Gran finale del Festival Jazz Idea al Conservatorio Santa Cecilia: doppio concerto con il duo di Rita Marcotulli e Carla Marcotulli e con il quartetto di Fabio Zeppetella special guest Aaron Goldberg

L’ultimo appuntamento del Festival Jazz Idea del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, domenica 2 aprile alle ore 18.00, corona una seconda edizione di grande successo.     
Ad aprire l’evento, un duo d’eccezione: la pianista Rita Marcotulli e la cantante Carla Marcotulli, direttrice artistica del Festival e docente di Canto Jazz al Conservatorio romano.
Eseguiremo canzoni che fanno parte della nostra adolescenza musicale: standard famosi e ballad, più brani originali firmati da entrambe e contenuti nei nostri primi album.”

Nel corso della sua carriera Rita Marcotulli ha affermato il suo stile in numerosi progetti e generi musicali. Memorabili i suoi concerti con Pino Daniele (è suo il pianoforte e alcuni arrangiamenti dell’album “Non calpestare i fiori nel deserto”), Ambrogio Sparagna, la sua esibizione al Festival di Sanremo 1996 con Pat Metheny, il tour mondiale come membro del gruppo del celebre batterista statunitense Billy Cobham, la rilettura dei Pink Floyd con un grande ensembletra cui Raiz Fausto Mesolella, il live multimediale dedicato a Caravaggio. Spiccano le sue collaborazioni con Enrico Rava, Michel Portal, Javier Girotto, Jon Christensen, Palle Danielsson, Peter Erskine, Joe Henderson, Joe Lovano, Kenny Wheeler, Norma Winston, Luciano Biondini, Maria Pia De Vito, Israel Varela, Max Gazzè, Gino Paoli, Peppe Servillo, Noa, Massimo Ranieri, Claudio Baglioni e John De Leo.        
Carla Marcotulli è cresciuta nell’ambiente musicale romano degli anni ’80. Ha cantato con Chet Baker, Carmen McRae, i fratelli Tonolo, Massimo Urbani, Danilo Rea, Giovanni Tommaso, Gary Bartz, Flavio Boltro, Nicola Stilo, registrando diversi album.       
Diplomata in canto operistico e in jazz al Conservatorio di Venezia, ha lavorato con diversi compositori di musica classica e contemporanea come Claudio Ambrosini, Nicola Piovani e Giovanni Mancuso.
Con il compositore e arrangiatore statunitense Dick Halligan, fondatore dei Blood, Sweat & Tears, ha avuto una stretta collaborazione durata 15 anni, che ha dato vita ai dischi “How can I get to Mars” per la ACT Music e “Love is the sound of surprise” per la Parco della Musica Records. 

A seguire, il quartetto guidato dal chitarrista Fabio Zeppetella con un ospite internazionale: il pianista statunitense Aaron Goldberg. Nella formazione anche l’eccellente bassista Dario Deidda e il batterista Pasquale Fiore con i brani del progetto “Handmade”.

L’originalità del suono che sprigiona dalle dita di Fabio Zeppetella in questo suo ultimo progetto sembra creato dall’artista e cesellato a sua immagine. Dotato di una tecnica ineccepibile e di grande sensibilità musicale, si avvale di un linguaggio unico e personale, frutto di uno studio sempre votato alla ricerca di uno stile che negli anni ha reso proprio.

È arrivato all’elaborazione di un suono del tutto originale passando dalla tradizione e dalla musica di maestri come Charlie Cristian e Wes Montgomery all’evocazione del be-bop e dell’hard-bop degli anni sessanta. Nel suo fraseggio si scoprono gli aspetti dominanti di un linguaggio mai scontato, a volte virtuoso a volte dolce ma sempre essenziale. Le sue caratteristiche dominanti sono costituite dalla dolcezza e dalla forza insite nel modo originale di interpretare la musica, nel quale appare evidente la volontà di ricercare un legame virtuale con la poesia.
Il repertorio di questo quartetto sarà formato da brani originali firmati da Zeppetella ognuno dedicato ad un grande della storia del jazz. Un vero e proprio omaggio alla musica jazz ed ai suoi eroi.

Partita lo scorso 26 febbraio, la 2a edizione del Festival ha presentato 12 concerti a ingresso libero, con grandi esponenti del jazz italiano e internazionale accanto ai nuovitalenti provenienti dal Dipartimento Jazz del Conservatorio. Tra i nomi in cartellone: il pianista Enrico Pieranunzi che ha inaugurato il festival con la cantante Valentina Ranalli, il duo formato da Rita Marcotulli e Carla Marcotulli, il pianista Aaron Goldberg ospite del quartetto guidato dal chitarrista Fabio Zeppetella che comprende anche il bassista Dario Deidda, il trombettista Flavio Boltro, il batterista Ettore Fioravanti, la pianista Patrizia Scascitelli.

I concerti si tengono nella bellissima Sala Accademica del Conservatorio, caratterizzata da una delle migliori acustiche al mondo e dal Grande Organo Walcker-Tamburini.

