CARTE BLANCHE – Un nuovo spazio per la musica a Roma

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Si inaugura con un progetto inedito in Italia una rassegna di esperienze musicali presso gli spazi dell’Associazione Culturale InFunzione. CARTE BLANCHE è un progetto di Paolo Soriani, che nel corso della stagione 2017/18 vedrà soprattutto progetti inediti, prime assolute, incontri tra musicisti ed altri ambiti artistici (pittura, poesia, letteratura, video-arte, fotografia), il tutto a stretto contatto con il pubblico che sarà coinvolto in presentazioni, letture, incontri prima e dopo i concerti, il tutto condito da aperitivi e sfizi culinari.

 Gülün Allulli De Raymondi trio – KAPI

Venerdì 27 Ottobre

A.C. InFunzione – Via di Pietralata 157 
h.19 prove aperte e aperitivo con gli artisti
H.21.30 concerto

KAPI PROJECT : GÜLÜN-ALLULLI-DE RAYMONDI

L’amicizia e l’affinità musicale tra Marcello Allulli, Emanuele de Raymondi e Selen Gülün, nata durante la frequentazione dei corsi al Berklee College of Music di Boston (USA), ha portato i tre musicisti a sviluppare l’interesse, nel corso degli anni, per un progetto multiculturale. Le musiche originali del trio sono la sintesi, dei viaggi, dei luoghi ed esperienze vissute dai singoli musicisti e attraverso un vero e proprio lavoro di squadra, ognuna delle composizioni ha sviluppato la propria anima più profonda. Il progetto é nato da veri e propri sketches musicali di De Raymondi, idee che, insieme al sassofono di Allulli, sono diventate composizioni con delle linee melodiche sempre più definite e campioni per costruire sample originali. Gülün ha trovato affascinante l’idea di creare musica e tessiture sonore anche separatamente dal gruppo e il suono del piano e della voce si sono adatti con naturalezza a queste composizioni. Quando si sono incontrati a Roma nel marzo 2013, i tre artisti hanno portato nuove idee, veri e propri schizzi compositivi e testi poetici, aiutando a definire i brani con le loro voci musicali Il disco KAPI ne é la testimonianza, un lavoro discografico realizzato e registrato tra Roma e Istanbul presso gli studi della Bilgi University. KAPI, che significa “Porta” in turco, é stato pubblicato nel 2016 da EvArt – Arte ed Eventi e sulle piattaforme digitali nel 2017.  https://itun.es/it/AKYdib Nel mese di marzo 2017, Allulli e Gülün si sono riuniti per #KAPIjapan, il primo tour in Giappone e si sono esibiti nei più prestigiosi club di Tokio e Chiba. In questo tour, hanno aperto la “porta” per le future collaborazioni interdisciplinari, come la musica, la pittura-video dal vivo e la poesia. Le foto e video del tour possono essere visti in http://facebook.com/gulunallullideraymondi e al #KAPIjapan hashtag su Instagram.

SELEN GÜLÜN – voce e piano
MARCELLO ALLULLI – sax
EMANUELE DE RAYMONDI – chitarra ed effetti

INGRESSO POSSESSORI TESSERA ARCI: 10€
TESSERA ARCI: 6€ (valida dal 1 Ott 2017 al 30 Sett 2018)

Per maggiori info:  320 173 0117

O visitate la pagina FB https://www.facebook.com/inFunzione/

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My Favourite Strings vol. 1

cover albumLa scelta di far uscire solo in versione digitale My Favourite Strings vol. 1, il nuovo disco di Dario Deidda prodotto dalla Groove Master Edition di Gegè Telesforo,  sarà pure dettata da una strategia commerciale ma appare come una precisa dichiarazione di intenti: essere qui, nel presente della musica. Una scelta di brani particolare, con pezzi degli anni Venti del secolo scorso che convivono benissimo insieme a composizioni di John Coltrane e Lyle Mays, ma anche di Sting e Marcus Miller. Deidda è un magister del suo strumento, che suona con precisione metronomica conferendo una sorta di machine feel alla propria esecuzione, ed è con questo bagaglio che affronta i vari brani. A partire da Bye Bye Blues, brano del 1925, suonato in stile manouche (quando a quell’epoca Django Reinhardt aveva solo 15 anni). Passando per Puttin’ On The Ritz (1927), dove sul tempo scandito dal basso elettrico si innestano le improvvisazioni del contrabbasso prima e del piano poi. Da sottolineare che tutti gli strumenti sono suonati in sovraincisioni successive dallo stesso Deidda, e qui il pensiero va a Conversations With Myself di Bill Evans con la differenza che, mentre Evans registra tre volte il suo stesso strumento, Deidda oltre al basso elettrico, al basso acustico ed al contrabbasso incide anche il piano, coadiuvato da Telesforo per le percussioni e la voce. My Favourite Strings, la title track, è un condensato di Deiddologia: l’approccio matematico, con il tempo dispari in cinque quarti; l’approccio lirico, con un cantabilissimo tema; l’approccio solistico, con un assolo di basso elettrico anche esso cantabile e ritmicamente smuovente. Brano trascinante, magicamente fluente, che potrebbe diventare un nuovo classico nel futuro.

