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Witam (Francesco Bruno )

È da poco uscito, sul canale Youtube di Francesco Bruno, il secondo dei video girati a luglio 2014 e tratti dall’ultimo disco di Francesco, Witam. Il titolo del lavoro, che in polacco significa “benvenuto”, riflette la genesi del disco, maturato e sviluppatosi anche grazie alla frequentazione della Polonia e di musicisti polacchi, come  Piotr Vojtasik e Sylwester Ostrowski. Nel disco compare anche il pianista giapponese Makoto Kuriya.

Francesco Bruno non è nuovo a collaborazioni nazionali ed internazionali: ricordo la presenza di Richie Havens nell’album El Lugar (1987) e la collaborazione con Agricantus, nel 2002, per il brano Jamila, scritto da Francesco per lo spot di Emergency.

In Witam si ha un cambio di passo rispetto alle precendenti produzioni: messi da parte guitar synth e suoni elettronici, Francesco si mette ad esplorare l’aspetto più acustico, lirico ed introspettivo della sua musica, ma sempre con grande attenzione alla melodia ed alla forma canzone.

Di seguito i video, tutti estratti da brani presenti nell’album. L’esecuzione acustica e raffinata si avvale, oltre che della cristallina ed emozionale chitarra di Francesco Bruno, anche dei suoi fidi collaboratori: Pierpaolo Principato, stimato pianista e didatta, ventotto anni di palchi e dischi condivisi con Francesco; Luca Pirozzi, rinomato e granitico contrabbassista; Marco Rovinelli, drummer di grande feeling e spessore.

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Cento per cento Francesco Bruno

Il giorno è lunedì 8 aprile. Il luogo è l’Alexanderplatz. Sulle pareti, graffiti e autografi di famosi jazzisti del passato e del presente. Sul palco, il quartetto di Francesco Bruno.

È come essere su un promontorio, un promontorio dal quale possiamo scrutare tutto il panorama del Jazz italiano ed internazionale. Eppure, se cerco di paragonare la musica che sto ascoltando stasera a qualcosa di già sentito, ho delle oggettive difficoltà. Francesco Bruno sfugge a questo tipo di semplificazione: appartiene infatti a quella schiera di musicisti con un proprio marchio sonoro, un marchio che lo rende distinguibile già dall’ascolto di poche note. Ed il suo è un suono che è maturato negli anni, ritagliandosi una precisa identità nel panorama jazz/rock.

I brani di questa sera sono in fase di incisione e presto usciranno su disco. Si tratta di brani acustici, dunque un cambio rispetto ai precedenti lavori marcatamente “elettrici”, e sono brani ispirati più al Jazz che al Rock. Anche in questa nuova veste acustica, veste nella quale Francesco sceglie di rinunciare del tutto al suo guitar-synth, il suono rimane pregno di musicalità, melodia, atmosfere mediterranee. Un suono che sembra imitare il respiro della terra, anzi, un suono che è premessa vitale al respiro stesso.

Francesco è accompagnato da Pierpaolo Principato al pianoforte, Luca Pirozzi al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria, tre ottimi musicisti del quale abbiamo avuto modo di parlare altre volte in questo blog. Il concerto inizia con Magic, una ballad raffinata, un piccolo gioiello tanto per gradire. Si passa poi a Fast 74, che invece fa del ritmo la propria cifra pur rimanendo in un territorio in cui tutto è immancabilmente eufonico. Segue Flying Fast, brano vervoso col piano di Principato a supportare il groove. Non mancano rivisitazioni di brani del repertorio elettrico di Francesco: come Mi ayer de siempre dall’album Huacapù, del 2003, che viene introdotto con due break di batteria per poi travolgerci con la sua struggente melodia; o come Frankenstein Alive, dall’album di esordio Interface, del 1987.

Francesco è un chitarrista entusiasta. Il suo entusiasmo si percepisce nel suo grande drive, nel suo fraseggio ricco di ascolti diversi e nutriti con gusto e personalità. Sarà per questo che la serata fila via magica e accattivante, condita da alchimie melodiche e da un suono unico, che non posso definire diversamente da così: cento per cento Francesco Bruno.

Link correlati:

Francesco Bruno – Le parole altre (Recensione CD)

Jazz meets Pop, Soul & co.

