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L’etichetta 28 Records debutta con un concerto alla Casa del Jazz

Ebbene sì, in un periodo di crisi del mercato discografico esistono ancora dei folli che fondano una etichetta. I folli in questione si chiamano Natacha Daunizeau e Marc Reynaud, rispettivamente proprietaria e direttore artistico del 28DiVino Jazz, il club romano a forte vocazione scout talenting.

La 28 Records esordisce con il disco Our Ground, registrato dal vivo il 10 aprile 2014 al 28DiVino Jazz Club. Il disco è a firma di Marco Colonna (sax tenore, clarinetto basso), con Fabio Sartori (Hammond), Stefano Cupellini (batteria), ed è difficilmente classificabile senza scadere in etichette che sempre troppo poco dicono della musica suonata. Si tratta di improvvisazione, senza dubbio, in grado però di definire sempre una qualche struttura che offre più di un appiglio anche all’ascoltatore meno avvezzo. Un approccio pan-modale basato sul groove, un free che ho già in passato definito “sostenibile” proprio perché ben radicato in un “senso” musicale tradizionale, cosa questa che permette una chiave di decifrazione alla portata di tutti.

Domani sera, alla Casa del Jazz, verrà dunque presentato il disco e si terrà un concerto nel quale, oltre al trio base di Colonna, si esibiranno anche Claudio Martini (fagotto) e Danielle Di Majo (sax contralto, sax soprano). Una grande festa dove, oltre a godere del concerto dal vivo, sarà anche possibile acquistare il CD. Da non perdere.

Registrazione live del disco Our Ground, 28DiVino, Roma, 10 aprile 2014

venerdì 27 febbraio 2015 ore 21
MARCO COLONNA “MC3  UNITY”
Marco Colonna (clarinetto, cl. basso, sax tenore)
Claudio Martini (fagotto)
Danielle Di Majo (sax contralto, sax soprano)
Fabio Sartori (hammond, pianoforte)
Stefano Cupellini (batteria)
Ingresso euro 10

Recensione del concerto del 10 aprile 2014

Pagina ufficiale Casa del Jazz

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Energia = mc3

Un termine abusato, energia, che però rende molto bene l’impatto di questo trio rispondente al nome MC3 e composto dal leader Marco Colonna (sax tenore, clarinetto basso), Fabio Sartori (Hammond), Stefano Cupellini (batteria).

Un approccio pan-modale basato sul groove, come ci ha detto ieri lo stesso Marco Colonna alla fine di una serata speciale: la registrazione dal vivo del primo disco prodotto dalla nascente 28 Records, etichetta del 28DiVino Jazz, club che da qualche anno si è imposto sulla scena romana come uno dei più attenti ai progetti originali, selezionati in base alla sensibilità del direttore artistico Marc Reynaud senza discriminazioni di sotto-genere.

I brani, tutti originali salvo A Call For All Demons (Sun Ra) e Come Sunday (Duke Ellington), si snodano a volte intorno ad una cellula ritmica, spesso impostata dall’Hammond del bravo Sartori a partire da un ostinato di basso suonato sul manuale inferiore, eventualmente contrappuntato da accordi e cluster, con l’innesto di interventi percussivi ad opera del bravo Stefano Cupellini; come nel citato brano di Sun Ra, dove Colonna ha modo di sovrapporre un tema suadente, suonato con il clarone.  Altre volte è il clarone a prendere l’iniziativa, come ne La piccola venere,  dedicato alle donne soldato e frutto della esperienza africana del musicista, nel quale il tema, basato su riff, viene poi doppiato, nel secondo “A”, dai bassi dell’Hammond.

Ad una esposizione dei temi prevalentemente tonale e con una struttura più o meno definita fa da contraltare un impianto solistico basato su quello che definirei “free sostenibile”, ovvero una esplorazione dell’ignoto che ci permette di avventurarci al buio pur avendo in tasca la nostra torcia a pile, che ci dà la sicurezza e la tranquillità per goderci beatamente il brivido dell’inesplorato. Un approccio senz’altro interessante, che coniuga sperimentazione ed esigenze performative, in un riuscito mix che incolla l’ascoltatore alla sedia e che non manca di soddisfare anche i palati più difficili o gli avventori più scettici.

Bello e pieno il suono di Marco Colonna, che riesce ad essere sempre qui ed ora, quando leggero “in punta di ballad“, quando virtuoso (con utilizzo di slap, sovracuti e respirazione circolare), quando bop e quando blues (si veda Blues For Fil, dedicato al sassofonista Filippo Bucci).

Il concerto è finito, il disco è stato registrato e da subito iniziamo il conto alla rovescia fino alla sua uscita, che avverrà presumibilmente dopo l’estate.

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Intervista radio a Marco Colonna e Marc Reynaud