Come detto ci sono poi Coltrane, Mays, Sting, e una meravigliosa versione di Freedom Jazz Dance, brano tratto dall’omonimo album dell’Ethnic Heritage Ensemble. Il disco chiude con Run For Cover, strutturata su un groove incentrato sulle improvvisazioni vocali di Telesforo e che traghetta l’ascoltatore verso il funky più raffinato, pieno di contrappunti e scarti, con la sensazione meravigliosa di non sapere mai esattamente dove stia il beat, a dimostrare che Heisenberg aveva ragione con quel suo principio di indeterminazione.

Uscito il 14 ottobre 2017, il disco è da diversi giorni al primo posto della classifica  dei più venduti.

DARIO DEIDDA _“MY FAVOURITE STRINGS vol.1”

  1. Bye Bye Blues (Hamm-Bennett-Lown-Gray)
  2. Air Mail Special  (B.Goodman-J.R.Mundy-C.Christian)
  3. Puttin On The Ritz (I.Berlin)
  4. Moment’s Notice (J.Coltrane)
  5. Daddy’s Riff  (E.Telesforo-B.Sidran)
  6. My Favourite Strings (D.Deidda)
  7. Chorino (L.Mays)
  8. Until (Sting)
  9. Freedom Jazz Dance (E.Harris)
  10. Run For Cover (Marcus Miller) (bonus track)

 

Migrantes

Dedicato al fenomeno dell’emigrazione, Migrantes è un disco che non si può ignorare. Il Jazz di Pasquale Innarella è improntato ad una forte contaminazione di suoni, ma anche di usanze, storie, sapori, odori. E ancora, è contaminazione tra mondi e tempi lontani, come i paesani che dalle terre del Sud Italia andarono a cercar fortuna altrove e gli africani che oggi, colmi di speranza, sbarcano sulle spiagge lampedusane. Uscito per Alfa Music e prodotto da Le Rane di Testaccio il lavoro, oltre a Pasquale Innarella ai sassofoni, vede la partecipazione di Francesco Lo Cascio al vibrafono, del compianto Pino Sallusti al contrabbasso e di Roberto Altamura alla batteria.

La formula è quella collaudata del precedente disco di Innarella, ma qui il respiro si fa più ampio, universale, e dalle terre di Irpinia si vola molto più su. Prima in Oriente, con il tema, costruito sulla scala minore armonica, di Oriental Mood e poi con le alternanze di quattro e tre quarti di Yekermo Sew. In Arteteke emergono atmosfere più contemporanee con incursioni nel Free (e qui vengono fuori le origini musicali di Innarella, che si avvicinò al Jazz ascoltando Albert Ayler alla radio) e anche nel genere più propriamente atonale (e qui l’impronta di Lo Cascio appare determinante). Atmosfere che ritroviamo anche nella lunga intro di Migrantes, la title trackI go, la ballad del disco, delinea in musica la partenza di queste persone le quali, per disperazione, sono pronte a sacrificare la vita pur di arrivare da quest’altra parte del mondo.

Ogni angolo di questo lavoro emana la passione di Innarella per la musica e la sua attenzione al fenomeno della emigrazione, fenomeno che lui stesso ha vissuto sulla propria pelle come racconta nelle note di copertina. Il suo sax lancinante ben si adatta al concept del disco, magistralmente compendiato dal vibrafono di Lo Cascio che innesta note taglienti qua e là a condire il tutto. I brani sono tutti composti da Pasquale Innarella a parte il citato Yekermo Sew, di Mulatu Astatke, e Night In Town di Pino Sallusti.

 

 

Di Majo,Martini,Colonna THE SAXOPHONE TREE

 

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MERCOLEDI 21 GIUGNO
ore 22.00
THE SAXOPHONE TREE
Marco Colonna : composition, Baritone Sax
Danielle Di Majo: Alto Sax
Claudio Martini : Tenor Sax

Tre sax, tre musicisti, tre anime legate alle sonorità blues e jazz che dal palco del 28Divino daranno fiato alle emozioni più pure dell’avanguardia afroamericana. Emanazione del lavoro “The Joyful Breath of the Dragon” il trio di sax è lo strumento per composizione legate all’avanguardia afroamericana, fortemente colorate di blues e potenti nel suono profondo dell’ensemble.Jazz nella sua essenza di denuncia e ricostruzione, con uno sguardo alle avanguardie ma con un profondo senzo di appartenenza al pubblico e all’ascoloto “emotivo”

