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Radio Tre omaggia Massimo Urbani

Ieri sera, nella sala A di Via Asiago in Roma, Radio Tre ha trasmesso in diretta, in occasione del ventennale della sua morte, un concerto-omaggio a Massimo Urbani. La serata, con la competente e piacevole conduzione di Pino Saulo, ha visto avvicendarsi varie formazioni.

In apertura Animali Urbani Quintet, con Maurizio Urbani (fratello di Massimo, sax tenore, sax soprano), Federico Laterza (piano, synth), Tiziano Ruggeri (tromba), Luca Pirozzi (basso elettrico), Alessandro Marzi (batteria). Suggestiva, tra le altre, la versione di A Trane From The East, brano di ispirazione coltraniana presente sull’album Easy To Love, edito nel 1987 da Red Records, qui fondato su un ostinato di piano suonato sulla parte bassa della tastiera e rallentato quel tanto che basta per infondere allo stesso un senso di misticismo e di memoria, quasi fosse la colonna sonora del film della vita di Massimo.

È seguita l’esibizione del duo composto  da Mauro Verrone (sax alto, sax soprano) e Luigi Bonafede (piano), i quali hanno incantato la platea con Preghiera, scritto da Bonafede in omaggio all’amico scomparso.

La serata è proseguita poi con il trio di Ivano Nardi (batteria), Eugenio Colombo (sax) e Marco Colonna (clarinetto basso), a testimoniare la sperimentazione e le influenze, molte e variegate, che hanno contribuito a formare la musicalità di Massimo Urbani.

L’evento, infine, si è pirotecnicamente concluso con il quartetto di Rosario Giuliani (sax alto), con Roberto Tarenzi (piano), Alex Boneham (contrabbasso) e Marco Valeri (batteria), una dimostrazione tangibile di quanto il Jazz italiano abbia da dire, anche a livello internazionale. Giuliani, tra l’altro vincitore nel 1996 della Prima Edizione del Premio Massimo Urbani, ha eseguito per la prima volta Max, da lui stesso scritto e dedicato per l’occasione al grande sassofonista scomparso.

Interessanti gli interventi, nel corso della serata, di Carola Di Scipio, Adriano Mazzoletti, Luigi Onori.

Un concerto bello, con tanto pubblico affettuoso, di quei concerti che non si dimenticano. W Massimo Urbani!

FRINGE Torino Jazz Festival

TJF Fringe

Venerdì 26 aprile prende il via la maratona musicale della sezione FRINGE del Torino Jazz Festival che fino al 30 aprile propone una variegata e originalepanoramica sul jazz contemporaneo. Per cinque sere e cinque notti il cuore della città pulserà a ritmo di jazz: dal fiume Po a Piazza Vittorio Veneto e dintorni un flusso continuo di musica e di happening coinvolgerà più di 150 musicisti in oltre 60 concerti.

La prima “Sera FRINGE”si accende alle 19.00 in Piazza Vittorio con le “note in movimento” del quintetto Iparenti della sposa che animerà l’intera piazza marciando a suon di balkan, latin, folk e jazz. Alle 19.30 a La Drogheria (Piazza Vittorio Veneto 18) Luigi Tessarolloe Fulvio Chiara misureranno i suoni in una sorta di sound check aperto a tutti per preparare chitarra e tromba al concerto che seguirà piu tardi.

Alle 20.00 saranno ben 4 le esibizioni in contemporanea: al Blah Blah (Via Po 21) il trombonista Flavio Boltro riunirà a trent’anni di distanza il suo storico trio e con Furio Di Castri e Manhu Roche ci stupirà in vistuosismi di tromba, contrabbasso e batteria; al Café Des Arts, (Via Principe Amedeo 33) ascolteremo il groove anni ‘70 e le pungenti armonie d’ispirazione davisiana con il Max Carletti Trio e le loro composizioni originali, calde e coinvolgenti; al Circolo Canottieri Esperia (Corso Moncalieri 2), il grande pianista Luigi Bonafede, che vanta collaborazioni con Kenny Clarke, Lee Konitz, George Coleman, Billy Cobham ed Enrico Rava, si esibirà con il sassofonista nostrano Emanuele Cisi, il trombettista Giampaolo Casati, il contrabbassista Alessandro Maiorino e il batterista Maurizio Cuccuini, e per chi desiderasse unire musica e buona cucina sarà possibile cenare al Circolo (previa prenotazione); intanto, al Fringe Stage (palco temporaneo al lato destro dei Murazzi) il sassofonista torinese Gigi Di Gregorio guiderà una nutrita ensemble di strumentisti che suoneranno musica energica e coinvolgente arrangiando grandi classici di Duke Ellington, Bud Powell e Miles Davis.

