Sale di nuovo la febbre da cavallo

Ho avuto l’occasione di assistere, ieri sera al Teatro dell’Angelo, alla prima di Febbre da Cavallo, trasposizione teatrale dell’omonimo cult movie di fine anni Settanta. La regista Annalisa Castelli ha portato in scena le gag e le smorfie dei mitici Mandrake (Luca Paniconi) e Pomata (Andrea Di Persio), interpretati nel film dal Gigi Proietti ed Enrico Montesano.
In un teatro pieno, Flavio Insinna ha presentato la serata alla quale ha assistito anche Fabrizio Frizzi, fratello di Fabio Frizzi che fu l’autore delle musiche.

La percezione della commedia, dal punto di vista dello spettatore, si gioca su due distinti piani: quello del fan e quello del racconto teatrale tout-court. I fan sono stati accontentati in pieno, con una scrittura che mantiene intatto il ritmo del film. Le scene si snodano con sequenza praticamente identica, sottolineate dall’incalzante colonna sonora originale, che rende il tutto un amalgama coerente e ben calibrato. Inoltre, i fan hanno modo di riconoscersi in pieno nei caratteri del film, molto simili agli originali, sia nell’aspetto che nella caratteristica parlata di ognuno. Non mancano di rimandi analoghi le maschere di Felice (Vincenzo Guaglione), del Ventresca (Luca Mefalopulos), del Dottor Magalini (Davide Macaione) e del Giudice (Filippo Velardi, ruolo che nel film fu del grande Adolfo Celi).

Per quanto riguarda il racconto teatrale, questo assume connotazioni interessanti proprio là dove si differenzia dal film, come nelle musiche originali, composte da Massimo Santalucia, che ho trovato perfettamente funzionali e “musical-i” (ovvero perfette per un musical classicamente inteso), come anche nei testi delle canzoni. Divertenti gli straniamenti, a partire dalla danza dei macellai, guidata da Manzotin (Ferdinando Gatta), o come la nonna del Pomata, sempre interpretata da Gatta. Divertente anche la scena con la cartomante (Martina Zuccarello), che da romagnola è stata trasformata in sicula e che duetta con grande ironia con il personaggio di Gabriella (Sofia Caselli).

Intatta l’atmosfera scanzonata e perduta di fine anni Settanta, con le diecimilalire ed i vecchi telefoni a disco, in una Roma (qui per lo più lasciata all’immaginazione dello spettatore) che purtroppo non esiste più.

Uno spettacolo da vedere se si vogliono passare due ore in allegria, mettendosi alla prova nel ricordare battute mitiche come quella del whiskey maschio senza raschio e godendo nel constatare che conosciamo quasi tutto il testo a memoria. Per coloro, pochi, che non conoscessero il film, l’occasione di avvicinarsi ad un cult di quelli che… sei di Roma se conosci a memoria Febbre da Cavallo!

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Teatro dell’Angelo
Via Simone de Saint Bon, 19

venerdi 30 maggio ore 21.00
sabato 31 maggio ore 21.00
domenica 1 giugno ore 18.00

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