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Le metamorfosi di Andrea

Parte dalla mitologia e sconfina nella filosofia il discorso musicale di Andrea Gomellini. Il tema del mutamento continuo, così come rappresentato nella tradizione letteraria e mitologica dagli esseri mutaforma, viene stavolta preso a spunto per farne una metafora della vita, delle emozioni, dei sentimenti. E tale concetto è ben rappresentato nella musica, ancor più che nel titolo del disco e nei titoli delle varie tracce.

Siamo alla serata inaugurale della rassegna Massimo Jazz, all’Auditorium del Massimo, curata da Marc Reynaud, direttore artistico dell’Associazione Culturale 28DiVino Jazz. Andrea Gomellini, chitarrista e compositore, presenta il suo cd Met@morfosi, edito da Zone di Musica. Andrea è accompagnato da Claudio Corvini alla tromba, Luca Pirozzi al contrabbasso e Valerio Vantaggio alla batteria.

Andrea Gomellini è un chitarrista sensibile, che spiega nei dettagli l’ispirazione di ogni brano mettendosi quindi a nudo, come ha modo di confessare durante la serata. Ma è sicuramente un nudo artistico, che non disturba, anzi. Le sue riflessioni più profonde prendono subito forma nel primo brano, Metamorfosi, che alterna due momenti diversi, rispettivamente nella parte A, dove il tema si sposta liquidamente sfruttando sapienti cambi di tonalità, e nella parte B del brano, che diventa a tratti swing e a tratti di ispirazione hardbop. Morbidamente doppiata la chitarra dalla tromba (o forse potremmo dire che è la chitarra a doppiare la tromba?), il brano muta il tempo ed il senso, traportandoci in un continuum spazio-temporale. Già sento che sto cambiando forma: le mie braccia sono delle pinne. Poi, Le luci di Anher, ballad raffinata e cantabile, un ulteriore cambio di registro. Il tema viene snocciolato in incastri melodico-ritmici, mentre gli assoli vengono giocati sui sedicesimi di un ritmo latin. Anche i musicisti stanno cambiando: Corvini sembra un gabbiano, che sorvola il mare in cerca della preda, e controlla l’acqua con sguardo acuto ed esperto.

E se con Il cerchio di Alice, che se non fosse un 3/4 potrebbe sembrare un brano di Satie, si muta ancora, stavolta verso la forma canonica del jazz waltz, già verso la fine del brano l’ambiente si surriscalda, con Vantaggio a scomporre i quarti di una improvvisazione collettiva, dove tromba e chitarra si rincorrono, salvo essere qua e là calamitate dalle frequenze di Pirozzi, che anche lui non sfugge alla metamorfosi, e si trasforma pian piano in marinaio, al timone di questa nave che muta in barca e poi in peschereccio. Inaspettato blu arriva. Inaspettato davvero? Forse sì, ma nemmeno tanto. Perché quello che di sicuro non manca, alla vena compositiva di Gomellini, è l’istinto del lupo di mare. Sa molto bene, Gomellini, quando osare e portare l’ascoltatore in mare aperto, tra le onde impetuose dei vortici armonico-ritmici, e quando riportarlo in porto, tra le rassicuranti note di una rumba.

C’è poi Enteos, funky con una radice swing, che rappresenta l’entusiasmo, ma anche il dio che è in ognuno di noi (dal greco en theos, come ha modo di spiegare Gomellini). Ma la metamorfosi non si ferma mai, e neanche nell’apparentemente rassicurante bridge di questo brano si può stare tranquilli, e infatti Gomellini ci piazza una battuta dispari. A questo punto siamo fregati,  siamo cambiati tutti: noi ascoltatori, i musicisti, ed anche l’Auditorium del Massimo è diventato una limousine ad otto ruote, che si aggira nella notte di Roma. Scorrono altri brani, ma noi siamo usciti da noi stessi e rientrati mille volte. Le barriere sono saltate. Adesso, sappiamo che tutto è possibile.

Met@morfosi, Zone di Musica, 2013 – Metamorfosi/Le luci di Anher/Il cerchio di Alice/Inaspettato blu/Enteos/Kaka’s danza/Mrs K.B./Nanà/Le 8 ruote – Andrea Gomellini (chitarra), Claudio Corvini (tromba), Luca Pirozzi (contrabbasso), Andrea Nunzi (batteria)

Al via la rassegna Massimo Jazz

Il 20 giugno inizia la rassegna Massimo Jazz, all’Auditorium del Massimo, con il dichiarato scopo di presentare artisti che abbiano inciso un disco di propri brani originali. Sicuramente una boccata d’aria fresca nell’asfittico panorama italiano, che troppo spesso propone i soliti noti e non lascia spazi né ai giovani né a quelli che erano sì, giovani, ma che ormai già da anni  calcano (con successo) la scena musicale.

La rassegna si apre con il quartetto di Andrea Gomellini, che presenta il cd Met@morfosi (Zone di Musica). Gomellini, coadiuvato da Claudio Corvini (tromba), Luca Pirozzi (contrabbasso) e Valerio Vantaggio (batteria), presenta il suo disco come testimonianza di un “momento intimo della sua carriera artistica”. Melodia, dunque, che si inserisce però in strutture moderne e mutanti, come in una continua e perenne metamorfosi.

Venerdì 21 giugno vede l’esibizione del Gabriele Buonasorte Quartet a presentare il disco Forward (NAU Records), con Angelo Olivieri (tromba, flicorno), Mauro Gavini (basso elettrico), Mattia Di Cretico (batteria). Il disco combina atmosfere ritmiche di varia origine con jazz modale, “a tratti audace nelle sue diramazioni free“.

Sabato 22 giugno è la volta di Gloria Trapani e del suo disco Rough Diamond (Terre sommerse), con Luigi Di Chiappari (piano), Alessandro Del Signore (contrabbasso), Mattia Di Cretico (batteria). Ogni brano è una fotografia di un momento vissuto, a raccontare l’emozione di un incontro, di un viaggio, di un ricordo, di un libro, come la title track Rough Diamond, ispirata alla storia di Yvette Szcupak Thomas, pittrice francese vissuta nel ’900. Ricerca melodica ma anche ritmiche aperte e sospese, a volte funky e R&B.

Domenica 23 giugno l’Hic Et Nunc Quartet presenta in anteprima il disco Play Verdi, prodotto con il sistema del crowdfunding. Agli spettatori sarà possibile, versando un contributo, diventare produttori del disco stesso. Nicola Puglielli (chitarra), Andrea Pace  (sax, ewi), Piero Simoncini (contrabbasso), Massimo D’Agostino (batteria) ci guidano in un viaggio jazzistico all’interno della produzione Verdiana, dove le melodie proposte sono proprio quelle originali, “in tutta la loro bellezza”.

La rassegna prevede 8 date, dal 20 al 30 giugno, sempre nei giorni di giovedì, venerdì, sabato e domenica, con inizio alle 21.45. Per i dettagli vi rimandiamo alla pagina ufficiale dell’Auditorium del Massimo