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MURR-MA – Italia Bulgaria

SABATO 18 MARZO
Ore 22.30
MURR-MA
Lilly Ilieva, voce, composizioni
Federica Colangelo, piano, composizioni
Mihail Ivanov, contrabbasso
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Lilly Ilieva è una cantante jazz Bulgara.
Ha iniziato a cantare all’età di tre anni.
Nel 2008 ha vinto il secondo premio all’‘European Competition For Jazz Vocalists’ e nel 2009 si è trasferita nei Paesi Bassi, dove ha conseguito il diploma di
Conservatorio presso l’istituto di Groningen, con il programma guidato da docenti americani tra cui Robin Eubanks, John Clayton, Freddie Bryant, Ralph Peterson, Alex Sipiagin.

Lilly è leader di due progetti, ‘Songs of Aeon’, musica di confine tra la tradizione bulgara e il jazz, e il ‘Minimum Quartet’, basato su brani originali della stessa.
In questa nuova formazione in trio, MURR-MA, la cantante è affiancata dalla pianista e compositrice Federica Colangelo (la cui musicalità spazia tra il jazz, la musica contemporanea e la ritmicità dalla Musica Carnatica Indiana, dal 2011 è leader del progetto Acquaphonica, con cui ha pubblicato due dischi, l’ultimo chiaroscuro- edito da AlfaMusic/Egea distr.) e dal contrabbassista bulgaro Mihail Ivanov (vincitore del 2009 del premio come ‘Best soloist’ alla ‘Dutch jazz Competition’, con una vasta discografia alle spalle con i grandi nomi della scena bulgara, tra cui Dimitar Bodurov,
Theodosii Spassov, Martin Lubenov).
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28Divino Jazz – Via Mirandola, 21 – Roma – Info/Prenotazioni: 340 8249 718 – www.28divino.com

Pinky Higt Jazz 2017

THE FUTURE IS FEMALE

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l via la 5° edizione della “PINKY HIGH JAZZ”, rassegna dedicata alle “Donne leader” nel jazz, e non solo.
La rassegna è nata nel Marzo 2013 voluta da Natachà Daunizeau, con l’obbiettivo di diffondere le realtà jazzistiche “femminili”.

Non solo l’ 8 marzo per la “festa della donna”….che per l’occasione, il palco del Jazz Club sarà dato al “Lucia Ianniello Quartet”, ma durante tutto il mese di marzo, dedicato a musiciste e artiste.

Si parte Venerdi 3 Marzo con il “Ludovica Manzo Chamber of Dreams” si chiude il 31 marzo con la clarinettista Zoé Pia e il suo progetto “Shardana” (Young Talent Musica Jazz di quest’anno)

Il programma dei concerti è consultabile sul sito del jazz club: www.28divino.com

Venerdi 3 Marzo
ore 22.30
LUDOVICA MANZO
“Chamber of Dreams – DULCINEA”
Ludovica Manzo : voce, fx
Jack D’Amico : rhodes
Dario Miranda : contrabbasso
Marco Colonna : clarinetto basso, flauto alto
Sabato 4 Marzo
ore 22.30
LAURA KLAIN Trio Meets MAURIZIO URBANI
Laura Klain, batteria
Andrea Candela, piano
Enrico Mianulli, contrabbasso
Maurizio Urbani, sax tenore
Laura Klain al TG3 – 8 aprile 2016 : https://www.youtube.com/watch?v=GLsNQudthgg
28Divino Jazz – Via Mirandola, 21 – 00182 Roma – Tel 340 8249 718 – www.28divino.com
Ingresso Live: 12 euro con prima consumazione inclusa.
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2017: LA SFIDA DEL DUO al 28Divino Jazz

Penso che la formazione in duo sia la più affascinante dal vivo, la più difficile e rischiosa nel jazz. Niente paraventi. L’interazione del binomio con l’audienza diventa una sfida e un “gioco”, …tra ritmica , vuoti sonori, assoli, tecnica e improvvisazioni.
Respect e… Chapeau!

(Marc Reynaud)
MERCOLEDI 4 GENNAIO
ore 22.00
SIMONE ALESSANDRINI & DANILO BLAIOTTA DUET
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Simone Alessandrini, sassofoni
Danilo Blaiotta, piano
Simone Alessandrini & Danilo Blaiotta Duet è un progetto nato nel 2016 a partire dalla collaborazione dei due musicisti nel quintetto Balkanica. Il repertorio è composto soprattutto da brani originali ma non disdegna gli “evergreen” della tradizione jazzistica, riarrangiati ovviamente per una formazione, quella del duo, che consente grandi libertà espressive dettate soprattutto dall’estemporaneità e dall’istinto.
Due giovani Jazzisti affermati , ognuno con progetti a nome suo. Non vi mettiamo i curricula ma le loro principali collaborazioni musicali:
Simone Alessandrini: (Jim Porto, Antonio Ciacca, Rita Marcotulli, Fabio Zeppetella, Marcello Rosa, Javier Girotto,
Roberto Gatto, Bepi D’Amato, Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani, Paolo Damiani, Marco Tiso, Giacomo Trovajoli, Saint Louis Big Band, Tosca, Sandy
Muller, Badi Assad, Martha High, Stefano Rossini, Gianluca Persichetti, Mario Caroli, Apeiron sax quartet, Guido Baggiani, Sean Friar, Lei Liang)
Danilo Blaiotta: (Logan Richardson, Tommy Crane, Mike Applebaum, Mark Hanna, Mick Brill, Moritz Goetzen, Karl Degenhardt, Claudio Fasoli, Achille Succi, Pietro Leveratto, Attilio Zanchi, Giuseppe Bassi, Francesco Diodati, Joe Amoruso, Antonio Onorato, Francesco Puglisi, Matteo Bortone, Francesco Ciniglio, Reinaldo Santiago, Robertinho De Paula, Luca Nostro, Anita Vitale, …e Stefano Carbonelli.
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GIOVEDI 5 GENNAIO
ore 22.00
PIERONI e PAGLIANI ACTING DUO
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“Instabbilità e Altri Racconti”
Fabrizio Pieroni, piano
Luca Pagliani, chitarra
Subito si capisce che questi due artisti si conoscono.. bene!. Composizioni originali e rielaborazioni di musiche tradizionali e popolari di ogni provenienza geografica e culturale, legate dalla comune radice afro-americana e dal piacere per l’improvvisazione e per la scrittura. Bella, ansi stupenda musica.