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28DiVino Jazz – http://www.28divino.com
via Mirandola, 21 – 00182 Roma
Tel 340 8249718

Live a Ingresso Libero a Cappello

La settimana in Jazz al 28Divino Jazz club

MARTEDI 30 MAGGIO
ore 22.00
JIMBO TRIBE
Lewis Saccocci, piano
Dario Piccioni, contrabbasso
Nicolò Di Caro, batteria
Feat. ANTONELLO SORRENTINO, tromba.
I JIMBO TRIBE lavorano sul loro prossimo album ( il secondo)  che sarà registrato a breve. Quale migliore occasione per “provarlo” LIVE , se non al 28Divino Jazz?
Vi aspettiamo Martedi sera !
Il nuovo jazz italiano continua a crescere e il concerto di stasera ne è la dimostrazione. Tre talenti, giovanissimi e già riconosciuti per la loro vena creativa oltre che per le doti musicali. Lewis Saccocci al pianoforte, Dario Piccioni al contrabbasso e Nicolò di Caro alla batteria sono il Jimbo Tribe: un progetto in grado di spaziare dalle intime atmosfere che richiamano il jazz europeo ad un sound carico di groove e ritmi mediterranei.

Il repertorio è costituito da brani originali e riadattamenti di alcuni brani della tradizione jazzistica. Freschi della vittoria al concorso “Chicco Bettinardi 2017”, presenteranno la loro opera prima, di recente pubblicazione per l’etichetta Alfa Music: “Jimbology”.

“…Un’ottima pagina italiana nel panorama del Jazz contemporaneo, un Soggetto in Trio che plasma  Note con Pathos ed eleganza, con la naturalezza di chi ha compreso il senso del Passato ed ha intuito le molteplici possibilità del  Divenire.”
(Fabrizio Ciccarelli) Leggi tutta la recensione: http://www.romainjazz.it/index.php/recensioni/182-jimbology-jimbo-tribe

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MERCOLEDI 31 MAGGIO
ore 21.45
AB BAARS & IG HENNEMAN con i ROOTS MAGIC
Dopo un set d’apertura del duo Ab Baars e Ig Henneman, i due musicisti olandesi si uniranno a Roots Magic per un set in cui il repertorio del gruppo verrà presentato in una versione inedita per sestetto.

Ab Baars – sax tenore, clarinetto, shakuhachi
Alberto Popolla – clarinetto, clarinetto basso
Errico De Fabritiis – Sax alto e baritono
Ig Henneman – viola
Gianfranco Tedeschi – contrabbasso
Fabrizio Spera – batteria

Ab Baars e Ig Henneman sono due fra i musicisti più rappresentativi della scena del Jazz e della musica improvvisata Olandese.
Il duo è nato a Roma nel 1999 in occasione del Festival “ControIndicazioni” e da allora si è esibito in Olanda, Germania, Inghilterra, Giappone, Norvegia, Canada e Brasile.

Ab Baars, uno dei più originali sassofonisti europei, oltre a guidare il trio con Wilbert De Joode e Martin Van Duinhoven e a collaborare con The Ex,
è da anni una delle colonne della storica ICP orchestra di Misha Mengelberg e Han Bennink.

Ig Henneman è violista, compositrice e leader di varie formazioni a cavallo fra musica contemporanea, Punk, Jazz e improvvisazione, tra cui il Queen Mab
Trio e più recentemente con il quartetto con Ingrid Laubrock, Tom Rainey e Ab Baars.

ROOTS MAGIC: Un “Gruppone” ! Una sorta di Avant-Blues Repertory Band !
La musica suonata da Roots Magic attinge ai due estremi della tradizione musicale afro americana. Da Blind Willie Johnson e Charlie Patton passando
per Ornette Coleman, John Carter, Sun Ra e Phil Cohran, fino a Julius Hemphill e Olu Dara. Dal Delta Blues al Jazz Creativo, un repertorio calibrato intorno all’idea di reinvenzione della radice Blues fra tradizione e innovazione.

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SABATO 3 GIUGNO
ore 22.30…22.45
Mel Freire & Giulia Salsone Duo.
MELISSA FREIRE, voce
GIULIA SALSONE, chitarra

Il duo è incontro musicale tra la cantante brasiliana Mel Freire e la chitarrista italiana Giulia Salsone che nasce a Roma qualche anno fa. La loro collaborazione s’intensifica grazie al desiderio comune di ricercare e approfondire le varie forme espressive della musica brasiliana, dal samba antico a quello dei giorni nostri, dai ritmi carioca dello Choro a quelli bahiani dell’Afrosamba fino alla musica del Minas Gerais, regione di cui è originaria e dove risiede Mel Freire. Tanti sono gli autori riproposti dalle due artiste assieme a varie composizioni originali.
Un mix di suoni, ritmi ed emozioni accompagnati dalla gioia di ritrovarsi ogni volta sul palco assieme”.

