive Gentle Giant.

Una formazione particolare (tra le altre cose, con due contrabbassi in organico) ed una musica senza confini, che spazia con gusto e senza pregiudizi dal progressive alla classica, dal Jazz alla musica da film.

Ibrido Hot X

Alla fine dello showcase, Antonio Apuzzo ci ha rilasciato questa intervista.

Go Dex showcase

Sabato sera al Jazzit Fest 2014, siamo al Chiostro del Monastero di Santa Cecilia e sul palco c’è il quartetto Go Dex capitanato da Pasquale Innarella (sax tenore), con Paolo Di Cintio (piano), Pino Sallusti (contrabbasso) e Alessandro D’Anna (batteria).

Il progetto è un chiaro omaggio a Dexter Gordon. Per i non iniziati, già nel nome c’è il titolo di un famoso album del tenorista (Go!) e le tre lettere iniziali del nome (Dex).  Con la consueta verve che lo contraddistingue Innarella esegue alcuni brani di Gordon, tra i quali Cheese Cake, Montmartre e Apple Jump.

Pirotecnici e scoppiettanti gli assoli di sax, densi di swing quelli di piano, ben supportati dal contrabbasso del solido Sallusti e dal bravo D’Anna alle pelli.

“A me piace suonare”, il commento di Innarella a bordo palco dopo lo showcase, “e per questo sono qui, per portare Jazz al popolo!”. Ed il popolo si diverte parecchio, a giudicare dagli applausi e dalle grida di approvazione.

Go Dex Quartet

Qui trovate l’intervista realizzata a fine serata.

Stefano Lenzi showcase

Stefano LenziSabato 28 giugno, ore 20.30, è il momento dello showcase dello Stefano Lenzi Quintet, qui al Chiostro del Monastero di Santa Cecilia, al Jazzit Fest di Collescipoli. Stefano presenta il suo disco Somiglianze, prodotto con M.I.L.K., con Stefano Lenzi (voce), Alessandro De Berti (chitarre),  Antonino Zappulla (piano), Stefano Battaglia (contrabbasso), Davide Pentassuglia (batteria).

Lo showcase inizia con Belfié, sottotitolo Du-iu-gu-du, a firma del pianista Antonino Zappulla, brano con atmosfere dal sapore vagamente balcan, nel quale la voce di Lenzi si fonde e confonde con le tessiture melodiche della chitarra di De Berti e degli arpeggi del piano.

Si prosegue con Movimentato, scritto a quattro mani da Lenzi e da De Berti, nel quale il chitarrista ha modo di emozionare la platea con un assolo molto ispirato.

La musica di Lenzi fa un uso interessante della voce, con evidenti e naturali influenze stratosiane ma con un piglio personale che non manca di destare interesse sia per quanto attiene l’impasto sonoro con gli altri strumenti sia per quanto attiene lo spirito giocoso che permea tutta la musica del quintetto.

Particolari sia la versione di What A Wonderful World (Douglas, Weiss), incentrata su un pedale ritmico, sia la swingante Michelle (McCartney,  Lennon).

Il disco, uscito nel 2013, contiene nove brani per lo più originali oltre alla citata What A Wonderful World ed al classico My Favorite Things (Rodgers, Hammerstein).

Alla fine dello showcase, Stefano ci ha lasciato questa intervista.

Somiglianze - Stefano Lenzi Quintet

W il Jazzit Fest

Si va via da Collescipoli con la consapevolezza che qualcosa di bello sta accadendo per il Jazz, qui. È nata una fiera campionaria dove ogni artista, senza pagare nulla, può esporre la propria musica con lo scopo di trovare una etichetta, un contratto o un ingaggio. Dove è possibile chiacchierare con Michael Cuscuna di Jazz e discografia. Dove in una passeggiata di pochi minuti in un borgo medioevale fantastico, si possono ascoltare le proposte musicali più diverse, dal MAT Trio di Marcello Allulli ai Triad Vibration. Dove due suonatori che improvvisano un duo in piazzetta sono in realtà dei meravigliosi musicisti. Per chi ama il Jazz, un sogno che si avvera. Per chi lo scopre qui, l’occasione per iniziare ad amarlo.

