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Arrigo Cappelletti Trio alla Casa del Jazz

Una domenica sera all’insegna della classe, grazie ad Arrigo Cappelletti (pianoforte), Furio Di Castri (contrabbasso), Bruce Ditmas (batteria), che hanno dato vita ad un omaggio a Paul Bley. Un omaggio nel quale, paradossalmente, la musica di Paul Bley non era presente. Ma ciò non è strano, visto che Cappelletti è un fautore dell’omaggio “altro”, consistente nel richiamare un artista attraverso il sentire musicale di questo e non attraverso le sue composizioni (peraltro Bley non è compositore prolifico).

Il playing di Cappelletti è stratificato, risultante di tutte le componenti maturate in anni di ascolto ed insegnamento del Jazz, sia nelle composizioni a sua firma (si ascolti Durate, terzo brano in scaletta, ballad giocata su note lunghe in dialogo con il contrabbasso di Di Castri, che utilizza lo schema call and response ma in chiave moderna ed a tratti sottintesa, oppure l’esecuzione di Pannonica utilizzando la sola struttura armonica e stravolgendo il tema), sia nei brani di altri autori (Thelonius Monk, Abdullah Ibrahim). Una sorta di passeggiata attraverso vari modi di intendere il Jazz, tutti alti e di grande qualità. E non potrebbe essere altrimenti, visto che Cappelletti, oltre che pianista, è docente e studioso di Jazz con all’attivo anche un libro su Paul Bley, Paul Bley: La logica del caso (edito da Lepos, Palermo, 2004), successivamente tradotto in inglese con il titolo The Logic of Chance (Vehicule Press, Montreal, 2010), ed il recente La filosofia di Monk o l’incredibile ricchezza del mondo, (Mimesis editore, Milano, 2014), scritto a quattro mani con il suo allievo Giacomo Franzoso. Sarà anche per via di questo libro, da poco uscito, che sono ben quattro i brani di Monk eseguiti, la citata Pannonica, Crepuscule With Nellie, Ruby My Dear e Brilliant Corners, alcuni completamente modificati, altri più riconoscibili (Ruby My Dear), tutti pregni della profonda conoscenza musicale di Cappelletti e di notevole interesse, anche grazie all’apporto attento di Furio Di Castri e Bruce Ditmas.

Insomma una serata veramente degna di nota, alla Casa del Jazz.