A “battezzare” l’inizio della prima “Notte Fringe” sarà Furio Di Castri, eclettico contrabbassista e curatore artistico del FRINGE, che si esibirà alle 23.00 da una zattera galleggiante sul fiume Po, di fronte al Circolo Canottieri Esperia, nell’urlo dei Murazzi, un assolo musicale on the river che darà simbolicamente il via alle proposte musicali della notte.

Alle 23.15 il FRINGE tornerà sulla terra ferma con Gigi Di Gregorio e la sua ensemble per animare il Fringe Stage ai Murazzi con una seconda session di rivisitazioni di grandi classici jazz, mentre al Circolo Canottieri Esperia tornerà a suonare il quintetto di musicisti capeggiati da Luigi Bonafede e, contemporaneamente, il Caffè del Progresso (Corso San Maurizio 69) sarà invaso dai sapori magrebini, andalusi, argentini e balcanici dei Canone Controverso che mescolano i colori e le atmosfere della musica da camera e del jazz (a seguire Jam Session). Alle 23.30, Luigi Tessarollo e Fulvio Chiara presentano a La Drogheria il progetto discografico Musica del piemonte tra passato e presente, un’amalgama di melodie senza tempo della tradizione piemontese e suoni jazz.

E saranno due gli appuntamenti musicali di mezzanotte che chiuderanno il sipario sulla prima maratona musicale del FRINGE: al Lab (Piazza Vittorio Veneto 13) il dj e produttore elettronico Hugo presenterà in anteprima il progetto Hugo & The Prismatics, una contaminazione psichedelica di suoni e generi tra sonorità del primo Miles Davis elettrico, i ritmi dell’elettronica dance contemporanea e le sorprese dell’improvvisazione; mentre al Magazzino sul Po (Murazzi del Po 14), il nuovo gruppo di Luigi Martinale, vigoroso pianista e compositore di arrangiamenti dal suono assolutamente originale, proporrà una sezione ritmica solida, versatile e fantasiosa con momenti d’insieme di grande impatto e scorci d’intenso lirismo.

> FRINGE IN THE BOX

Oltre al programma rivolto al pubblico, venerdì 26 aprile inizia anche il “Fringe in the Box”, novità di questa edizione 2013 del FRINGE, un esperimento inedito e unico nel suo genere che vuole delineare una prospettiva concreta nella relazione tra jazz ed elettronica attraverso il ricco bagaglio musicale dei giorni del FRINGE. Ideato e curato da Ugo Basile e Francesco Pistoi, il “Fringe in the Box” sarà una vera e propria “officina musicale”: ogni giorno fino al 30 aprile alcuni jazzisti del FRINGE saranno invitati in un “box”, un appartamento che affaccia su Piazza Vittorio Veneto e si trasformerà in studio di registrazione, per registrare cinque minuti della propria composizione sonora. I loro suoni saranno campionati e le tracce messe a disposizione in tempo reale di un pool di produttori internazionali di elettronica che le potranno smontare e rimontare secondo la propria chiave di lettura. Le creazioni musicali prodotte dalla singolare orchestra virtuale del “Fringe in the Box” faranno parte di un’uscita discografica in vinile, cd e mp3, pubblicata da Fringe – etichetta musicale di “Fringe In The Box” – e distribuita da Word and Sound (Berlino).

