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Un certo Fabrizio Pieroni

È stata una piacevole sorpresa ritrovare ieri, dopo tanto tempo, Fabrizio Pieroni, pianista versatile ed incline al Jazz come alla Classica, al Blues come al Tango. L’occasione, il reading di Un certo Lucas, di Julio Cortàzar, presso la libreria Altroquando in via del governo vecchio, evento organizzato dalla casa editrice SUR (dietro la quale si cela Marco Cassini, patròn della Minimum Fax) e consistente nella lettura contemporanea del libro in diverse librerie della Capitale ma anche nel resto d’Italia.

Il reading ha visto la lettura dei micro racconti di Cortàzar da parte dello scrittore Giorgio Vasta, accompagnato al pianoforte da Fabrizio Pieroni. Devo ammettere che per me, appassionato di Jazz fino allo spasimo, è stato difficile seguire fino in fondo le parole, soprattutto quanto queste venivano sottolineate dalle note di Donna Lee (Charlie Parker), di Blue Monk o di Round Midnight (Thelonius Monk), magicamente interpretati da Pieroni.

La lettura è proseguita con Lucas e i suoi ospedali, Lucas e i suoi pianisti, e con la proiezione di un filmato in cui lo stesso Cortàzar legge Un piccolo paradiso. Fino ad Amore 77, che Pieroni chiude con una stupenda versione del tango de los tangos, La Cumparsita.

Una calda e piacevole serata nel centro della vecchia Roma, in un locale pieno di libri, con la possibilità di bere una buona birra, ascoltando dell’ottima letteratura, con l’accompagnamento di un bravo pianista. Cosa volere di più?

Monk, storia di un genio americano

Quando ho assistito alla sua presentazione, avvenuta il 23 febbraio scorso al Music Inn, avevo appena iniziato la lettura di questa molto particolare biografia di Monk, scritta da Robin D.G. Kelley ed edita in Italia da Minimum Fax con il titolo “Thelonius Monk – Storia di un genio americano”.

Intanto, la serata al Music Inn è stata un bellissimo pretesto per ascoltare un quartetto di ottimi musicisti, a partire da Maurizio Giammarco al sax, proseguendo con Roberto Tarenzi al piano, Dario Deidda al basso elettrico e Marco Valeri alla batteria. Il quartetto ha pescato diversi brani dal repertorio di Monk, interpretandoli in maniera personale e dando alla serata un mood molto gradevole. Sempre elegante e perfettamente controllato, Maurizio Giammarco ha dato l’ennesima prova (semmai ce ne fosse stato bisogno) di essere un grande talento del jazz. Bravi anche i suoi musicisti, con una menzione particolare per Dario Deidda, che ha saputo dare una pulsazione swingante e metronomica al tempo stesso, è una contraddizione in termini ma questo è stato quello che ho provato ascoltandolo.

E veniamo al libro; la prima cosa che salta all’occhio è una impostazione scientifica, basata su interviste, articoli e fonti varie, impostazione  che toglie di dosso a Monk quell’aura da personaggio strano, schivo e controverso. Quello che viene fuori è una persona a tutto tondo, non un personaggio, e tutte le sfaccettature della sua storia e del suo carattere vengono disvelate partendo dalle sue origini, dai suoi affetti familiari e amicali, per continuare con il suo esordio come musicista, le difficoltà dei primi tempi, il momento del grande successo ed il declino finale. La storia di un uomo, ancor prima che di un musicista,  e non la storia di una icona.

Il libro è molto dettagliato, e Kelley narra con dovizia di particolari di tutti i concerti, dei musicisti che vi presero parte, dei locali, dei successi e degli insuccessi. Un libro interessante, in grado di soddisfare le curiosità più spinte, un documento storico importante che costituisce un elemento essenziale nella storiografia del Jazz.

http://www.minimumfax.com/libri/scheda_libro/542

Thelonius Monk - Storia di un genio americano
Thelonius Monk – Storia di un genio americano