In parallelo con il festival, si conclude anche il ciclo di 5 Masterclass Jazz Idea, che si tengono ogni lunedì fino al 3 aprile presso il Conservatorio Santa Cecilia. L’ultimo appuntamento è con Luigi Onori: “Rapporti tra jazz e musica classica in jazzisti italiani e internazionali”.
L’ingresso è libero per gli studenti e i docenti del Conservatorio, mentre per gli uditori esterni vi è una quota simbolica di partecipazione. Info e prenotazioni: c.marcotulli@conservatoriosantacecilia.it – www.conservatoriosantacecilia.it

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Via dei Greci 18, Roma – tel. 06.36096720 – www.conservatoriosantacecilia.it

Ufficio Stampa Festival JAZZ IDEA Fiorenza Gherardi De Candei – tel. 328.1743236 info@fiorenzagherardi.com

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Patrizia Scascitelli e Daniela Troilo protagoniste del Festival Jazz Idea del Conservatorio Santa Cecilia

Domenica 19 marzo alle ore 18.00 si terrà il quarto appuntamento del Festival “Jazz Idea” del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, quest’anno alla sua seconda edizione, con 12 concerti e 5 Masterclass a ingresso libero. Tra gli artisti in cartellone: il pianista Enrico Pieranunzi che ha inaugurato il festival con la cantante Valentina Ranalli, il duo formato da Rita Marcotulli e Carla Marcotulli, il pianista Aaron Goldberg ospite del quartetto guidato dal chitarrista Fabio Zeppetella che comprende anche il bassista Dario Deidda.

Due artiste sono le protagoniste del doppio concerto di domenica 19 marzo.
La pianista Patrizia Scascitelli, tornata a Roma dopo il successo della sua carriera musicale newyorkese anche come compositrice e bandleader, presenta a Jazz Idea il suo quartetto italiano con l’aggiunta di un quinto elemento alla chitarra. 

Negli anni ‘70 la Capitale l’ha vista esordire con successo, pioniera di un jazz moderno tra i giovani. Nella formazione: Patrizia Scascitelli al piano, Andrea Pace al sax, Carlo Battisti alla batteria, Stefano Cantarano al contrabbasso, Mark di Gaetano alla chitarra.             

Ad aprire l’appuntamento live, la cantante Daniela Troilo che presenterà alcuni brani originali e standard jazz di cui ha curato gli arrangiamenti. L’ensemble presente sul palco vedrà ottimi musicisti come Danielle Di Majo al sax, Maria Chiara Orlando alla tromba ed Elisabetta Mattei al trombone, oltre alla ritmica di Lewis Saccocci al pianoforte, Matteo Bassi al basso e Riccardo Gambatesa alla batteria.

Domenica 26 marzo alle ore 18.00, la Piccola Orchestra di voci diretta da Carla Marcotulli, docente del corso di canto Jazz del Conservatorio di Santa Cecilia e direttore artistico del Festival con un repertorio che spazia dal soul alla bossanova, passando attraverso alcune rivisitazioni dei classici del repertorio. il concerto vuole essere un viaggio nelle composizioni, nei colori e nelle prassi dei generi musicali che hanno nel jazz il loro punto di origine, naturalmente rendendo anche omaggio agli autori e agli interpreti che hanno reso essenziale questa musica da ormai più di un secolo. Le voci saranno accompagnate da Carlo Lentini alla chitarra e da Davide Di Mascio al contrabbasso. A seguire il Santa Cecilia Jazz Qu/arte/t, formazione composta da quattro musicisti di riferimento del jazz italiano, docenti del Conservatorio: il sassofonista Sandro Satta, il pianista Andrea Beneventano, il contrabbassista Stefano Cantarano e il batterista Ettore Fioravanti.

L’evento finale di domenica 2 aprile alle ore 18.00, vede sul palco un duo d’eccezione: la pianista Rita Marcotulli e Carla Marcotulli. A seguire, il quartetto guidato dal grande chitarrista Fabio Zeppetella con un ospite internazionale: il pianista statunitense Aaron Goldberg. Nella formazione anche l’eccellente bassista Dario Deidda e il batterista Pasquale Fiore. 

Con la direzione artistica di Carla Marcotulli, cantante e docente di Canto Jazz presso il Conservatorio, il Festival Jazz Idea è ambientato la bellissima Sala Accademica del Conservatorio “Santa Cecilia”, caratterizzata da una delle migliori acustiche al mondo e dal Grande Organo Walcker-Tamburini.

In parallelo con i concerti, prosegue il ciclo di cinque Masterclass del festival, che si tengono ogni lunedì fino al 3 aprile presso il Conservatorio. Le prossime date: Carola Di Scipio con “Music Inn, arriva il jazz a Roma” (20 marzo), Adriano Mazzoletti con “Conversazioni sul jazz” (27 marzo), Luigi Onori con “Rapporti tra jazz e musica classica in jazzisti italiani e internazionali” (3 aprile).
L’ingresso è libero per gli studenti e i docenti del Conservatorio, mentre per gli uditori esterni vi è una quota simbolica di partecipazione. Info e prenotazioni: c.marcotulli@conservatoriosantacecilia.it. Info su www.conservatoriosantacecilia.it 

Il trombettista Flavio Boltro e la cantante Erika Petti protagonisti del Festival “Jazz Idea” del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma

Sarà un artista internazionale ad aprire il terzo appuntamento del Festival “Jazz Idea” del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, questanno alla sua seconda edizione, con 12 concerti e 5 Masterclass a ingresso libero che vedono protagonisti grandi nomi del jazz italiano e mondiale accanto ai nuovi talenti provenienti dal Dipartimento Jazz del Conservatorio. Tra gli artisti in cartellone: il pianista Enrico Pieranunzi che ha inaugurato il festival con la cantante Valentina Ranalli, il duo formato da Rita Marcotulli e Carla Marcotulli, il pianista Aaron Goldberg ospite del quartetto guidato dal chitarrista Fabio Zeppetella che comprende anche il bassista Dario Deidda, batterista Ettore Fioravanti e la pianista Patrizia Scascitelli.