“Una proposta, quella di Pagliani e Pieroni, che ha radici diverse ed altre rispetto al filone più propriamente
jazzistico, ma che non manca di intrigare per raffinatezza e bellezza degli arrangiamenti.

E dico arrangiamenti non a caso: tutti i brani sono infatti arrangiati minuziosamente, con tanto di parti call and response, contrappunti, armonizzazioni. E con caleidoscopici inseguimenti tra pianoforte e chitarra, durante i quali i due musicisti si passano la palla dell’improvvisazione.”
Maurizio Alvino (,jazzaroma) Leggi Tutto Guarda Video
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 Due formazioni DUO “patafisiche”che meritano il vostro interesse per la loro bravura e qualità musicale. Non sarete delusi.
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Ingresso LIVE DUO : 10,00 euro con prima cosumazione inclusa.
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28Divino Jazz – Via Mirandola, 21 – Roma – Tel: 3408249718 – www.28divino.com @28divinojazz aperto dalle 19.30

Pit Stop a Roma Mercoledì 26/10 con GUARINO CALABRESE GERARDI Trio

Mercoledi 26 ottobre

ore 21.30
GUARINO CALABRESE GERARDI Trio

Roberto Guarino (chitarra)
Sasà Calabrese (basso)
Saverio Gerardi (batteria)

Un “Pit Stop” a Roma . Un trio d’eccezione.

Brani che appartengono alla tradizione jazz ma non solo. La formula è quella del trio, formazione questa gradita a tutti e tre i musicisti, che lasciano l’interplay come fulcro centrale del concerto. Improvvisazione e cura del suono completano un disegno semplice della musica che portano sul palco con grande voglia di condivisione.

Roberto Guarino (chitarra)

Produttore, chitarrista, arrangiatore, compositore tra i più richiesti in Italia.
In ambito pop ha collaborato con: 
Lucio Dalla, Stadio , Luca Carboni , Fabio
Concato , Biagio Antonacci , Mogol, Sergio
 Cammariere , Mariella Nava , Mango , Pacifico , Samuele Bersani , Renato Zero , Michele Zarrillo, Gatto Panceri, Cinzia Tedesco.
In ambito jazz ha suonato con: Alfredo Golino, Paolo Costa, Stefano Di Battista, Cesare Chiodo, Danilo Rea, Lele Melotti, Pietro Iodice, Luca Pirozzi, Stefano Sabatini, Pasquale Innarella, Javier Girotto, Mario Rosini, Daniele Scannapieco, Luca Aquino, Mark Sherman, Massimo Moriconi.

Sasà Calabrese (basso)

Essenzialmente autodidatta, ha però progressivamente integrato la crescita teorica e strumentale venendo a contatto con molteplici figure di rilievo, partecipando a vari stage, seminari e master class.
Ha suonato e collaborato con Pietro Condorelli, Marco Tamburini, Giuseppe Bassi, Antonio Onorato, Joe Amoruso, GIgi Cifarelli, Cristal White, Max Ionata, Achille Succi, Mario Raja, Dan Kinzelman, Robertinho De Paula, Sandro Satta, Eric Daniel, Felice Clemente, Mike Applebaum , Luca Aquino, Joe Barbieri, Gegè Telesforo, Beverly Lewis, Lutte Berg, Nel 2007 incide il con gli SMAF QUARTET “Poesie di carta” per la Picanto Records distribuito EGEA . Per la stessa etichetta incide con il progetto Màs en Tango e Balkanica. Collaborazioni nel Pop con Federico Zampaglione [Tiromancino], Linda Valori, Jenny B, Simona Bencini, Mario Venuti, Rossana Casale, Pierdavide Carone, Enrico Ruggeri, Fausto Mesolella, Amedeo Minghi ed altri. Suona stabilmente nella formazione della famosa cantautrice Mariella Nava. Fa parte come contrabbassista/attore dell’ultimo spettacolo“Nuda e Cruda” di e con Anna Mazzamauro, suonando ed arrangiando insieme con i Màs en Tango le musiche composte da Amedeo Minghi. Vincitore del PREMIO MARCO TAMBURINI 2016.

