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Mauro Verrone @ Monte Mario Jazz Festival

Ieri mi sono trovato a partecipare a questo evento culturale da una posizione privilegiata, dal momento che ho avuto il piacere e l’onore di accompagnare al pianoforte, insieme a Marco Piersanti al contrabbasso e ai batteristi (uno alla volta!) Alex De Martino, Ivano Nardi (organizzatore del festival) e Valerio Toninel, il grandissimo sassofonista Mauro Verrone il quale, dopo un vivace dibattito su Charlie Parker e dopo la visione di alcune scene del film di Bertrand Tavernier Round Midnight, ha eseguito alcuni standard rievocando il celebre fraseggio parkeriano e mandando in visibilio la platea dello Spazio Freelance Cafe che non ha risparmiato applausi a scena aperta mentre Mauro improvvisava su Groovin’ High, You Don’t Know What Love Is, Oleo, Lover Man, On Green Dolphin Street, All Blues. Ospite di eccezione di Mauro, poi, è stato Tony Formichella, che ha ottimamente contribuito al mood della serata. Piacevolissimo poi l’intervento vocale di Maria Cristina Di Patrizio su Lover Man e All Blues.

L’evento è compreso all’interno del Monte Mario Jazz Festival – 30 anni dopo, iniziativa che è di quelle che riportano alla memoria i fermenti culturali degli anni 70, quando l’impegno culturale e politico permeava tutta la società e centri culturali, politici e artistici fiorivano ovunque, contribuendo con la loro cultura underground alla cultura tout court. E tale evento, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole essere proprio questo: un riproporre la cultura, la musica e la bellezza anche in un contesto decentrato come quello di Monte Mario, dove iniziative di tal fatta mancano da troppo tempo.

Mentre il Festival prosegue con altre iniziative, io gli auguro lunga vita e mi auguro che iniziative culturali e musicali tornino sempre più in auge, che circoli culturali come questo nascano sempre più e ovunque, in modo che la musica e l’arte tornino ad essere pane quotidiano di molti e non di pochi.

I prossimi appuntamenti con il Festival sono, sempre a partire dalle 20.30:

SABATO 17 NOVEMBRE: Proiezione del corto I fiori di Monte Mario, di Massimiliano Carboni. Con Massimiliano Carboni, Carola Di Scipio e Ivano Nardi

VENERDI 23 NOVEMBRE: The Better Way: Marco Colonna (clarinetto basso, sassofoni) e Ivano Nardi (batteria, percussioni); Tony Formichella Base One: Tony Formichella (sax tenore), Francesco Tosoni (chitarra), Mauro Gavini (basso), Mattia Di Cretico (batteria)

SABATO 24 NOVEMBRE: Improgressive: Alberto Popolla (clarinetti), Errico De Fabritiis (sassofoni e flauto); Pasquale Innarella 4et: Pasquale Innarella (sassofoni), Francesco Lo Cascio (vibrafono), Pino Sallusti (contrabbasso), Roberto Altamura (batteria)

Monte Mario Jazz Festival
Monte Mario Jazz Festival
Monte Mario Jazz Festival
Monte Mario Jazz Festival

Pasquale Innarella Quartet @ 28DiVino

Yeah! Sine!

Non posso far altro che parlare inglese ed irpino visto che ieri sera, nell’accogliente grotta del 28DiVino, abbiamo assistito alla contaminazione più spinta ed incredibile tra canti popolari irpini, musiche contadine e jazz moderno. Un mix di grande energia e bellezza, con una forte connotazione, voluta dal leader Pasquale Innarella, di carattere meridionalista e sociale.

Uomini di terra è il titolo del CD presentato, ed in effetti in tutti i brani si respira l’odore della terra: a partire da Festa contadina, un tema che evoca le musiche suonate dalle bande paesane nelle quali Pasquale ha mosso i primi passi, passando per Flowers for Rocco Scotellaro, dedicato al poeta e politico meridionale e meridionalista, dove una poetica intro di contrabbasso lascia poi la scena ad un up-tempo degno della migliore tradizione hard bop, per arrivare alle atmosfere free di Terre selvatiche.

Il disco è arricchito da una versione de Non è l’amore che va via di Vinicio Capossela, artista con il quale Pasquale ha collaborato, e una bellissima Malaika, canzone popolare d’amore africana, reinterpretata con grande gusto e lirismo dallo splendido vibrafonista Francesco Lo Cascio. Bravissimi Roberto Altamura alla batteria e Pino Sallusti al contrabbasso, hanno non solo fornito il supporto alle arrampicate solistiche di Innarella e Lo Cascio, ma sono stati loro stessi assoluti comprimari, sia in termini di intenzione che in termini di musicalità.

Una serata incredibile dunque, all’insegna della contaminazione come nella migliore tradizione del Jazz, ma dove il Jazz è rimasto vivo e presente sempre, senza mai cedere a snaturazioni e mantenendo sempre quel “piglio” che tanto piace a noi jazzisti.

Yeah! Sine!

http://pasqualeinnarella.it

Pasquale Innarella Quartet
Pasquale Innarella Quartet
Pasquale Innarella Quartet, Uomini di Terra
Pasquale Innarella Quartet, Uomini di Terra

Disco: Uomini di terra
Artista: Pasquale Innarella Quartet

Tracce:

01. L`uomo delle terre
02. Flowers for Rocco Scotellaro
03. Malayka
04. Terra selvatica
05. Festa contadina
06. Non è l`amore che va via
07. Donne delle tembe
08. Blued

Etichetta: Terre sommerse
Anno: 2012