Domenica 12 marzo alle 18.00, molto atteso è Flavio Boltro, grande trombettista dalla carriera internazionale. Ha suonato con alcuni tra i musicisti più importanti della scena jazz mondiale come Michel PetruccianiCedar Walton, Freddie Hubbard, Jimmy Cobb, Michel Portal, Laurent Cugny, Aldo Romano, Bob Berg, Don Cherry, Billy Hart e Billy Higgins. Ha fatto parte per quattro anni della ONJ francese.
Per il Festival Jazz Idea suonerà in quartetto insieme a ottimi musicisti della scena italiana: il chitarrista Enrico Bracco, il contrabbassista Davide Di Mascio e il batterista Luca Gallo.

Ad aprire l’appuntamento live, la cantante Erika Petti che omaggerà “I grandi compositori del Jazz” con il suo Erika Petti Group: nel repertorio del suo concerto troviamo Michel Legrand, Burt Bacharach, Duke Ellington e Charles Mingus. Dalla loro penna e dalla loro creatività sono arrivate a noi memorabili canzoni e colonne sonore cinematografiche che, per la loro bellezza, hanno valicato i confini del jazz. In questo repertorio diventano vive le poesie di Alan e Marilyn Bergman nei brani di Legrand, le grandi interpretazioni di Dionne Warwick sulle canzoni di Bacharach, la fede profonda dei Concerti Sacri di Duke Ellington, e l’impressionismo musicale di Mingus. Nella formazione dell’Erika Petti Group: Claudio D’Amato al pianoforte, Davide Di Mascio al contrabbasso, e nel coro Marta Giraldi, Chiara Piccione, Katia Valente, Giulia Antonelli e Alessandro Miglietta.

Con la direzione artistica di Carla Marcotulli, cantante e docente di Canto Jazz presso il Conservatorio, il Festival Jazz Idea è ambientato la bellissima Sala Accademica del Conservatorio “Santa Cecilia”, caratterizzata da una delle migliori acustiche al mondo e dal Grande Organo Walcker-Tamburini

In parallelo con i concerti, prosegue il ciclo di cinque Masterclass del festival, che si tengono ogni lunedì fino al 3 aprile presso il Conservatorio. Il prossimo appuntamento vede protagonista lunedì 13 marzo dalle ore 10.00 alle 12.00 Francesco Martinelli con “Opera italiana e jazz. Dall’Europa agli USA e ritorno”.
Le altre Masterclass: Carola Di Scipio con “Music Inn, arriva il jazz a Roma” (20 marzo), Adriano Mazzoletti con “Conversazioni sul jazz” (27 marzo), Luigi Onori con “Rapporti tra jazz e musica classica in jazzisti italiani e internazionali” (3 aprile).
L’ingresso è libero per gli studenti e i docenti del Conservatorio, mentre per gli uditori esterni vi è una quota simbolica di partecipazione. Info e prenotazioni: c.marcotulli@conservatoriosantacecilia.it

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Omaggio a Wayne Shorter del Festival Jazz Idea del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma con concerto e Masterclass

Ha preso il via lo scorso 26 febbraio la 2a edizione del Festival “Jazz Idea” del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, con la direzione artistica di Carla Marcotulli, cantante e docente di Canto Jazz presso il Conservatorio.
Dopo  successo della prima edizione nel 2022, la bellissima Sala Accademica del Conservatorio, caratterizzata da una delle migliori acustiche al mondo e dal Grande Organo Walcker-Tamburini, ospiterà ben 12 concerti a ingresso libero, con grandi esponenti del jazz italiano e internazionale accanto ai nuovitalenti provenienti dal Dipartimento Jazz del Conservatorio. Tra i nomi in cartellone: il pianista Enrico Pieranunzi che ha inaugurato il festival con la cantante Valentina Ranalli, il duo formato da Rita Marcotulli e Carla Marcotulli, il pianista Aaron Goldberg ospite del quartetto guidato dal chitarrista Fabio Zeppetella che comprende anche il bassista Dario Deidda, il trombettista Flavio Boltro, il batterista Ettore Fioravanti, la pianista Patrizia Scascitelli.

Il secondo appuntamento di domenica 5 marzo alle ore 18, porta una dedica speciale: quella al sassofonista Wayne Shorter, vera e propria leggenda del jazz, appena scomparso all’età di 89 anni. A omaggiarlo il sassofonista Roberto Bottalico con il progetto Il Favoloso mondo di Wayne e la relativa Masterclass a ingresso libero “I Principi compositivi di Wayne Shorter” che si terrà lunedì 6 marzo dalle 10.00 alle 12.00 in Conservatorio (prenotazioni a c.marcotulli@conservatoriosantacecilia.it).
Carla Marcotulli: “Wayne Shorter è stato fonte di ispirazione di generazioni e generazioni. Con la sua improvvisa scomparsa, il concerto e la Masterclass dedicati alla genialità della sua composizione, prendono un significato ancora più profondo.”