Saverio Gerardi (batteria)

Batterista con esperienze pop, rock, funk e jazz. Ha studiato con ETTORE MANCINI, FABRIZIO SFERRA, MAURIZIO DE LAZZARETTI e ALFREDO GOLINO.
Ha suonato con GIGI PROIETTI, RENZO ARBORE, NICOLA PIOVANI, ANTONIO ONORATO, LUCA MADONIA, FRANCO BATTIATO, CARMEN CONSOLI, GIANLUCA GUIDI, ORO, NEW TROLLS, JOE AMORUSO, DAVID GLASSER, GEGÈ TELESFORO, CINZIA TEDESCO, PATRICK SAMSON, ROCKY ROBERTS, PAGO, MASSIMO VARINI, SAVINO ZABA, AMALIA GRÈ, STEFANIA ORLANDO, ERICA MOU.
Nel 2012 partecipa alla registrazione dell’ultimo album di FREAK ANTONI, con J-AX, LUCA CARBONI e LAURA BONO.
All’attività di musicista affianca quella di autore e talent-scouting presso major ed etichette indipendenti. Ha collaborato con PIPPO CARUSO, MAURIZIO BASSI, DANILO MINOTTI, GIANCARLO BIGAZZI e MOGOL.
Insegna all’American Overseas School of Rome ed è coordinatore artistico di Music Lab Studio.guarinotrio28fly

28Divino Jazz – Roma – Via Mirandola, 21 – 340 8249718 – www.28divino.com –

Alieni, Draghi e Boom Boom al 28Divino Jazz

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Il fine settimana del Jazz Club romano con due serate a 360 gradi di Jazz

VENERDI 7 OTTOBRE
ore 22.00
ALIENS and DRAGONS
Marie Incontrera, piano, keyboards e composizioni
Marco Colonna, sax baritono e composizioni
Special Guest Ettore Fioravanti alla batteria e percussioni.
Esistono luoghi dove la musica è materia prima. Luoghi dove nascono musiche e si sfornano progetti. Uno di questi si trova all’interno dei confini definiti dalla nostra cava Jazz. Esistono luoghi in musica dove i confini sono indefiniti, dove le definizioni sono obsolete e per questo inutili. Sotto le ali del pensiero di Fred Ho, si incontrano per la prima volta Marie Incontrera e Marco Colonna. E si incontrano sul territorio della composizione, del rigore e dell’immaginazione. Dove contemporaneo e jazz si incontrano, dove tradizione e spinta creativa si alimentano e dove l’interpretazione non può non essere un gesto di amore. Grazie a un primo lavoro su Fred Ho, in duo con Ettore Fioravanti alla batteria e percussioni (“Minorance” – A late reflection on the revolutionary Art of Fred Ho), Marco Colonna entra in contatto con Marie Incontrera (New York) e fonda il duo “Aliens and Dragons” dedicato, attraverso l’interpretazione e la composizione, ad approfondire la lezione del sassofonista americano scomparso il 12 aprile 2014.
Con questo lavoro sul sax baritono diviene endorser della prestigiosa ditta italiana “Rampone e Cazzani”.

 

MARIE INCONTRERA è una giovane compositrice e bandleader americana. Ha vinto numerosi concorsi ed ha ricevuto numerosi premi per la sua attività di compositrice (Remakable thatre Art Song Competition, Vocalessence, Miriam Godeon Composition Award) I suoi lavori sono stati eseguiti nei più importanti teatri di oltroceano com Carnegie Hall, Symphony Space,ANALOGarts, Brooklyn Art Song Society, ANKAI Dance Theatre.
Studentessa di Fred Ho ne raccoglie l’eredità compositiva e di bandleader, a capo della Eco Music Big Band , gruppo variabile che oltre alle sue composizioni, si pone l’obiettivo di essere strumento per le nuove generazioni di compositori per Big Band.

MARCO COLONNA
Chi frequenta il 28Divino Jazz conosce bene questo geniale polistrumentista. Allora diciamo solo che Luigi Onori (giornalista del Manifesto) lo definisce uno dei migliori creatori di musica della sua generazione. Anche noi 🙂

Ingresso live: prima consumazione 12.00 €
tutte le info : www.28divino.com

SABATO 8 OTTOBRE

22.00
MICHELE VILLARI QUARTET “BOOM BOOM” 

Prima Presentazione CD  “Boom Boom” – Irma Records

Michele Villari, sax, clarinetto e composizioni
Paolo Pavan, piano
Andrea Colella, c.basso
Federico Orfanò, batteria

Il quartetto del sassofonista e clarinettista Michele Villari presenta il suo primo CD a nome suo intitolato “Boom Boom”.
Si eseguiranno, composizioni originali di Villari in cui si mescolano i principali generi del jazz di tradizione afro americana: soul, funk, bebop senza dimenticare ballad con note più intimiste e romantiche del samba/bossa nova, fratello di sangue del jazz nordamericano. Groove? Sì, “Boom Boom”!
Michele Villari, formatosi ai conservatori di Santa Cecilia, Perugia e Frosinone e con due specializzazioni in Jazz, dimostra di conoscere intimamente il significato di storia applicata al jazz.  Nella sua opera c’è la ricerca da un lato, la conoscenza dei classici e l’improvvisazione dall’altro.

