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Andrea Pozza meets Steve Grossman

Una serata calda ma non troppo, un bel giardino con tante sedie per il pubblico, sullo sfondo gli stand di tante, piccole e agguerrite case editrici che animano la manifestazione Suoni di parole, presenti ogni sera per tutti i jazzofili che sono anche amanti della lettura. Sul palco della Casa del Jazz il trio di Andrea Pozza, bravo pianista genovese, con Aldo Zunino (contrabbasso) e Shane Forbes (batteria). Pozza presenta il suo ultimo lavoro discografico, A Jellyfish From The Bosforus, da poco uscito per Abeat Records. Da subito l’atmosfera si fa swingante, densa di tradizione e gusto. Il trio esegue i primi due brani del disco, As Usual e A Jellyfish From The Bosforus, entrambi a firma del pianista, e la platea, in un attimo, si scalda. Pozza ha la faccia pulita da bravo ragazzo, ma quando suona è sporco quel tanto che basta per mandare su di giri la pulsazione. Uno “sporco” studiato e funzionale, la grinza “glamour” sul pantalone di marca. E la musica scorre liquida e vorticosa come acqua di torrente, ottimamente supportata da Zunino e Forbes.

Dopo i primi due brani arriva l’ospite illustre, Steve Grossman, il quale, dopo aver salutato il pubblico, si va a sedere accanto al piano e monta il collo del suo sassofono tenore. Dopodiché inizia un’ora di puro hardbop, con tutto il sound tipico di Grossman ed un repertorio misto di standard e original, tra questi ultimi Nicoletta, magnifica ballad dal sapore classico composta dallo stesso Grossman.

Tutta la serata è disseminata di bei momenti di Jazz. Come uscire con una bella ragazza: la desideri ma devi saper aspettare, e allora la corteggi, le parli, la ascolti. Sono tutti bei momenti, ma lo sono ancora di più perché pregusti il modo in cui finirà la serata. Ed ecco sax e batteria che rimangono da soli in uno splendido duetto alla Sonny Rollins, ecco, su Oleo, Andrea Pozza che si produce in un assolo vertiginoso che dà l’idea di una macchina in continuo derapage, che sembra sempre stia per uscire di strada ma invece riprende terreno, e rimane splendidamente in carreggiata. Ecco un altro, l’ennesimo, ottimo assolo di Zunino ed ecco il perfetto e mai invadente drumming di Forbes, batterista londinese di gran classe.

Arriva la fine della serata, e rivedo tutti i bei momenti appena trascorsi mentre Steve Grossman strappa i vestiti della ragazza e, sulle note tirate di Easy Living, finiamo tutti a letto e facciamo, finalmente, l’amore.

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