Sul palco Roberto Bottalico presenterà il suo ultimo album Il Favoloso mondo di Wayne lo Strambo, pubblicato dalla Filibusta Records e dedicato al pensiero musicale shorteriano che si muoveva in modo apparentemente simmetrico, ma che in realtà dava luogo a idee musicali che cambiavano continuamente forma, connotazione emotiva, armonica e melodica. Un mondo, quindi, pieno di fantasie e improvvisazioni, dove Bottalico dà forma e contenuto, grazie a un gioco di rimandi e immedesimazioni. Il risultato è la creazione di un universo fantastico e immaginario, raccontato in otto episodi con personaggi e vicende ogni volta diversi. Insieme a Bottalico, sul palco, Augusto Creni (chitarra), Alessandro Del Signore (contrabbasso), Massimo Di Cristofaro (batteria).

La Masterclass è nell’ambito del festival Jazz Idea, e apre il ciclo di cinque Masterclass che si terranno ogni lunedì fino al 3 aprile, e che oltre Bottalico vedono protagonisti: Francesco Martinelli con “Opera italiana e jazz. Dall’Europa agli USA e ritorno”, Carola Di Scipio con “Music Inn, arriva il jazz a Roma” (20 marzo), Adriano Mazzoletti con “Conversazioni sul jazz” (27 marzo), Luigi Onori con “Rapporti tra jazz e musica classica in jazzisti italiani e internazionali” (3 aprile).

Ad aprire l’appuntamento di domenica 5 marzo, sarà il Matteo Zaccheo Quartet in Little letters from a wandering alchemist: progetto del chitarrista tarantino Matteo Zaccheo che per questo titolo prende ispirazione dal mondo dell’alchimia. Il quartetto presenterà una serie di composizioni originali e inedite firmate da Zaccheo, che narrano la figura di un alchimista errante. I brani sono i risultati di una fusione degli ascolti del giovane musicista: dal jazz, al rock alternativo inglese, alla chitarra brasiliana contemporanea. Con lui ci saranno tre talentuosi musicisti: Vittorio Solimene (piano), Pietro Pancella (basso), Cesare Mangiacavallo (batteria).

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Enrico Pieranunzi, Valentina Ranalli e Ettore Fioravanti inaugurano la seconda edizione del Festival “Jazz Idea” del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma

Prende il via domenica 26 febbraio la 2a edizione del Festival “Jazz Idea” del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, con la direzione artistica di Carla Marcotulli, cantante e docente di Canto Jazz presso il Conservatorio.

Dopo il successo della prima edizione nel 2022, si replica la manifestazione che quest’anno contempla ben 12 concerti a ingresso libero, con grandi esponenti del jazz italiano e internazionale accanto ai nuovi talenti provenienti dal Dipartimento Jazz del Conservatorio. Anche quest’anno, protagoniste del Festival sono le nuove idee musicali, attraverso un dialogo interattivo tra tradizione e nuovi linguaggi. Tra i nomi in cartellone: il pianista Enrico Pieranunzi con la cantante Valentina Ranalli, il duo formato da Rita Marcotulli e Carla Marcotulli, il pianista Aaron Goldberg ospite del quartetto guidato dal chitarrista Fabio Zeppetella che comprende anche il bassista Dario Deidda, il trombettista Flavio Boltro, il batterista Ettore Fioravanti, la pianista Patrizia Scascitelli.I 12 concerti, strutturati in 6 appuntamenti, si terranno anche per questa edizione nella bellissima Sala Accademica del Conservatorio, caratterizzata da una delle migliori acustiche al mondo e dal Grande Organo Walcker-Tamburini.

Il concerto inaugurale, domenica 26 febbraio alle 18.00, vede sul palco il grande pianista Enrico Pieranunzi insieme alla talentuosa cantante partenopea Valentina Ranalli con i brani dell’album Cantare Pieranunzi che propone nuove, emozionanti versioni vocali di composizioni originali del “gigante” del jazz internazionale. Un disco che ha fatto registrate un alto numero di ascolti sulle piattaforme di streaming . Profondamente ispirata dai brani di Pieranunzi, Valentina Ranalli ha scritto intriganti testi in italiano, inglese, francese e napoletano e, insieme allo stesso pianista, ha dato loro una nuova veste vocale che ne esalta la suggestione narrativa. Nato proprio nell’ambito dei corsi del Conservatorio di Santa Cecilia, Cantare Pieranunzi è, oltre che un incontro tra generazioni, l’appassionante rappresentazione in suoni e parole di una simbiosi artistica che grazie alla sua intensità, freschezza, creatività porterà gli spettatori in un mondo di storie sonore cui sarà impossibile resistere. 

A seguire, il progetto Opus Magnum, una naturale evoluzione del duo formato dal batterista Ettore Fioravanti e dal sassofonista Marco Colonna, con il coinvolgimento del contrabbassista Igor Legari e del vibrafonista Andrea Biondi. La musica che ne scaturisce esprime il loro mondo poetico e libera le forze creative del gruppo, manipolando, modificando, eventualmente distruggendo e ricostruendo tutte le componenti originali. Non c’è limite agli argomenti musicali trattati, dalla tradizione jazzistica (Monk e Dolphy in particolare) a quella popolare, dalle canzoni agli spunti dal repertorio classico, dal rock alle suggestioni africane. Si tratta sempre di creare stimoli all’improvvisatore, perché la musica si sviluppi in tempo reale e con la partecipazione di tutti,  creando un lavoro grande che sia specchio della loro anima.