Prima presentazione CD a Roma.
Ingresso live: prima consumazione 12.00 €
tutte le info :
www.28divino.com
28Divino Jazz – Via Mirandola, 21 – Roma – 340 8249718
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Elegance cafe – Giugno 2015

Elegance Café

Via Vittorio Veneto 83/87 – Roma

Ingresso libero con consumazione minima Euro 10

Infoline 0642016745

da domenica a giovedì ore 22.30

venerdì e sabato ore 23

Lunedì 1 – Jam session jazz con Romanazzo & Friends

Bassista e contrabbassista di carattere eclettico, spazia liberamente tra jazz ,pop e rock. Ha avuto esperienze dal vivo con musicisti del calibro di Mike Stern, Russel Ferrante, Danilo Rea, Javier Girotto, Eddy Palermo, Andrea Beneventano, Sandro Deidda, in campo pop, tra gli altri, ha accompagnato Ron, Luca Barbarossa, Claudio Baglioni. Il trio aprirà il primo set affrontando un repertorio di brani originali e standard jazz dal bacino mainstream, a seguire open jam session con tutti i musicisti che vorranno dare il loro contributo umano e musicale.

Sul palco Andrea Romanazzo (contrabbasso), Antonio Iammarino (piano) e Nicolò di Caro (batteria).

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Martedì 2 – Alessandra Rugger Quartet

Il quartetto propone i classici del repertorio jazzistico affiancati da brani originali prossimi ad essere inseriti nel disco d’esordio della cantautrice. Cantante, autrice e a pianista, diplomatasi con il massimo dei voti in canto jazz, Alessandra Rugger si propone sulla scena jazzistica raccogliendo sia i grandi brani della tradizione che le proprie composizioni. Il suo repertorio, grazie anche ai musicisti che l’accompagnano, si presenta variegato e accattivante, forte anche delle numerose influenze che la giovane artista ha avuto durante il suo percorso.

Sul palco Alessandra Rugger (voce), Gianluca Pagliaricci (chitarra), Aldo Perris( basso) e Valerio Vantaggio (batteria).

Mercoledì 3 – Jam session jazz

La formazione aprirà il primo set per poi lasciare spazio alla jam session aperta. Il pubblico e i musicisti che vorranno dare il loro contributo umano e musicale, potranno esibirsi sul palco assieme alla band.

Sul palco da Giuseppe Ricciardo (sax), Enrico Bracco (chitarra), Andrea Nunzi (batteria) e Stefano Nunzi (contrabbasso).

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Giovedì 4 – Ajar

Ajar, traduzione inglese dell’aggettivo “semichiuso” o “semiaperto”, rimanda all’idea di arte che accomuna i quattro elementi del gruppo. Apertura come movimento verso, ma anche chiusura come rifugio in, mai in maniera categorica. Un flusso melodico che parte dal mediterraneo e spira verso il nord Europa, in atmosfere evocative del jazz contaminato di matrice ECM. Le composizioni dal sapore fortemente lirico e mediterraneo del piano, si fondono con la concezione di musica improvvisata dei fiati e delle ritmiche astratte. Unica data romana.

Sul palco Luigi Esposito (piano), Charles Ferris (tromba), Umberto Lepore (contrabbasso) e Marco Castaldo (batteria).

Venerdì 5 – Flavio Ianiro Quartet

Repertorio basato sulle composizioni originali del sassofonista Flavio Ianiro, che ha voluto cimentarsi nella scrittura di tutta la gamma jazz: dalla song in stile standard alla bossa, dal modale in stile Coltrane al funk degli Anni ‘80 e ‘90. Temi e strutture armoniche intellegibili già dal primo ascolto, diventano il terreno comune per l’improvvisazione che coinvolge direttamente il pubblico.

Sul palco Flavio Ianiro (sax), Andrea Frescaroli (piano), Stefano Cesare (contrabbasso) e Davide Pentassuglia (batteria).

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Sabato 6 – Piera Pizzi Quartet

Piera Pizzi, interprete e compositrice, vocalist dalle grandi doti interpretative, con una raffinata tecnica vocale legata al sentimento ed un talento innato con una personalità artistica eclettica e versatile. Nei live mette in evidenza  il suo timbro unico, tipico  delle vocalist d’oltreoceano  imprimendo un  feeling soul ad  un repertorio che spazia da standards jazz ad R&B, dal blues al gospel.

Sul palco Piera Pizzi (voce), Stefano Nencha (chitarra), Stefano Nunzi (basso) e Silvano Melgiovanni (piano).

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Domenica 7 – Carla Cocco

Reduce dall’emozionante duetto con il cantautore brasiliano Toquinho, la Cocco si esibirà insieme alla sua band in formazione acustica. Con il suo innato carisma, saprà coinvolgere, far divertire ed emozionare il pubblico, dando prova del suo raffinato timbro vocale, nonché delle sue abilità virtuosistiche e di una rarissima estensione vocale. Nel programma brani portati al successo da una rosa di artisti che va da Elis Regina a Mina, con un repertorio diversificato, che abbraccia tutte le fasce di età, dai giovani ai meno giovani; un repertorio che comprenderà anche canzoni tratte dal suo ultimo album “Respiro” e alcuni storici brani tratti dall’album “La voglia, la pazzia, l’incoscienza e l’allegria” del grande poeta brasiliano Vinicius de Moraes.

Inoltre, per rendere omaggio alle proprie origini sardo/elleniche, Carla presenterà alcuni brani in lingua sarda e greca.

Sul palco Carla Cocco (voce), Umberto Vitiello (percussioni), Stefano Indino (fisarmonica) e Massimo Aureli (chitarra).