Venerdì 26 parteciperanno al progetto “Fringe in the Box” i musicisti Paolo Porta (sax), Alessandro Chiappetta (chitarra elettrica), Max Carletti (chitarra elettrica) e Gilson Silveira (percusioni).

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Durante i giorni del FRINGE la musica jazz verrà accompagnata dall’arte culinaria grazie alla partnership con events and us e Marachella Gruppo;ogni giorno dalle 16.00 all’01.00, presso gli stand dell’area catering vicina al Fringe Stage, verranno serviti piatti della tradizione piemontese e alcuni drink reinterpretati in chiave jazz.

Inoltre, per la prima volta in un contesto festivaliero, si sperimenterà al FRINGE una nuova modalità di interazione con il pubblico: chi verrà ai concerti con la app ProxToMe installata sul proprio iPhone o Android riceverà video e brani musicali in real time. Si creerà così uno scambio e una contaminazione dei concerti live anche nel mondo virtuale.

Tutti gli appuntamenti in programma al FRINGE sono aperti al pubblico e ad ingresso gratuito, ad eccezione delle sessioni musicali del “Fringe in the Box”, dedicate esclusivamente ai musicisti coinvolti.

(Ufficio Stampa Fringe)

Jouer le Jazz

“Se i francesi dicono jouer e gli inglesi dicono to play, vuol dire che suonare è anche un gioco”, questo mi ha detto Mauro Verrone alla fine del concerto che ha tenuto ieri sera al 28DiVino Jazz in occasione del suo compleanno.  E ad ascoltare il quartetto di Mauro, in effetti, si percepisce lo spirito giocoso e allegro del suo approccio.

Psychotone Birthday il titolo dell’evento. I nomi: Mauro Verrone (sax alto), Luigi Bonafede (piano), Daniele Basirico (basso elettrico), Massimiliano De Lucia (batteria). L’occasione: il cinquantunesimo compleanno di Mauro Verrone. La platea è piena di musicisti, venuti a salutarlo e a godersi due ore di bebop allo stato puro.

Fin dall’inizio, le note del sax inondano la sala: copiose e scoppiettanti, plasmate non solo dal soffio ma da tutta la fisicità di Mauro Verrone. Scale bebop, pentatoniche, sequenze, cromatismi, scherzi (come la sostituzione di una nota alta con quella all’ottava più bassa), tutto questo mi mette allegria e mi riconcilia con la vita. In ogni assolo troviamo citazioni e frammenti tratti dalla tradizione e non solo: da Sault Peanuts a Confirmation, senza tralasciare la musica classica. In ogni tema c’è sempre un tocco di personalità, e mi viene in mente il bridge di Oleo eseguito solo dalla batteria. Non è da meno il bravo Luigi Bonafede, già pianista di Massimo Urbani, venuto da Alessandria per l’occasione. Anche lui è bebop, e la sua smania allegra è incontenibile perfino in una ballad come Soul Eyes, di Mal Waldron, nella quale l’assolo inizia e prosegue con frasi pregne di stilemi tipici del blues. Il tutto condito da Daniele Basirico al basso elettrico 6 corde, che apporta un ingrediente meno usato (ma non meno degno di interesse) in questo specifico ambito, e dal vervoso Massimiliano De Lucia alla batteria, da tempo al fianco di Verrone e quindi collaudatissimo.

La festa prosegue, con gli ospiti Paolo Tombolesi al piano, Mimma Pisto alla voce, Angelo Olivieri alla tromba. Ancora una volta, via Mirandola diventa una macchina del tempo che ci riporta all’epoca d’oro. E non manca la nostalgia per un grande sassofonista italiano, Massimo Urbani, che di molti dei musicisti presenti è stato amico e sodale, nostalgia palpabile nella scelta di brani da lui amati e suonati, come Speak Low, brano che chiude la serata.

Che bello il Jazz, che bello il gioco. E che bello quando le due cose coesistono.

Mauro Verrone @ 28DiVino Jazz
Mauro Verrone @ 28DiVino Jazz
Luigi Bonafede @ 28DiVino Jazz
Luigi Bonafede @ 28DiVino Jazz