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PROGRAMMA DETTAGLIATO

26 febbraio

CANTARE PIERANUNZI 

Valentina Ranalli voce                        

Enrico Pieranunzi pianoforte              

“OPUS MAGNUM“  

Ettore Fioravanti batteria                     

Marco Colonna clarinetti           

Igor Legari contrabbasso         

Andrea Biondi vibrafono          

…………………………………………

5 marzo

MATTEO ZACCHEO GROUP

Vittorio Solimene piano

Pietro Pancella basso

Cesare Mangiacavallo batteria

IL FAVOLOSO MONDO DI WAYNE

Roberto Bottalico sassofono

Augusto Creni chitarra 

Alessandro Del Signore contrabbasso

Massimo Di Cristofaro batteria

…………………………..

12 marzo

FLAVIO BOLTRO

Enrico Bracco chitarra

Davide Di Mascio contrabbasso

Luca Gallo batteria

ERIKA PETTI GROUP

Erika Petti voce

Claudio D’Amato piano              

Davide Di Mascio contrabbasso

Chiara Piccione, Marta Giraldi, Giulia Antonelli voci

……………..

19 marzo

DANIELA TROILO ENSEMBLE

Daniela Troilo                                      

Chiara Orlando tromba e voce          

Elisabetta Mattei trombone e voce    

Danielle Di Maio sassofoni               

Lewis Saccocci piano                     

Matteo Bassi basso 

Armin Siros batteria 

PATRIZIA SCASCITELLI “REUNION”

Patrizia Scascitelli piano   

Andrea Pace sax                       

Carlo Battisti batteria                      

Stefano Cantarano contrabbasso          

Mark di Gaetano chitarra             

…………………………………..

26 marzo

PICCOLA ORCHESTRA DI VOCI   

Carlo Lentini chitarra

Davide Di Mascio contrabbasso

SANTA CECILIA QU/ARTE/T JAZZ

Sandro Satta sax  

Andrea Beneventano pianoforte 

Stefano Cantarano contrabbasso

Ettore Fioravanti batteria

……………………………

2 aprile

MARCOTULLI DUO

Rita Marcotulli pianoforte
Carla Marcotulli voce            

FABIO ZEPPETELLA ospite Aaron Goldberg 

Fabio Zeppetella chitarra

Dario Deidda Basso

Pasquale Fiore batteria

Aaron Goldberg piano

In arrivo la 28a edizione della Rassegna MetJazz “Tradizione e innovazione”

Dall’11 febbraio al 13 marzo si svolgerà a Prato la XXVIII edizione della rassegna METJAZZ 23 che, organizzata dal Teatro Metastasio di Prato con la cura di Stefano Zenni, articola in due sezioni – official e off – un programma di otto concerti e due conferenze. “Nel jazz, tradizione e innovazione sono sempre compresenti. La tradizione non è un’eredità statica del passato, ma una fonte di ispirazione palpitante, vivente, attuale, sempre da rinnovare, che nutre l’innovazione. Il jazz, in quanto musica ibridata con l’estetica occidentale, ha assorbito anche lo spirito delle avanguardie europee e le trasformazioni degli ultimi decenni” – afferma Zenni -. MetJazz 23 prova a fare il punto su questa ricchezza di approcci, riunendo in otto concerti un ventaglio di esperienze storiche e attuali, di maestri e di allievi, di tradizione e innovazione, di ripensamento delle eredità stilistiche e culturali per creare una musica nuova, che sappia parlare al presente mentre si nutre del passato”.

Le prevendite dei biglietti e gli abbonamenti, così come le informazioni dettagliate sul programma, sono presenti sul sito del Teatro Metastasio al link https://www.metastasio.it/it/eventi/met-jazz/metjazz-2023.

Sezione OFFICIAL Sono sette i grandi concerti della sezione official, dislocati tra Teatro Fabbricone e Teatro Metastasio. Si comincia lunedì 13 febbraio alle ore 21 al Teatro Fabbricone con un doppio appuntamento: dapprima, Mirco Rubegni, uno dei più brillanti trombettisti jazz italiani (già membro dei Funk Off, voce solista dei gruppi di Gianluca Petrella), presenta MY LOUIS, una produzione nata per il Festivaletteratura di Mantova che si ispira al grande maestro della tromba, padre di tutti i cantanti jazz, colui che un secolo fa ha forgiato il linguaggio del jazz solistico, e lo assimila al punto da renderlo irriconoscibile. Accompagnato da Gabrio Baldacci alla chitarra, Glauco Benedetti alla tuba, Federico Scettri alla batteria e Simone Padovani alle percussioni, Rubegni trasforma la musica di Armstrong attraverso i groove funky, l’elettronica, le trame percussive fino a creare una musica nuova. A seguire, Gaia Mattiuzzi, giovane cantante classica e jazz e compositrice dalla formazione cosmopolita e incline alla varietà, forte di una rete di scambi, incroci, esperienze diversificate per stile e caratteri, ha stratificato nel progetto INNER CORE (nelle classifiche dei migliori dischi di jazz italiano del 2022) suoni acustici ed elettronici, ispirandosi vocalmente a liriche di James Joyce, in cui la parola e il suo suono, disposte in forme nuove e suggestive, diventano parte essenziale di un racconto. Con lei sul palco Alessandro Lanzoni al pianoforte e al sintetizzatore, Alfonso Santimone all’elettronica, Gabriele Evangelista al contrabbasso, Enrico Morello alla batteria.