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Lunedì 8 – Jam session jazz con Romanazzo & Friends

Bassista e contrabbassista di carattere eclettico, spazia liberamente tra jazz ,pop e rock. Ha avuto esperienze dal vivo con musicisti del calibro di Mike Stern, Russel Ferrante, Danilo Rea, Javier Girotto, Eddy Palermo, Andrea Beneventano, Sandro Deidda, in campo pop, tra gli altri, ha accompagnato Ron, Luca Barbarossa, Claudio Baglioni. Il trio aprirà il primo set affrontando un repertorio di brani originali e standard jazz dal bacino mainstream, a seguire open jam session con tutti i musicisti che vorranno dare il loro contributo umano e musicale.

Sul palco Andrea Romanazzo (contrabbasso), Sebastian Marino (piano) e Alessandro d’Anna (batteria).

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Martedì 9 – Da Nu Jazz Quartet

La formazione nasce a Roma dalla passione dei componenti per lo smooth jazz, una delle poche formazioni in Italia che rappresenta questo genere. Il repertorio dei Da Nu Jazz Quartet spazia dalle musiche di Herbie Hancock, Grover Washington, David Sanborn, Dave Grusin, George Duke, Maceo Parker, Yellowjackets ad arrangiamenti moderni di classici della musica soul (Michael Jackson, Stevie Wonder, Gloria Gaynor) e jazz.

Sul palco Costantino Ladisa (sax & EWI),Francesco Puglisi (basso), Antonio Iammarino (pianoforte e tastiere) e Andy Bartolucci (batteria).

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Mercoledì 10 – Jam session jazz

La formazione aprirà il primo set per poi lasciare spazio alla jam session aperta. Il pubblico e i musicisti che vorranno dare il loro contributo umano e musicale, potranno esibirsi sul palco assieme alla band.

Sul palco da Giuseppe Ricciardo (sax), Gino Cardamone (chitarra), Andrea Nunzi (batteria) e Giuseppe Talone (contrabbasso).

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Giovedì 11 – Ricciardbop Sestet

Il gruppo propone un repertorio incentrato sugli standard della tradizione jazzistica, riarrangiati al fine di rendere i tre strumenti “solisti” cooperanti nell’esposizione del tema e degli special dei brani. Sul palco Giuseppe Ricciardo (sax tenore), Tiziano Ruggeri (tromba), Stefano Angeli (piano), Gino Cardamone (chitarra), Giuseppe Talone (contrabbasso) e Andrea Nunzi (batteria).

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Venerdì 12 – Lucrezio De Seta Movin’ On quartet

Un progetto in cui confluiscono diverse anime, diversi approcci che spingono l’arte a non fermarsi mai, a mutare pelle, ad andare avanti senza un punto fisso. Questa l’essenza di Movin ‘On, primo disco che porta la firma del batterista romano Lucrezio de Seta, che per la prima volta sarà di scena con questa formazione sul palcoscenico dell’Elegance Cafè. Ad accompagnato in questa avventura Ettore Carucci al pianoforte, Leonardo De Rose al contrabbasso e lo special guest Paolo Recchia al sax alto, musicisti e compagni di un’avventura cominciata nel 2014 che unisce tradizione e sperimentazione. Pur essendo un progetto di jazz, infatti, in Movin ‘On non mancano le contaminazioni con la tradizione popolare, con la cultura orientale, senza nulla togliere ad un’improvvisazione fluida e coinvolgente che trova la massima ispirazione nella tradizione Bebop. Uno spirito, dunque, che spinge ad andare avanti e che pervade ogni brano del disco, ogni singola nota, ogni inciso, ogni frase musicale, senza lasciare nulla al caso, premiando l’interplay, il lavoro collettivo e in sintesi la forza di un quartetto che sa come calibrare il suo potenziale. Brani che pur essendo di diversa estrazione hanno come minimo comun denominatore la curiosità e lo spirito di un batterista versatile, eclettico a cui piace spaziare tra diversi stili musicali.

Sul palco Lucrezio de Seta (batteria), Ettore Carucci (pianoforte), Leonardo De Rose (contrabbasso) e Paolo Recchia (sax).

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Sabato 13 – Jeito De Funk

Progetto musicale di recente formazione che attinge dal repertorio della musica popolare brasiliana con profonde radici nel samba, contaminandolo con ritmi e armonie del Nord America. La voce è quella di Elisa Mini, notevole il tocco della batteria di Andrea Cangianiello, un esperto dei ritmi brasiliani, con il pianoforte di Emiliano Pari, la chitarra di Jacopo Barbato e il basso di Andrea Romanazzo. Brani di Joao Bosco, Tania Maria, Ivan Lins, Djavan e molti altri, un “jeito” funk (modalità funk), ma, anche tradizionale brasilianità in quintetto.

Sul palco Elisa Mini (voce), Andrea Cangianiello (batteria), Jacopo Barbato (chitarra), Emiliano Pari (pianoforte) e Andrea Romanazzo (basso). https://dl.dropboxusercontent.com/u/32185142/Elisa%20Mini.jpg

Domenica 14 – Concerto allievi scuola di musica “Il Polistrumentista”

Concerto di fine corso degli allievi della scuola di musica “Il Polistrumentista” diretta da Luca Chiaraluce, polistrumentista e didatta. Diverse formazioni si cimenteranno in molteplici stili jazzistici suonando brani dei migliori autori e degli stili jazz più frequentati, da Chet Baker con il cool, alla fusion con Frank Zappa, passando per il modale con Coltrane e per il bop con Parker. Quartetti e quintetti formati da chitarra, pianoforte, contrabbasso, batteria e in alcuni anche voce, nei gruppi insieme agli allievi sarà sempre il loro maestro Chiaraluce, stimolandoli nell’interplay e nella scoperta dell’esperienza jazzistica.

