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Ancora un organ trio!

Ed eccomi ancora una volta ad ascoltare un organ trio, una  formazione sempre interessante e divertente. Ieri sera, al 28Divino Jazz, i Soul in Time ovvero Karri Luhtala (organo, synth), Stefano Preziosi (sax alto), Paolo Amarisse (batteria) hanno dato vita ad uno show gradevole, perfetto balsamo per lenire le fatiche di una lunga giornata.

Si comincia con un riff famoso, quello di Walkin’ On The Moon dei Police. Karri rompe il ghiaccio, “appoggiando” i bassi sul suo Hammond singolo manuale a transistor. Stefano espone il tema, sfoderando un suono riverberato quanto basta per riportarci ad una atmosfera anni Ottanta, mentre Paolo supporta l’intera struttura. Rock, stiamo ascoltando del rock. A tratti, il tema diventa quello di Summertime, presagio del Jazz che arriva con l’assolo di sax, il quale si dipana su un pedale di organo e batteria. L’assolo scorre in equilibrio dinamico tra le due anime di questo progetto, il rock ed il jazz. L’atmosfera è densa, tirata, e diventa quasi drammatica quando Karri mette giù un accordo sintetico col suo Korg Poly 61 e dà inizio al suo assolo.

Jazz e Rock convivono molto bene in questo trio, in grado di passare senza soluzione di continuità dai Police a Monk, da Joe Zawinul a Duke Ellington a Jimi Hendrix. Ed è in chiave zawinuliana che spesso vengono interpretati i brani. Particolarmente intensa e degna di nota l’esecuzione di I Got Rock di Massimo Urbani, mentre si registra un bello swing a supporto dei momenti più jazzistici.

Il concerto finisce e, come spesso mi accade, mi fermo a parlare con i musicisti. È sempre interessante scoprire cosa pensano coloro che ci hanno appena regalato una bella serata di musica. Ed ho anche modo di provare l’Hammond di Karri. Devo dire che è sempre un piacere suonare certi “vecchi” strumenti…

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