Il secondo doppio appuntamento è fissato lunedì 27 febbraio alle ore 21 al Teatro Metastasio: Con un ASSOLO in cui si esibisce con sax contralto e tenore, clarinetto e tárogató, apre la serata la presenza chiave di questa edizione, un gigante, “il maestro radicale” Peter Brötzmann, musicista rivoluzionario e innovatore, che ha attraversato più di quarant’anni di carriera nel segno della coerenza e dell’assenza di compromessi e che con la potenza di suono, l’asprezza del timbro, l’energia travolgente del suo sassofono e del tárogató (uno strumento ad ancia della tradizione popolare ungherese) ha segnato una svolta radicale nelle pratiche di improvvisazione solistica e collettiva, nella manipolazione del suono, nel livello di energia della musica e ha rivelato al mondo l’originalità della scena europea. Ora, superata la soglia degli ottant’anni, affiora il suo legame col passato e se ne riscoprono dolcezze, sfumature e giocosità. Frutto di quella libertà di cui proprio Brötzmann è stato alfiere, il duo Tiziano Tononi (storica figura di riferimento del jazz italiano) e Emanuele Parrini (tra i più apprezzati solisti del suo strumento e da tempo membro dei Nexus di Tononi) offre poi con THE MANY MOODS OF INTERACTION un confronto singolare e rischioso tra batteria, percussioni, gong e violino o viola, un caleidoscopio di idee ricco di soluzione fantasiose, colori strumentali, giochi di interazioni, cambi di prospettiva e atmosfere cangianti. Ancora due esibizioni in sequenza lunedì 6 marzo alle ore 21 Teatro Fabbricone: Con CREATIVE MUSIC FRONT, il sax tenore di Leonardo Radicchi (compositore e musicista dalle esperienze internazionali, diplomato alla Berklee e anche operatore umanitario per Emergency) guida un quintetto di talenti e, assieme al vibrafono e le percussioni di Nazareno Caputo, alla chitarra e gli effetti di Ruggero Fornari, il contrabbasso di Pietro Paris, la batteria e le percussioni di Lorenzo Brilli, presenta composizioni originali e brani del folklore di varie parti del mondo guardando alla musica come prolungamento dell’impegno civile, come una forma di intervento nel presente, consapevole della storia ma orientato a mutare gli equilibri in gioco. A seguire il trio Anokhi, un classico trio jazz che vede il batterista Cristiano Calcagnile, il pianista Giorgio Pacorig e il contrabbassista Gabriele Evangelista eseguire in INVERSI composizioni originali e confrontarsi con la tradizione dei maestri del trio jazz in termini di ruoli degli strumenti, struttura dei brani, libertà e vincoli nel dialogo tra i tre vertici del triangolo, un trio che si rispecchia nel passato con classicità, ma rinnovandolo con piccoli scarti, con quelle sottili differenze che portano il passato dritto nel presente.

Lunedì 13 marzo alle ore 21 al Teatro Metastasio, nel concerto BELLADONNA (presente in numerose classifiche tra i migliori dischi di jazz del 2022), realizzato in collaborazione con Musicus Concentus Firenze, la chitarrista Mary Halvorson con il quartetto d’archi Mivos propongono un dialogo con la tradizione del tutto nuovo e, accanto agli archi che swingano e alla chitarra che fa la parte del quinto strumento a corda classico, crea una fusione timbrica tra gli strumenti acustici e elettrici, deformazioni spiazzanti di intonazione, un entrare e uscire spesso indistinguibile tra composizione e improvvisazione, una ricca fusione di jazz, musica contemporanea, folk, tradizione classica. Sul palco con la Halvorson, il violino di Olivia De Prato e Maya Bernardo, viola di Victor Lowrie Tafoya, il violoncello di Tyler J. Borden.

Sezione OFF

Racchiusi tra gli eventi della sezione off ci saranno altri tre appuntamenti, due conferenze e un concerto, realizzati in collaborazione con la Scuola Comunale di Musica Giuseppe Verdi di Prato e il Centro Pecci Prato: Sabato 11 febbraio alle ore 18 presso la Scuola di musica Verdi, una conferenza di Stefano Zenni entrerà nel merito del tema Tradizione o innovazione? Come funziona il jazz. Domenica 19 febbraio alle ore 11 presso il Centro Pecci Prato, l’infaticabile leader dei Funk Off, Dario Cecchini, uno dei nostri maggiori sax baritoni è protagonista di ECHOES, un progetto nato nel 2017, in totale solitudine, in cui lo strumento diventa voce suggestiva ed evocativa e la sua rugosità, gli slanci lirici, il silenzio e il riverbero compongono una suggestiva riflessione intorno al senso della musica (l’evento si svolge nelle sale dell’installazione sonora “Hagoromo” di Massimo Bartolini ed è limitato a 80 partecipanti). Venerdì 24 febbraio alle ore 21 presso la Scuola di musica Verdi, una conferenza di Stefano Zenni ricostruirà i contorni dell’estro di Peter Brötzmann, maestro radicale, ripercorrendo la carriera e l’evoluzione stilistica di questo originale padre dell’improvvisazione radicale.

