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Al via Turbìne, rassegna di Jazz sulle sponde del Tevere

L’avanguardia è nei sentimenti. Su questa idea, mutuata da una frase pronunciata da Massimo Urbani nel film-intervista della fabbrica abbandonata, si basa Turbìne, la rassegna di Jazz che avrà luogo il 6 e 20 Novembre ed il 4 e 18 Dicembre 2015 presso TAG – Tevere Art Gallery in via di Santa Passera 25 a Roma.

“Quattro concerti giusto per cominciare”, per cogliere novità discografiche appena uscite, per ascoltare formazioni che non suonano abitualmente a Roma, per uscire fuori dalle etichette di genere (TAG) e provare a vedere il Jazz in chiave diversa da quella che è un “cervellotico assolo”.

Un progetto, si intuisce leggendo la pagina di presentazione, che mira a smuovere le acque, a rimescolare le carte ed a rinnovare l’interesse per il Jazz, dei tanti jazzofili ma anche di coloro che si avvicinano per la prima volta a questa musica nata dalla cultura afro-americana, che tanta strada ha fatto e tante altre culture ha incontrato e fatto proprie.

Dunque ben venga questa iniziativa di Milena Angelé, sensibile e raffinata sassofonista romana: di occasioni come questa il Jazz ne ha e ne avrà sempre bisogno.

Turbìne Musicali
//// 6 e 20 Novembre //// 4 e 18 Dicembre 2015
presso TAG – Tevere Art Gallery

Sito ufficiale e programma: http://turbinemusicali.org/

Via di Santa Passera, 25, 00146 – Roma
http://www.tevereartgallery.net/contatti/

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La resilienza di Milena

 Stasera mi capita di assistere ad un concerto e di accorgermi, all’improvviso, che non è necessariamente il suono muscolare che fa un sassofonista. D’accordo, ormai l’estetica più marcatamente bebop è lontanta nel tempo (ma nemmeno poi tanto, se si guarda ai tanti emuli di quel periodo d’oro), ma l’ascoltare Milena Angelè ed il suo sax tenore mi apre prospettive nuove. A voler fare un confronto ardito, potrei paragonare il suo sassofonismo al pianismo sensibile e poetico di Lyle Mays.

Inizia la ormai tradizionale rassegna Pinky High Jazz, che il 28DiVino dedica ogni anno al Jazz declinato al femminile: Milena Angelè (sax tenore) è accompagnata dal suo trio bassless, con Edoardo Ravaglia (piano e tastiere) e Mario Lineri (batteria) ed esegue brani originali oltre ad alcuni pezzi di Wayne Shorter (Footprints, Tom Thumb, ESP), dichiarato riferimento di Milena. L’occasione è propizia anche per parlare del suo disco Resiliency, appena uscito per l’etichetta Zone di Musica, che verrà presentato ufficialmente al Cantiere, in via Gustavo Modena 92, il prossimo 15 marzo.

Il concerto inizia con Footprints il cui tema, esposto dal sax tenore, è sostenuto dal comping di Ravaglia al sintetizzatore. L’atmosfera si fa subito fumosa, e si intravedono gli arredi di un club newyorchese degli anni 60, ma anche le nebbie di un porto nordeuropeo.

Si passa ad un intermezzo, scritto dal pianista Ravaglia, un 3/4 delicato che introduce il tema altrettanto delicato di Sliding a firma di Milena. Il mood poetico si percepisce senza soluzione di continuità anche in pezzi più up come Resiliency, la title track, mentre l’equilibrio ed il gusto della sassofonista sono sostenuti con grande dedizione e rispetto da parte dei suoi sodali, i quali non mancano di sottolineare o di arretrare qua e là, a seconda del caso.

In scaletta anche The Days Of Wine And Roses, l’indimenticato brano di Henry Mancini, e standard quali Moon River  e Night And Day.

Alla fine della serata ho l’occasione di fare due chiacchiere con Milena Angelè, a coronamento di quello che è stato sicuramente un concerto interessante e piacevole.

Su disco Milena è accompagnata da Edoardo Ravaglia al piano e tastiere, da Enrico Bracco alla chitarra, da Riccardo Gola al contrabbasso e da Fabio Sasso alla batteria.

Una ragazza da tenere d’occhio.

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Intervista radio a Milena Angelè

Milena sul sito Zone di Musica