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Lunedì 15 – Jam session jazz con Romanazzo & Friends

Bassista e contrabbassista di carattere eclettico, spazia liberamente tra jazz ,pop e rock. Ha avuto esperienze dal vivo con musicisti del calibro di Mike Stern, Russel Ferrante, Danilo Rea, Javier Girotto, Eddy Palermo, Andrea Beneventano, Sandro Deidda, in campo pop, tra gli altri, ha accompagnato Ron, Luca Barbarossa, Claudio Baglioni. Il trio aprirà il primo set affrontando un repertorio di brani originali e standard jazz dal bacino mainstream, a seguire open jam session con tutti i musicisti che vorranno dare il loro contributo umano e musicale.

Sul palco Andrea Romanazzo (contrabbasso), Domenico Sanna (piano) e Andrea Nunzi (batteria).

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Martedì 16 – Natural Quartet

Il progetto nasce nella primavera del 2015 per propone un repertorio tra il jazz e l’r’n’b.

Sul palco Fabrizio De Rubeis (voce), Gabriele Pistilli (sax), Alessandro Duccio Luccioli (batteria) e

Andrea Cantoni (piano).   

Mercoledì 17 – Jam session jazz

La formazione aprirà il primo set per poi lasciare spazio alla jam session aperta. Il pubblico e i musicisti che vorranno dare il loro contributo umano e musicale, potranno esibirsi sul palco assieme alla band.

Sul palco da Giuseppe Ricciardo (sax), Enrico Bracco (chitarra), Andrea Nunzi (batteria) e Stefano Nunzi (contrabbasso).

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Giovedì 18 – Pierluca Buonfrate Italiamericana Quartet

La band del vocalist/crooner Pierluca Buonfrate propone una rivisitazione ed un omaggio ai grandi interpreti di origine italiana protagonisti della scena musicale americana degli Anni ‘40 e ‘50. Louis Prima, Dean Martin, Perry Como e naturalmente Frank Sinatra. Lo swing ed il jive sono il filo conduttore del repertorio di questi classici, da “just a gigolo” a “buonasera signorina” , con un piccolo omaggio anche agli swinger nostrani.

Sul palco Pierluca Buonfrate (voce), Francesco di Gilio (piano), Giulio Ciani (contrabbasso), Alberto Botta (batteria) e Giuseppe Ricciardo (sax).

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Venerdì 19 – Palma & De Cristofaro Quartet

La la filosofia del jazz, con le espressioni eternamente libere, li coinvolge in un percorso in continua evoluzione, articolato tra le intime sonorità del dialogo chitarra-voce e i ritmi incalzanti dello swing.

Ad arricchire la loro proposta musicale, sempre personale e coinvolgente, è l’ispirazione agli standard americani di compositori di grande spessore, tra i quali Cole Porter, Duke Ellington, Rodgers & Hart, George & Ire Gershwin e Benny Goodman, che ha portato alla registrazione del cd “Blame It On My Youth”.

Sul placo Davide Palma (voce), Terenzio De Cristofaro (chitarra), Stefano Nunzi (contrabbasso) e Giovanni Campanella (batteria).

Sabato 20 – Tankio Band

La formazione guidata da Riccardo Fassi  ha avuto un grande successo di critica e di pubblico per il temperamento ed il carattere originale delle sue proposte tra le quali spicca il formidabile  tributo a Frank Zappa. Una personalissima sintesi di jazz orchestrale, avanguardia, funk, melodie seducenti, improvvisazione e molto altro. L’orchestra presentare vari progetti attingendo dal suo vasto repertorio: da Jelly Roll Morton a Duke Ellington, da Monk a Mingus, passando per le composizioni originali di Fassi alle musiche da film di Morricone, Rota e Monty Norman.

Sul palco Riccardo Fassi (piano,tastiere), Claudio Corvini (tromba), Giancarlo Ciminelli (tromba), Roberto Pecorelli (trombone basso), Massimo Pirone (trombone), Sandro Satta (sax alto), Michel Audisso (sax soprano, alto), Torquato Sdrucia (sax baritono), Pierpaolo Bisogno (vibrafono), Steve Cantarano (contrabbasso) e Pietro Iodice (batteria).

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Domenica 21 – Massimo Pirone evergreen

Progetto dedicato agli evergreen cioè i brani che più altri hanno segnato il tempo facendo una vera e propria colonna sonora, i pezzi famosissimi sono riarrangiati in chiave jazz, funk e raggae per conferire una varietà ritmica ad un concerto unico. Il repertorio comprende brani come “Georgia on my mind” nella versione di Ray Charles oppure “All the way” resa celebre da Frank Sinatra, dai Beatles a Stevie Wonder rivisitati ed esaltati nella loro bellezza.

Sul palco Mimma Pisto (voce), Massimo Pirone (trombone), Vincenzo Lucarelli (organo hammond) e Massimiliano Delucia (batteria.

