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Parole inutili?

Spero non siano davvero inutili le parole che sto per scrivere a proposito di questo bel CD, Parole inutili, appunto, opera del contrabbassista Lillo Quaratino ed edito da ALFA Music. Il disco vede la partecipazione di: Roberto Taufic (chitarra acustica), Eduardo Taufic (piano), Giancarlo Maurino (sax tenore, sax soprano), Gabriele Mirabassi (clarinetto), Nicola Stilo (flauto), Roberto “Red” Rossi (batteria, percussioni), Marta Raviglia (voce).

Il primo brano, Inutili parole, marca un inizio segnatamente filmico, con il soprano di Maurino ed il clarinetto di Mirabassi a dare l’impronta sonora, impronta che si adagia con morbidezza su un ritmo appena accennato e che lentamente prende piede e pervade il tessuto della canzone. Canzone, perché di questo si tratta. Una canzone senza parole, dove a cantare sono gli strumenti. I quali, dopo aver cantato, lasciano il posto ad un perfetto assolo di clarinetto, per poi lasciarsi prendere da un interludio di pianoforte che ci riporta al tema.

Il secondo brano, che una introduzione costruita sulla scala esatonale ci fa immaginare onirico o fiabesco, si rivela invece essere una dolce bossanova suonata in punta di dita, dove Eduardo Taufic ha modo di fraseggiare con garbo ma determinazione, seguito dal clarinetto di Mirabassi che ha modo invece di spingere maggiormente sull’acceleratore, fino a riportarci al tema.

L’indole sudamericana è ben presente anche in Doodle, nel quale una atmosfera lounge viene graffiata dai soli taglienti del sax tenore e del flauto, ed un po’ in tutto il disco. La chiusura, così come l’apertura, è dedicata al cinema già a partire dal titolo, Pugni in tasca, un chiaro omaggio a Marco Bellocchio nel quale Quaratino si avvale della voce della brava Marta Raviglia, cambiando totalmente registro e regalandoci una intro di pura sperimentazione, che pure non stona nell’economia del lavoro. Ed è probabilmente questa la cifra del disco, che riesce ad essere easy e profondo al tempo stesso, compendiando con maestria il facile con l’inconsueto, il difficile con la melodia.

Un lavoro di classe, colto ma non spocchioso. Inutile dire altre parole…

Artista: Lillo Quaratino

Titolo: Parole inutili

Anno: 2013

Tracce:

1. Inutili parole
2. Campana
3. Doodle
4. Rosa funebre
5. Saltapicchio
6. Turnover
7. La sognatrice di Ostenda
8. Mambo senza te
9. Pugni in tasca (bonus track)

Eccedere di rosa

Marzo all’insegna del femminile al 28DiVino Jazz. È di scena il nuovo quartetto di Danielle Di Majo, con Gaia Possenti al piano, Federica Michisanti al contrabbasso, Rosario De Martino alla batteria. Un quartetto che promette bene a partire dalla sua leader, che si alterna tra l’alto ed il soprano e che sfodera una grinta non da poco. Una grinta funky che si dilata in un sorriso quando esegue una ballad, ma che torna a graffiare in brani come Eccedere di blu, la title track del suo ultimo disco, un brano aperto ai territori del free e dell’atonale, nel quale si mescolano influenze classiche ed etniche.

Gaia Possenti predilige l’approccio basato su riff melodici e accordali, utilizza spesso il pedale e ama creare un contesto poetico, pur non disdegnando richiami bluesy. La sua concezione melodica ben si sposa con il suono di Danielle, costituendone il naturale compendio.

Federica Michisanti definisce le linee sulle quali incastellare le alchimie di Danielle. L’approccio è doppio: scientifico, quando si tratta di dipanare frasi articolate e tempi complessi, denso di pathos quando è il momento di dare sfogo alla musica lasciandola fluire libera e dilagante oltre gli argini della nostra razionalità. Sorride, Federica, quando il gioco si fa più difficile e deve dare fondo a tutti i suoi anni di studio per mantenere la concentrazione, come sul tempo dispari di Strange Phase. Un sorriso contro le difficoltà, mi pare una filosofia sostenibile.

Rosario De Martino è l’unico uomo della formazione. Forse per questo o forse per indole, trovo il suo drumming particolarmente raffinato, puntuale e rispettoso. Un supporto importante, solido, ma discreto, tale da far ben risaltare tutto l’ensemble nonché le singole individualità.

La serata ha visto l’esecuzione di molti brani del disco Eccedere  di blu, brani scritti per lo più da Danielle e da Giancarlo Maurino. Un disco del quale sono andato ad ascoltare degli estratti sul web (dal sito Myspace dell’artista) e che consiglio vivamente di acquistare per la sua eleganza prêt-à-porter, un disco satinato e non patinato che non mancherà di sorprendervi e deliziarvi.

Link

Danielle Di Majo – Myspace