Info e prevendite: https://www.metastasio.it/it/eventi/met-jazz/metjazz-2023

Ufficio Stampa: Fiorenza Gherardi De Candei tel. 328.1743236 info@fiorenzagherardi.com ________________________________________________________

Info Teatro Metastasio – tel 0574 608501 – Cristina Roncucci 0574/24782 (interno 2) – 347 1122817

Arriva il nuovo album di Greta Panettieri “Into My Garden”: “Voglio sciogliere i nodi di un mondo contrastante.”

È un momento d’oro per Greta Panettieri: un libro appena uscito – il secondo, due programmi radiofonici, presenza in convegni internazionali e le docenze presso l’Università IULM di Milano e in Conservatorio. Un turbinio di esperienze ed emozioni che ha portato alla nascita del nuovo e ottavo album, Into my garden, in pubblicazione il 6 gennaio 2023. Anticipato dall’affascinante videoclip del brano No more, presentato in video première da Repubblica TV, Into my garden è il disco della maturità, accuratamente composto, arrangiato e realizzato durante tre lunghi e intensi anni di lavoro

      Sette brani originali più la cover del brano di Bob Dylan I believe in you, con musica e testi firmati da Greta e dal suo fedele producer Andrea Sammartino, che si presentano al mondo come uno strumento per sciogliere i nodi di un mondo contrastante e difficile da interpretare in maniera univoca e definitiva.        Sia in sala di incisione che nei live, Greta Panettieri accompagna la sua voce con la chitarra acustica. Attorno a lei un quartetto d’archi curato dalla violista Chiara Ciancone e il trio classico basso, pianoforte e batteria con Daniele Mencarelli, Andrea Sammartino e Alessandro Paternesi, interventi del chitarrista Angelo Lazzeri e del trombettista Fulvio Sigurtà che regala all’album un tocco di elettronica: cinque musicisti con cui Greta collabora da tempo, e che completano la sua anima da sempre multistilistica ed eclettica, che negli anni si è espressa ai massimi livelli e con innata destrezza tra jazz, pop, R&B, Bossa Nova, aggiungendo lontani echi di musica classica, musica etnica e tradizionale.

Dei sette nuovi brani inediti Greta scrive: “Ho cercato di far luce dentro di me, semplificando la scrittura per sciogliere dei nodi con cui mi sono confrontata negli ultimi tempi: riflessioni, sensazioni, emozioni a volte contrastanti ma forti e chiari. Ho scelto di reinterpretare I believe in you di Bob Dylan come messaggio di incoraggiamento per le nuove generazioni, Dylan si rivolge a Dio, io…credo nei giovani.”
Le canzoni sono, come sempre, molto eclettiche e diverse tra loro: lo stile e le suggestioni attraversano lo swing, l’afrobeat, il groove R&B contemporaneo e il pop, fino a sonorità più calde quasi country-folk, con un fil rouge rappresentato dai testi o da alcune cellule melodiche che vengono riproposte sotto nuove forme all’interno dei brani.  

Se con l’album Collection (uscito nel 2020)Greta aveva dichiarato chiuso un primo ciclo di musica, Into my garden rappresenta un inizio con una nuova maturità artistica. Registrato a 96.000 khz 24bit, così da poter essere ascoltato anche da chi ricerca un suono di elevata qualità e definizione, il disco porta il marchio del lavoro inconfondibile di Andrea Sammartino, compagno artistico e nella vita, che anche stavolta ha curato dalla A alla Z la produzione, dalla scrittura dei brani fatta insieme a Greta, agli arrangiamenti sontuosi e spumeggianti, all’incisione in studio con i musicisti, fino al momento cruciale di mix e mastering.          Greta Panettieri: “La composizione di “Into my garden” è iniziata durante il primo lockdown e con Andrea avevamo appena comprato un microfono per registrare i suoni del giardino: pioggia, vento, uccellini – che ogni volta che registriamo si mettono sul balcone a cinguettare! – rumore di passi sul brecciolino…Questi suoni sono presenti nell’album e tutti i testi sono stati scritti in veranda dove mi sono decisamente lasciata ispirare dalle suggestioni della natura…”      Le parole trovano voce tra inglese e italiano: “Ogni lingua ha una sua personalità, porta con sé un’emozione e tutta un’eredità sonora che mi aiuta nella scrittura e ad esprimere una determinata idea o emozione. Quando scrivo mi lascio molto guidare dal suono delle parole. In questo album non uso il portoghese, lingua con cui di solito mi diverto molto, ma solo l’inglese che mi aiuta ad essere concisa, e l’italiano con cui posso esprimere la complessità”

Questo è un periodo importante per Greta, segnato anche dall’esperienza come scrittrice: il 9 dicembre 2022 è uscito per Mimesis il suo secondo libro La voce nel pop e nel jazz – Guida discografica a cento canzoni imperdibili: corposo saggio sulla vocalità pop e jazz del ‘900, un fuori collana curato dal Prof. Luca Cerchiari, dell’Università IULM di Milano.            Inoltre, da settembre 2021 è impegnata come autrice e conduttrice, insieme a Fiorenza Gherardi De Candei, nel programma radiofonico G Pills – Anche le formiche pizzicano in onda su Radio Elettrica e in podcast, e ha recentemente registrato per Rete Due – Radio Svizzera Italiana alcune “pillole radiofoniche” sugli standard del jazz, in onda dal 2023.          

