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Sogni

Il primo sogno lo faccio entrando al 28DiVino: locale pieno, persone sedute ovunque, molti ragazzi. Un colpo all’occhio (e al cuore) per chi, come me, ritiene che i giovani si avvicinerebbero molto di più al Jazz e alla Musica se non fossero distratti e indottrinati dall’industria discografica (o quello che ne rimane) e dalla televisione. Ma stasera tutto può cambiare. Sì, sembra di essere tornati al tempo in cui un disco era una cosa importante, perché alla presentazione di Träume, del trio Corvini-Ferrazza-Vantaggio, ci sono tutti: ci sono molti musicisti, che scorgo qua e là tra il pubblico; c’è Daniele Vantaggio, musicista elettronico fratello del batterista, che ha registrato e prodotto il disco; c’è Aki Bergen, che lo ha mixato e coprodotto; c’è lo staff di Zone di Musica; c’è un mare di persone le più diverse. Una folla da grandi eventi.

Il trio è di quelli pianoless ed è composto dal senior Claudio Corvini alla tromba e al flicorno e dai giovani Jacopo Ferrazza al contrabbasso e basso elettrico e Valerio Vantaggio alla batteria. Corvini, trombettista di fama, che “impara dai ragazzi”, come ha avuto modo di raccontarmi durante la pausa tra il primo ed il secondo set. Ferrazza, che suona il contrabbasso ma è anche pianista, leader del trio e compositore di tutti i brani del disco.  Vantaggio, batterista raffinato con influenze drum ‘n’ bass.

La scaletta del concerto segue pedissequamente la tracklist del disco. Una scelta teutonica, come la lingua usata per il titolo del disco, Träume (Sogni). Scelta probabilmente dettata da una esigenza di chiarezza formale, che si esplica non solo nel linguaggio musicale ma anche nella forma.

Il sogno è la chiave di questo progetto: sogno come veicolo emozionale e fonte di ispirazione compositiva, usato in chiave artistica e non freudiana, come avverte Ferrazza. Un sogno che frammenta la musica in mille rivoli e influenze, da Herbie Hancock a John Cage passando per Giacinto Scelsi e la musica microtonale, dallo swing al drum ‘n’ bass. L’approccio è di tipo orchestrale, con parti scritte e spazi improvvisativi ben definiti e strutturati, ma anche con ballad suggestive e melodiche, e qui penso in particolare a Sliding Like A Meteor.

Atmosfere diverse, dunque: Träume, la traccia che dà il titolo al disco, che viene attaccata da Corvini, appoggiato solo a tratti da Ferrazza mentre la batteria ha un tacet; La mantide, che inizia con un bello swing poi raddoppiato nei soli, per sfociare nel finale in un rock leggero sottolineato dal contrabbasso suonato con l’archetto, mentre la tromba disegna con la sordina sonorità che si fondono col resto, facendo apparire l’ensemble quasi come fosse un unico strumento; Teal Dreamer, che utilizza la voce campionata di Ferrazza per costruire effetti elettronici senza però mai  stravolgere lo spirito acustico del brano.

Un bel concerto, denso ed elettrizzante, sorretto da brani interessanti ma anche dalla indiscussa bravura dei tre i quali, alla fine di Deep Side Of Insanity, nel secondo set,  si sentono gridare dal pubblico “Mostri!”, a sottolineare la percepita manifesta capacità di tradurre la musica scritta in qualcosa di vivo e coinvolgente.

Un progetto coraggioso, una musica complessa che necessita di un ascolto attento, ma che all’ascoltatore volenteroso offrirà continue sorprese e cambi repentini, non mancando di rassicurare il suo orecchio riportandolo, di tanto in tanto, in territori conosciuti. Perché il sogno non sostituisca la realtà e la realtà non impedisca il sogno.

Träume, Corvini-Ferrazza-Vantaggio
Träume, Corvini-Ferrazza-Vantaggio