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Lunedì 22 – Jam session jazz con Romanazzo & Friends

Bassista e contrabbassista di carattere eclettico, spazia liberamente tra jazz ,pop e rock. Ha avuto esperienze dal vivo con musicisti del calibro di Mike Stern, Russel Ferrante, Danilo Rea, Javier Girotto, Eddy Palermo, Andrea Beneventano, Sandro Deidda, in campo pop, tra gli altri, ha accompagnato Ron, Luca Barbarossa, Claudio Baglioni. Il trio aprirà il primo set affrontando un repertorio di brani originali e standard jazz dal bacino mainstream, a seguire open jam session con tutti i musicisti che vorranno dare il loro contributo umano e musicale.

Sul palco Andrea Romanazzo (contrabbasso), Andrea Beneventano (piano) e Alessandro Marzi (batteria).

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Martedì 23 – New Soul City

La formazione propone prevalentemente una soluzione di new soul, talvolta contaminato con generi di confine. Brani di Erykah Badu, The Cinematic Orchestra, India Arie, Janelle Monae, Jill Scott, Rachelle Ferrell e molti altri grandi del new soul. Un viaggio nella New Soul City, dove le dancefloor non sono mai vuote, attraverso la potente base ritmica coinvolgente, alternata con chitarra, tastiera e la grinta della vocalist.

Sul palco Valeria Di Castri (voce), Mirko Mancini (chitarra), Feliciano Zacchia (tastiere), Toto Giornelli (basso) e Alessandro Luccioli (batteria).

Mercoledì 24 – Jam session jazz

La formazione aprirà il primo set per poi lasciare spazio alla jam session aperta. Il pubblico e i musicisti che vorranno dare il loro contributo umano e musicale, potranno esibirsi sul palco assieme alla band.

Sul palco da Giuseppe Ricciardo (sax), Enrico Bracco (chitarra), Andrea Nunzi (batteria) e Stefano Nunzi (contrabbasso).

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Giovedì 25 – Segnali Project

Il live dei Segnali Project prevede due set dove, oltre ai brani dell’ultima opera “Ogivale” verranno eseguiti brani del precedente lavoro “Aliante” nonché composizioni di Lee Ritenour, Mike Stern, Spyro Gyra e Uzeb, tutte rielaborate dalla band con il suo personalissimo stile. Musiche originali sulla scia del funky, del jazz elettrico e californiano, dove tutta la musicalità e incentrata sul groove.

Stefano Lattanzi (chitarra), Claudio Bevilacqua (chitarra e synth), Stefano Carofei (batteria), Pino Zanzonico (basso) e Pierluigi Campili (piano e tastiere).

Venerdì 26 – Vahimiti “Motown Dream” Quartet

Vahimiti è una cantautrice cresciuta attraverso le vibrazioni del soul, dell’hip hop, dell’r’n’b, del blues, del jazz ed il mito e le note della cultura Maori. La sua musica è un insieme di queste influenze e si muove spontaneamente fra soul, richiami etnici e mediterranei.

Sul palco Vahimiti (voce), Chiara Cortez (cori), Emiliano Pari (tastiere) e Giuseppe D’Ortona alla batteria.

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Sabato 27 – Xingo Quartet

Il nome del quartetto guidato dal batterista Mauro Salvatore prende spunto dal nome del fiume brasiliano Xingu e propone un tributo ai grandi compositori della musica brasiliana tradizionale e contemporanea. Da Jobim a Djavan, da Baden Powell a João Bosco, unitamente a composizioni originali della band in stile latin. Il gruppo ha al suo attivo prestigiosi concerti in radio, club e festival nonché collaborazioni con Jim Porto e Robertinho De Paula.

Sul palco Laura Sciocchetti (voce), Lewis Saccocci (piano), Dario Piccioni (basso) e Mauro Salvatore (batteria).

Domenica 28 – Quartettomei

Alessandro Tomei nasce a foggia nel 1972. Nel 1993 si diploma in sassofono con il massimo dei voti presso il conservatorio di Frosinone sotto la guida del M° Bettazzi. Successivamente frequenta i corsi di perfezionamento musicale presso il C.P.M. di Siena jazz dove studia con Klauss Lessmann e Mauro Grossi e si diploma all’UM (Università della Musica) di Roma oltre ad ottenere un attestato di frequenza presso Fonopoli ed il DIMI (Dipartimento per l’Innovazione Musicale). Trasferitosi a Roma inizia da subito un’intensa attività concertistica nei maggiori locali della capitale collaborando con numerosi jazzisti dell’area romana. Il suo quartetto esegue standard e composizioni originali di Tomei e Fraternali.

Sul palco Alessandro Tomei (sax), Alex Fraternali (chitarra), Fabrizio Cucco (basso) e Matteo Bultrini (batteria).

Lunedì 29 – Jam session jazz con Romanazzo & Friends

Bassista e contrabbassista di carattere eclettico, spazia liberamente tra jazz ,pop e rock. Ha avuto esperienze dal vivo con musicisti del calibro di Mike Stern, Russel Ferrante, Danilo Rea, Javier Girotto, Eddy Palermo, Andrea Beneventano, Sandro Deidda, in campo pop, tra gli altri, ha accompagnato Ron, Luca Barbarossa, Claudio Baglioni. Il trio aprirà il primo set affrontando un repertorio di brani originali e standard jazz dal bacino mainstream, a seguire open jam session con tutti i musicisti che vorranno dare il loro contributo umano e musicale.

Sul palco Andrea Romanazzo (contrabbasso), Francesco Poeti (piano) e Andy Bartolucci (batteria).

