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Fast recording @ Jazzit Fest

Nell’era del post fast food, ecco a voi… il fast recording! Siamo in via Luigi Masi 91, qui a Collescipoli, in una abitazione resa disponibile da un gentile collescipolano e nella quale è stata allestita una vera e propria sala di registrazione. Luciano Vanni l’ha chiamata “residenza creativa”, ed in effetti lo è: i musicisti che volessero possono entrare, suonare ed uscire con una traccia registrata e missata. Un sogno? No, è quanto approntato da Milk Music, una società di produzione musicale con sede a Roma, società che punta ad offrire un servizio completo dalla ideazione di un progetto alla registrazione alla grafica alla distribuzione. Una offerta che è comunque personalizzabile e che punta a dare all’opera del musicista una giusta visibilità.

Abbiamo visitato con grande piacere la residenza creativa Milk, abbiamo visto la sala regia sistemata in cucina e la sala ripresa nel salone delle feste con vista panoramica. Abbiamo messo anche le mani su un fantastico Fender Rhodes (e da pianista dico “Wow!”), a disposizione dei musicisti.

Mario Struglia di Milk ci ha raccontato un po’ di cose (intervista).

La regia di Milk in... cucina!
La regia di Milk in… cucina!

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milkstudios.it/music

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Jazzit Fest – ultima giornata

Siamo alla conclusione di questo Jazzit Fest, sottotitolo “Jazz Expo 2014”, e ci attende un’ultima notte di musica ed emozioni. Stamattina ho fatto colazione a due tavoli da quello di Paul Wertico, ho avuto modo di intervistare Ermanno Basso di Cam Jazz (intervista), ho conosciuto Sergio Gimigliano, l’organizzatore di Peperoncino Jazz (un festival itinerante che attraversa tutta la Calabria, altrà realtà interessante nel panorama dei festival jazz italiani), ho intervistato Nicola Mingo (intervista). A chiusura della mattinata ho intervistato poi Luciano Vanni, che il Jazzit Fest lo ha immaginato, progettato e realizzato (intervista). Vanni ci ha raccontato tutto, il perché ed il percome della sua iniziativa, ed ha espresso grande felicità e soddisfazione per quello che è un mezzo di scambio, di confronto e, prima ancora, di conoscenza tra operatori del settore. Non un festival dunque, ma un meeting, un luogo spazio-temporale nel quale guardarsi in faccia e parlare di Jazz, magari anche  discutendo animatamente. E per gli artisti una vetrina, la possibilità di esporre la propria musica attraverso degli showcase di mezz’ora, nella speranza di ottenere un contratto, degli ingaggi, o anche solo di vendere dei dischi. E di ingaggi ne sono stati fatti diversi, ci dice Vanni, per un importo di circa ventimila euro. “Per il prossimo anno punto a centomila euro”, prosegue Vanni, e l’entusiasmo di tutti, a partire dai musicisti stessi e fino agli operatori del settore, ci conferma che si è sulla strada giusta.

Poco fa ho avuto modo di visitare Milk Music, una residenza creativa dove una giovane casa di produzione discografica ha organizzato una sala di registrazione, nella quale qualunque musicista può entrare ed uscire con un disco completo di art work! (intervista)

A pochi passi, nella chiesa dell’Addolorata, Attilio Berni ha presentato il suo progetto Saxophobia, nel quale suona diversi sassofoni della sua collezione (intervista).

Stiamo per entrare nel vivo, vi racconteremo il resto del festival con interviste, post sui social network e foto. Let’s jazz on!