Greta Panettieri compie 20 anni di carriera tra Stati Uniti, Europa e Russia

Ha mostrato al mondo il suo incredibile talento. Dal pop al free jazz, fino alla Musica Popolare Brasiliana, l’eclettismo di Greta Panettieri non ha limite e si è sviluppato grazie a un virtuosismo innato e a un fascino raffinato.  

Dopo aver collezionato una lunga serie di sold out all’estero e in Italia con i suoi tour dedicati all’album “Shattered-Sgretolata” ed a ad un sapiente omaggio a Mina, Greta ha deciso di racchiudere in un nuovo album la sua personalità poliedrica, rieditando i brani del cuore a favore di un suono di alta qualità che esaltasse al meglio la sua voce e la sua musica.

Esce dunque il 10 dicembre “Collection”, l’album che contiene in versione Remastered i successi più amati dal pubblico, e alcune “chicche” meno conosciute dai suoi primissimi album.

Una storia musicale che parte da giovanissima, con lo studio del violino e del pianoforte al Conservatorio di Perugia, la vita a New York documentata anche dal libro a fumetti “Viaggio in Jazz”, dove le doti vocali di Greta vengono notate dalla Universal/DECCA che pubblica il suo primo disco “The Edge of Everything”.
Seguono il tour europeo come opening di Joe Jackson, le collaborazioni con grandi della musica mondiale come Larry Williams, Diane Warren, Curtis King, Terri Lynn Carrington, Mitch Forman, Robert Irvin III, Curtis King, Toninho Horta, il ritorno in Italia con uno strepitoso omaggio alle canzoni interpretate da Mina che ha incantato la critica e gli incontri professionali con Sergio Cammariere e Gegè Telesforo, i tanti sold out dei tour in Russia e nei festival italiani, le partecipazioni da tutto esaurito a varie edizioni di Umbria Jazz, fino alle lezioni all’Università IULM di Milano dedicate proprio alla vocalità.    
La voce è lo strumento di cui Greta Panettieri è maestra, con competenze di profonda interpretazione e una notevole estensione che padroneggia con facilità – basti pensare alla sua celebre esecuzione di “Brava” in versione be-bop, che nei concerti dal vivo fa spesso seguire una improvvisazione di oltre sei minuti. 

“Sono passati 20 anni, incredibile a dirsi, ma sento che questo numero così rotondo rappresenti un momento di cambiamento nella mia vita di musicista. Con “Collection” ho voluto chiudere il cerchio e celebrare questi anni di musica e vita, iniziati nell’aprile del 2000, quando sono partita per gli Stati Uniti. Ora si guarda solo avanti!”

Ad affiancare Greta Panettieri in questa operazione di remastering vi è, ancora una volta, il producer e pianista Andrea Sammartino – che da sempre cura gli arrangiamenti e la produzione della musica di Greta.

La decisione di rimasterizzare i brani del cuore è stata presa per rendere giustizia al ruolo del Suono, in tutta la sua qualità espressiva. Proprio per questo, oltre alla abituale presenza nei digital store (SpotifyAmazonApple Music), sul sito http://www.gretasbakerymusic.com/store/collection.html il pubblico potrà trovare, oltre agli MP3 e a ben due tipologie di file WAVE, una esclusiva edizione in FLAC: un formato ad altissima definizione che consentirà un ascolto di grande impatto e coinvolgimento. 

Tra i 12 brani della tracklist, il pubblico ritroverà i musicisti che hanno affiancato Greta durante la sua carriera: dai brasiliani Mauricio Zottarelli, Itaiguara Brandao e Neney Santos, a Curtis King Jr. (che il pubblico italiano ben conosce per essere stato l’ottimo vocalist di Bruce Springsteen nei concerti con la E-Street Band), a Fabrizio Bosso. Ed ancora: Daniele Mencarelli, Alessandro Paternesi, Max Ionata, Cristiano Arcelli, Gaetano Partipilo, Alfonso Deidda, Stefano Tamborrino, Francesco Puglisi, Giuseppe Bassi, oltre alla penna del cantautore Piji per il testo del brano “Non ci giurerei”.

La tracklist si apre proprio con questo brano, e prosegue con “Goodbye Stranger” che su Spotify ha superato i 252.000 ascolti, “Pensamento Feliz”, la celebre “Parole parole” di Gianni Ferrio, “Easy” di Lionel Richie, “Lover”, il frizzante duetto con Greg (del duo Lillo&Greg) “Oppure No”, “I just can ’t stop loving you” di Michael Jackson, la “Brava” be-bop con Fabrizio Bosso alla tromba, “Life on Mars” di David Bowie, una originale versione di “Never can say goodbye”, “Guessing and Surmising”.

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Matinée musicale all’Elegance cafè jazz club per l’Associazione Parent Project

Anche in un anno tumultuoso come quello che stiamo vivendo, il Natale si conferma un momento speciale per la rete di Parent Project aps – l’associazione di pazienti e genitori di figli con distrofia muscolare di Duchenne e Becker – con svariate iniziative di raccolta fondi e sensibilizzazione in programma nel mese di dicembre.

La band Conosci Mia Cugina proporrà, in concomitanza con il periodo natalizio, un live show dedicato interamente allo swing italiano dagli anni ’30 agli anni ’50 venerdì 18 dicembre.

Una matinèe musicale online che si svolgerà nella cornice dell’Elegance cafè jazz club di Roma e che verrà trasmesso in diretta sui canali YouTube e sulle pagine Facebook della band e dell’associazione.