Una serata di puro relax ieri, nel simpatico Motòbistrò in zona Piramide, accompagnata dalla voce e chitarra di Joe Slomp e dal pianoforte di Pierpaolo Principato. Un percorso musicale easy, ma con profonde radici nel Jazz e nel Blues. Sì perché i due personaggi la sanno lunga…

Joe ha all’attivo tantissime e diverse collaborazioni, nonché tre dischi come leader. Forte è la commistione dei generi nel suo disco di esordio, Introducing Joe Slomp (2001), nel quale si spazia da Joni Mitchell a David Crosby, da Robert Palmer a Michael Mc Donald passando per Stevie Wonder, da Bruce Springsteen a Leonard Bernstein. Profondamente ispirata al Jazz è la scelta e gli arrangiamenti dei brani di New Move (2009), secondo disco a suo nome, nel quale Coltrane viene affiancato a Lennon/McCartney e ai Coldplay. I puristi storceranno il naso, ma prima di farlo li invito ad ascoltare questo lavoro splendidamente suonato, oltre che da Joe Slomp alla voce, da Stefano Micarelli (chitarra), Dario Deidda (basso), Pino Iodice (pianoforte e tastiere), Pietro Iodice (batteria), e con la partecipazione di Pauline London (seconda voce).

Pierpaolo vanta una carriera come jazzman di altissimo livello, con collaborazioni importanti e diverse: Francesco Bruno, Agostino Marangolo, Richard Bona, Enzo Pietropaoli, Antonello Salis e tanti altri. È stato inoltre il preparatore del protagonista Kim Rossi Stuart nel film Piano solo, dedicato al pianista Luca Flores.

Joe Slomp/Pierpaolo Principato
Joe Slomp/Pierpaolo Principato

Tutto questo background musicale trapela dall’ascolto live di questo bel duo che, sia che suoni The Very Thought Of You (R. Noble) o Some Other Time (L. Bernstein), sia che suoni Overjoyed (S. Wonder) o Alone Again Naturally (G. O’Sullivan), porta all’orecchio dei fortunati ascoltatori il gusto e la classe del Jazz patinato, rendendo i vari brani belli e croccanti allo stesso modo, in tutti insinuando il germe della superlocria e della blue note.

Non mi rimane che fare un pubblico, esplicito invito ad entrambi: far sì che questa bella e piacevole serata non sia stata solo una rimpatriata tra vecchi amici, ma che sia l’inizio di un progetto in duo che li porti magari anche ad incidere un disco.

Link:

Joe Slomp , Joe Slomp su Facebook

Pierpaolo Principato , Pierpaolo Principato su Facebook

Le parole altre (Francesco Bruno)

Chiudetevi a chiave e mettete questo disco nel lettore. Rilassatevi, state comodi. Se potete, state a piedi nudi. Ecco, è questa la dimensione giusta per ascoltare Le parole altre, questo bell’album di Francesco Bruno ispirato alla vita di Tiziano Terzani.

Il viaggio parte dall’Africa, con Il faro di Capo Recife. Suoni acustici, qualche leggera pennellata di elettronica, e subito veniamo teletrasportati su una assolata spiaggia africana, dove l’uomo non può non ricordare che la Natura, alla fine, presenta il suo conto, e che non è possibile agire indiscriminatamente ai danni di questa senza agire ai danni di noi stessi.

Francesco Bruno ci conduce attraverso le tante tappe del lungo viaggio di Tiziano Terzani: Africa, Siberia, Cina, Vietnam, America Latina, India e Stati Uniti. E per guidarci si avvale di guitar synth, chitarra classica, acustica, ciarango, che sotto le sue dita risuonano magici e suggestivi, ottimamente accompagnati da Pierpaolo Principato al pianoforte, Enzo Pietropaoli al contrabbasso, Iginio De Luca alle percussioni, Tommaso Carlini alla batteria e con Javier Girotto, sax soprano, nell’intenso Bluesamerica, brano che chiude magistralmente il disco.

Il progetto è stato pensato come un corpus multimediale, che Francesco Bruno sta portando in giro per i teatri, e che vede Angela Terzani Staude autrice e narratrice di quanto lei stessa, moglie di Tiziano Terzani, ha vissuto in prima linea a fianco del marito, nonché Giovanni Bruno, autore dei filmati che vengono proiettati sullo schermo durante l’esecuzione dei brani.

Uno spettacolo suggestivo, meditativo, consolatorio. Nel quale è possibile ritrovare tutta l’umanità di Terzani e tutta la nostra, che magari tenevamo sepolta da qualche parte, dentro di noi. Un CD, un DVD, uno spettacolo teatrale. Non uno ma tre modi per godere di questa musica affascinante e di un racconto che non narra di semplici fatti o opinioni, ma narra di ciò che siamo al di là di ogni sovrastruttura, condizionamento, stato sociale.

Francesco Bruno
Francesco Bruno

Disco: Le parole altre – Il lungo viaggio di Tiziano Terzani
Artista: Francesco Bruno

Tracce:

1 – Il faro di Capo Recife
2 – Habarovsk
3 – Giai Phong! Dentro la storia
4 – Namastè
5 – Pensiero lungo
6 – Il sogno di Deng
7 – Piccola Himalaya
8 – Bluesamerica

Etichetta: Repubblica – l’Espresso
Anno: 2010