Un mix di suoni, ritmi ed emozioni accompagnati dalla gioia di ritrovarsi ogni volta sul palco assieme”. e spesso con percussioni a sorpresa 🙂

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Sotto il Jazz Club:
Ingresso con prima consumazione inclusa 12,00 euro
Sopra Wine Food Bar e chiacchiere tra amici Ingresso Libero
Cena dalle 20.00
Info Prenotazioni: 340 82 49 718
via Mirandola, 21 – 00182 Roma
all info http://www.28divino.com

Antonio Ragosta Trio al 28divino Jazz

Metti un venerdì sera, con un trio chitarra-basso elettrico-batteria. Metti un club come il 28divino, sempre attento alle proposte originali. Metti che il leader sia Antonio Ragosta (chitarra e composizioni), coadiuvato da Sergio Di Leo (basso elettrico) e Mattia Di Cretico (batteria).

Si parte. Il concerto si apre con alcuni accordi di chitarra filtrati attraverso la pedaliera. Di Cretico impugna i mallets ed il tema è aperto e riverberato. Ragosta fa subito capire che l’uso degli effetti è per lui imprescindibile. Si sta sospesi, piacevolmente, a chiedersi come evolverà questa sospensione. Ed ecco che arriva un giro di blues e lo swing, a scaravoltare tutto. La chitarra si arrampica su frammenti di pentatonica o su melodie pescate dal background musicale del chitarrista napoletano. E Napoli è presente. Anche nel secondo brano, il cui ritmo riecheggia la canzone popolare partenopea e nel quale il basso granitico di Di Leo la fa da padrone con un ostinato che è al tempo stesso struttura stabile e movimento.

Parla poco e non presenta i brani, Ragosta, ma ci trascina in un continuum di emozioni e generi che attraversa con disinvoltura fino all’hard rock, reinterpretandolo con gusto e travolgendo la platea che non riesce a non muoversi sulle sedie. L’unisono tra la batteria e gli accordi ribattuti della chitarra alla fine di ogni chorus ha lo stesso effetto della carica di una molla, e mi costringono a provare una gran voglia di ballare a tempo.

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L’utilizzo degli effetti, dicevamo, è sicuramente un aspetto importante del discorso musicale di Ragosta: un uso massiccio ma dosato con eleganza, senza mai esagerare o apparire kitch. Anche il looper compare in più di un brano, applicato alla chitarra o al basso, creando delle sequenze melodiche che riportano al drum and bass. Inutile però cercare di affibbiare etichette: si avvertono influenze disparate, dalla tradizione napoletana a Pino Daniele, da Jimi Hendrix ai Pink Floyd. C’è anche del virtuosismo, qua e là, dei fraseggi veloci che potrebbero rimandare al progressive, ma nulla che sia predominante, tutto miscelato e filtrato con il gusto del chitarrista (autore di tutte le composizioni), a comporre il quadro di quella che è unicamente la sua musica.

Un concerto che meritava di essere ascoltato, un chitarrista che merita di essere seguito.

Sito ufficiale di Antonio Ragosta: http://www.antonioragosta.com/

INTERNATIONAl JAZZ DAY ROMA Fioravanti, Colombo, Colonna in “RAHSAAN”

DOMENICA 30 APRILE ORE 22.00

In occasione della Giornata Internazionale del Jazz indetta dall’Unesco sul palco del jazz club romano “28Divino Jazz” andrà di scena:

RAHSAAN
“The Spirit of the Giant from Columbus”

ETTORE FIORAVANTI , [batteria]
EUGENIO COLOMBO, [sax soprano, sax alto, flauto]
MARCO COLONNA, [sax baritono, clarinetto, clarinetto basso, flauto alto]

Un occasione meravigliosa di lavorare sull’essenza musicale del gigante di Columbus, esplorandola nel profondo, cercando il blues, il multi-tematismo la grandezza musicale di uno dei nostri musicisti di riferimento. Colpito duramente dalla critica che riduceva le sue intuizioni e la sua ricerca ad azioni circensi ha lasciato una musica ricca di spirito, forza e capace di energie che splendono di bellezza.

Non un progetto sul repertorio, ma sullo spirito di Roland RAHSAAN Kirk.

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via Mirandola, 21 – 00182 Roma – Info Prenotazioni: 340 82 49 718
Inizio concerto ore: 22:00 – cena dalle 19.45
all info www.28divino.com

 

il Jazz ascoltato nei club romani