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Martedì 30 – Emphatia Jazz Duo

Empathia é un progetto musicale concepito, maturato e prodotto a San Paolo in Brasile che dosando sfumature e gradazioni di swing, jazz, soul e bossa-nova ha creato un suono originale, impreziosito da numerosi dettagli e quanto mai difficile da etichettare.

Sul palco Mafalda Minnozzi (voce e percussioni) e Paul Ricci (chitarra).

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Fabio Tullio 4et @ Alexanderplatz

Continua la serie fortunata dei bei concerti ai quali ho occasione di assistere in questo periodo. Un disco, dal curioso titolo Ogopogo, appena pubblicato sulle piattaforme digitali, è il pretesto per l’uscita di questo strepitoso quartetto che ieri sera, sul palco dell’Alexanderplatz, ha dato prova di poter tenere testa a qualunque star mondiale del Jazz. E se questa affermazione vi sembra esagerata fidatevi, è solo perché ieri sera non c’eravate…

Fabio Tullio (sax tenore, sax soprano), Alessandro Gwis (pianoforte), Luca Pirozzi (basso elettrico) e Massimiliano De Lucia (batteria) non hanno bisogno di presentazioni. Tutti musicisti di esperienza e talento, tutti in prima linea nel Jazz, già sulla carta si presentavano come una formazione di tutto rispetto. Ma quello che è scaturito è stato a mio avviso qualcosa di diverso e di più.

Di diverso perché, a dispetto dell’età (non me ne vogliano ma nessuno dei quattro ha più vent’anni), il sound che è venuto fuori è moderno, aperto ed internazionale. Un suono che ci saremmo aspettati da un gruppo americano, per dire. Di più, perché le composizioni, tutte originali a firma di Fabio Tullio a parte Footprints (Wayne Shorter), eseguita in apertura di secondo set, hanno un respiro che va anche oltre il Jazz, aspirando ad essere musica che prescinde dalle etichette, pur rimanendo Jazz fin nelle viscere.

Il brio di questa formazione emerge da subito, a partire da Sonni, il brano d’apertura del concerto. Ad un trascinante solo al sax tenore di Tullio fanno da contraltare le swinganti frasi di Gwis, a tratti disposte su intervalli di quarta, ripetute con variazioni a distanza di semitono le une dalle altre. Irruento, quasi un piano inclinato verso un fantastico baratro, l’accompagnamento di Pirozzi (al basso elettrico per la rottura del suo contrabbasso durante le prove), che morde il freno rendendo urgente ogni singola nota pizzicata, in bilico sull’acme del godimento musicale più sfrenato. Godimento ben sottolineato dal drumming preciso e tagliente di De Lucia. Scambi di 8 battute su 4 concludono il giro prima dell’head finale.

La cifra del concerto è racchiusa già tutta nel primo brano, dunque, ma sarebbe un delitto non scrivere di Mr. Chron, “dedicato” da Tullio al morbo col quale convive da anni e che rappresenta forse una sorta di autoanalisi dell’autore; o non parlare del divertente Ogopogo, la title track del disco, un titolo palindromo per un brano palindromo, nel quale il tema è eseguibile da capo a coda o da coda a capo con lo stesso risultato sonoro, e nel quale gli assoli stessi si invertono e, come in un vortice spazio-temporale, dopo la volta del sax del piano e del basso si torna indietro, di nuovo col solo di piano e poi di sax, per poi tornare al tema. Un brano con echi cool (mi vengono in mente Lennie TristanoLee Konitz, su tutti) che stuzzica la curiosità su più livelli.

La vena ironica di Tullio viene fuori in tanti titoli curiosi, come da lui stesso sottolineato durante la presentazione dei vari brani, ad esempio in Qwerty, un titolo buttato a caso digitando i primi cinque tasti della tastiera del computer ma che nulla lascia al caso nella struttura del brano essendo un even eights sofisticato, giocato su un tempo in 7/4, che ad una lunga introduzione di basso fa seguire un tema di ispirazione latin che avviluppa gli ascoltatori, traghettandoli con maestria verso la sezione degli assoli.

Non mancano brani marcatamente sentimentali come Love Song, introdotta al piano da Gwis (mi ha ricordato alcune cose di Sakamoto) e con un tema suddiviso in una parte lenta, quasi filmica, ed una parte up-tempo, che dà verve all’impalcatura sonora e ci costringe a battere il piede.

Non mancano nemmeno altri riusciti espedienti, come una sorta di puntillismo tra soprano e basso in Asterischi vari, un brano nel quale prevalgono atmosfere in out playing, nel solo di soprano, e di ispirazione araba nel solo di piano, solo di piano che si apre poi in una serie di block chords a creare dei riff perfettamente funzionali al brano stesso.

Tanto divertimento, ma anche impegno ambientalista con Gea, meravigliosa composizione che sembra riprodurre il respiro di Madre Terra, nel quale su un pedale di piano si innesta il tema del tenore, tema composto da frasi brevi alternate a note lunghe, di grande attitudine evocativa.

Infine, Tuning Tune è l’esplosione finale, una teoria ininterrotta di note palleggiate tra i vari solisti, un turbinio eccitante che ci dà la conferma finale, se mai ce ne fosse bisogno, che questo gruppo e questo disco sono qualcosa di notevole, che non si può non ascoltare se si va dicendo in giro di amare il Jazz. L’ho detto, poi fate come volete.

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il Jazz ascoltato nei club romani