Quasi ventimila presenze in tre giorni, centinaia di musicisti, grande feeling. Tutto questo deve farci riflettere che il Jazz non solo è vivo, ma può dare del filo da torcere alla cosiddetta musica commerciale in termini di partecipazione, ascolto, e di business in generale. Un grazie a Luciano Vanni, direttore della rivista Jazzit e promotore del Jazzit Fest, che mi ha ospitato, e che ha dato carta bianca a me ed agli altri blogger, tra i quali cito Cristiana Piraino di Roma Live e Andrew Holgate di Roma Jazz. Un grazie a Daniela Floris per l’amicizia, è stato un piacere parlare di Jazz anche in questa occasione. W il Jazzit Fest!

con Paul Wertico
con Paul Wertico

Jazzit Fest – ultima giornata

Siamo alla conclusione di questo Jazzit Fest, sottotitolo “Jazz Expo 2014”, e ci attende un’ultima notte di musica ed emozioni. Stamattina ho fatto colazione a due tavoli da quello di Paul Wertico, ho avuto modo di intervistare Ermanno Basso di Cam Jazz (intervista), ho conosciuto Sergio Gimigliano, l’organizzatore di Peperoncino Jazz (un festival itinerante che attraversa tutta la Calabria, altrà realtà interessante nel panorama dei festival jazz italiani), ho intervistato Nicola Mingo (intervista). A chiusura della mattinata ho intervistato poi Luciano Vanni, che il Jazzit Fest lo ha immaginato, progettato e realizzato (intervista). Vanni ci ha raccontato tutto, il perché ed il percome della sua iniziativa, ed ha espresso grande felicità e soddisfazione per quello che è un mezzo di scambio, di confronto e, prima ancora, di conoscenza tra operatori del settore. Non un festival dunque, ma un meeting, un luogo spazio-temporale nel quale guardarsi in faccia e parlare di Jazz, magari anche  discutendo animatamente. E per gli artisti una vetrina, la possibilità di esporre la propria musica attraverso degli showcase di mezz’ora, nella speranza di ottenere un contratto, degli ingaggi, o anche solo di vendere dei dischi. E di ingaggi ne sono stati fatti diversi, ci dice Vanni, per un importo di circa ventimila euro. “Per il prossimo anno punto a centomila euro”, prosegue Vanni, e l’entusiasmo di tutti, a partire dai musicisti stessi e fino agli operatori del settore, ci conferma che si è sulla strada giusta.

Poco fa ho avuto modo di visitare Milk Music, una residenza creativa dove una giovane casa di produzione discografica ha organizzato una sala di registrazione, nella quale qualunque musicista può entrare ed uscire con un disco completo di art work! (intervista)

A pochi passi, nella chiesa dell’Addolorata, Attilio Berni ha presentato il suo progetto Saxophobia, nel quale suona diversi sassofoni della sua collezione (intervista).

Stiamo per entrare nel vivo, vi racconteremo il resto del festival con interviste, post sui social network e foto. Let’s jazz on!

Starship For Lovers

Presentato oggi all’Auditorium Parco della Musica il disco del PerfecTrio dal titolo Starship For Lovers, in uscita il 16 giugno. Per l’occasione il trio, capitanato da Roberto Gatto (batteria, live electronics) e con Alfonso Santimone (piano, rhodes, synth) e Pierpaolo Ranieri (basso elettrico, live electronics), si è esibito per più di un’ora ed ha poi incontrato i fan nella libreria dell’Auditorium, non prima di averci concesso questa  bella intervista.

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Intervista a Roberto Gatto, Alfonso Santimone e Pierpaolo Ranieri

Recensione live alla Casa del Jazz

Recensione live a Radio Tre Rai