Apprezzata per la straordinaria vocalità e l’irresistibile personalità, Greta Panettieri è nata a Roma e cresciuta artisticamente a New York City, dove ha vissuto per 11 anni e dove nel 2010 ha pubblicato il suo primo album per la Decca/Universal dal titolo The Edge of Everything. Cantante, compositrice, docente di Canto Jazz presso il Conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese (CZ), autrice di musica e testi, ha tenuto concerti nei maggiori festival, club e teatri in Italia e nel mondo. Ha collaborato con artisti come Terri Lyne Carrington, Larry Williams, Robert Irving III, Toquinho, Fabrizio Bosso, Sergio Cammariere, GeGè Telesforo, Max Ionata e moltissimi altri. Ha definitivamente conquistato il pubblico italiano nel 2014 con un album in cui reinterpreta con maestria e virtuosismo vocale i brani resi celebri da Mina, tra cui un Brava in versione be-bop che vede la presenza di Fabrizio Bosso.      Da due anni tiene Master di Alta Formazione presso l’Università Iulm di Milano dove a novembre 2022 è stata anche invitata come relatrice al Convegno Internazionale sul Musical “International Symposium “The Mid-century Musical: stage, screen and television” diretto da Luca Cerchiari e William Everett.     

Le prossime date di Greta: il 6 gennaio con il Greta Panettieri Quintet Christmas Show all’Auditorium Oscar Neymar di Ravello, il 12 gennaio all’Auditorium Parco della Musica di Roma tra gli special guest del “Concerto in ricordo di Vivi Buaron”, il 26 gennaio al Teatro Fusco di Taranto con Peppe Servillo, Giuseppe Naviglio, Paolo Sessa, Vince Abbracciante, Giuseppe Bassi, Andrea Campanella e Alberto Di Leone per il Giorno della Memoria “Serata Colorata”.

Tracklist Into my garden1.No More 2.Albero 3.In the mood  4.I believe in you  5.Oh mia cara libertà  6.Guru’s way  

CONTATTI www.gretapanettieri.com Info e Management: management@gretasbakerymusic.com +39.328.8481481 Facebook: https://www.facebook.com/gretapanettierisinger Ufficio Stampa: Fiorenza Gherardi De Candei – www.fiorenzagherardi.com email: info@fiorenzagherardi.com – tel. +39.328.1743236

Francesco Cavestri in concerto all’Alexanderplatz

Martedì 10 gennaio, all’Alexanderplaz di Roma, il pianista Francesco Cavestri si esibirà con un’esclusiva performance in trio che affiancherà al repertorio jazz anche quello dell’hip-hop italiano, per continuare il progetto di contaminazione che il pianista sta portando avanti con il suo album d’esordio “Early 17”.

Sul palco del noto jazz club romano, Cavestri, al pianoforte, tastiere, synth ed effetti, sarà accompagnato da due musicisti tra i più promettenti della scena musicale hip-hop ed elettronica: il bassista Riccardo Oliva e il batterista Joe Allotta.

Il repertorio del concerto si muoverà su diverse atmosfere musicali: dalla presentazione di alcuni brani originali di Cavestri, contenuti nel suo album Early 17, ad altri appartenenti alla scena hip-hop, new-soul e jazz degli ultimi anni, fino a reinterpretazioni e tributi a giganti della musica come Herbie Hancock o Chick Corea, in una continua ricerca musicale, tra sound e innovazione.

Francesco Cavestri Classe 2003, Francesco Cavestri studia e si dedica allo strumento del pianoforte classico dall’età di 4 anni, per poi entrare a soli 13 anni al corso jazz del Conservatorio di Bologna, e sbarcare giovanissimo negli Stati Uniti, dove ha modo di frequentare la scena musicale newyorkese, esibendosi a New York in contesti d’eccellenza come il Fat Cat e lo Smalls Jazz Club. Oltreoceano Francesco ottiene importanti risultati, tra cui un percorso di studi al Berklee College of Music di Boston, dove nel 2021 vincerà anche una borsa di studio e dove conoscerà un gruppo di musicisti americani che si esibiranno con lui in importanti rassegne estive a Bologna. Il 18 marzo 2022 esce il suo album d’esordio Early17 con 9 tracce inedite e i featuring di Fabrizio Bosso e Silvia Donati, una combinazione di hip-hop, soul e R&B, con elementi del jazz-fusion contemporaneo.Francesco Cavestri ha poi presentato l’album in due serate al Bravo Caffè, con Fabrizio Bosso come special guest. Ad agosto 2022 partecipa al Festival “Time In Jazz” diretto da Paolo Fresu, portando la sua lezione concerto dal titolo “Jazz / hip hop – due generi fratelli” che presenta anche in diverse scuole e teatri in collaborazione con l’associazione Il Jazz Va a Scuola.

il Jazz ascoltato nei club romani