Il repertorio riporterà in vita una musica spesso dimenticata che si riscopre però molto divertente, ballabile e di piacevole fruibilità; un vero e proprio viaggio che omaggia grandi artisti come Rabagliati, Buscaglione, Bongusto, il trio Lescano, Otto e tanti altri che hanno esportato lo swing italiano nel mondo. Le voci della comunità di pazienti Duchenne e Becker offriranno alcuni momenti informativi per conoscere meglio il mondo di Parent Project, invitando il pubblico a donare, in pochi, semplici passi, attraverso una piattaforma online. Le donazioni raccolte saranno davvero preziose e aiuteranno Parent Project nel continuare a sostenere la ricerca e tutte le attività di affiancamento dedicate a bambini, ragazzi e famiglie. Il 2020 è stato un anno molto duro anche per le realtà del terzo settore, che hanno dovuto annullare campagne ed eventi di raccolta fondi; la comunità di Parent Project però non si è mai fermata, trovando nuove modalità per essere vicino alle famiglie e portare avanti la propria mission. Quello natalizio è un periodo cruciale, per l’associazione, per raccogliere il sostegno necessario a poter portare avanti tutte le proprie attività e continuare a crescere.

La distrofia muscolare di Duchenne (DMD) è una rara patologia genetica che colpisce 1 su 5000 neonati maschi. È la forma più grave delle distrofie muscolari, si manifesta in età pediatrica e causa una progressiva degenerazione dei muscoli. La distrofia muscolare di Becker (BMD) è una variante più lieve, il cui decorso varia però da paziente a paziente. Al momento, non esiste una cura. Parent Project aps è un’associazione di pazienti e genitori con figli affetti da distrofia muscolare di Duchenne e Becker.

Dal 1996 lavora per migliorare il trattamento, la qualità della vita e le prospettive a lungo termine dei bambini e ragazzi affetti dalla patologia attraverso la ricerca, SEDE LEGALE E OPERATIVA: tel. 06 66182811 – fax 06 66188428 Via P. De Francisci, 36 Centro Ascolto Duchenne 800 943 333 00165 Roma C.F. 05203531008 – http://www.parentproject.it l’educazione, la formazione e la sensibilizzazione. Gli obiettivi di fondo che hanno fatto crescere l’associazione fino ad oggi sono quelli di affiancare e sostenere le famiglie attraverso una rete di Centri Ascolto, promuovere e finanziare la ricerca scientifica e sviluppare un network collaborativo in grado di condividere e diffondere informazioni chiave.

I “Conosci Mia Cugina” sono una band articolata dal trio al settetto che propone un live show dedicato interamente allo swing italiano dagli anni ‘30 agli anni ’60. La formazione stabile è nata nel 2015 e vanta numerosissimi live su tutto il territorio italiano. Fondatori del gruppo sono Federica D’Andrea (voce), Giuseppe Civiletti (contrabbasso) e Davide Annecchiarico (pianoforte).

L’Elegance Cafè jazz club, nel cuore del Quartiere Ostiense a Roma, ha tutte le caratteristiche di un jazz club moderno e funzionale. La programmazione di musica live, curata dalla musicista cantautrice e titolare Daria Venuto, offre giornalmente i migliori artisti che calcano i palchi nazionali e internazionali proponendo una selezione di jazz tradizionale e contemporaneo, swing, smooth jazz, latin jazz e tutte le sue contaminazioni e per i gusti più adulti e raffinati.

Per informazioni

Parent Project aps Elena Poletti (ufficio stampa) – tel. 331/6173371 – e.poletti@parentproject.it http://www.parentproject.it

UN’ITALIANA AI GRAMMY AWARDS: SISSY CASTROGIOVANNI NEL BALLOTTAGGIO PER 4 NOMINATIONS

“A superb singer who’s precious music immediately transports us to the streets and fields of some southern people full of life and art. Something very different, worthy of the utmost attention.” El Pais

Cantante compositrice, arrangiatrice e docente a Boston del prestigioso Berklee College of Music, Sissy Castrogiovanni è una delle artiste più originali e creative del panorama jazz contemporaneo americano.

Di origini siciliane, con la sua travolgente personalità artistica e il fascino della sua voce ha incantato pubblico e critica ricevendo consensi – da Downbeat Magazine e Jazziz Magazine allo spagnolo El Pais – che le hanno portato importanti apparizioni su palchi di rilievo e festival jazz internazionali negli Stati Uniti, Sud America ed Europa, inclusi la storica Symphony Hall di Boston e il Parlamento Europeo.
Tra le più prestigiose collaborazioni, i concerti con il leggendario cantante e multi-Grammy Awards winner Bobby McFerrin e le esibizioni con luminari del jazz come Jack DeJohnette, Patrice Rushen e il produttore vincitore dei Latin-Grammy Javier Limon.

Il suo nuovo album “Terra”, uscito a maggio 2020, è attualmente nel ballottaggio per le Nomination GRAMMY® Awards in 4 categorie: “Best Vocal Jazz Album”, per il brano “Gandalf” “Best Arrangement, Instruments & Vocals” e “Best Improvised Jazz Solo”, e “Best Engineered Album”.

Il primo lavoro discografico, “Intra Lu Munnu”, ha creato nel 2013 un forte interesse mediatico negli Stati Uniti per il suo stile innovativo, al quale la critica americana da allora si riferisce con il termine “Sicilian Jazz”.

Scritto ed arrangiato da Sissy Castrogiovanni (ad eccezione degli ultimi due brani presi in prestito dalla tradizione siciliana), “Terra” si presenta come una sintesi di culture musicali: da un lato un cuore jazz con strumentazione ed elementi armonici/improvvisativi caratteristici della tradizione afro-americana, dall’altro le radici siciliane e le influenze africane che si presentano nelle scelte ritmiche e vocali, con i testi in dialetto scritti dalla stessa autrice. Rilevante, negli arrangiamenti, l’inserimento di alcuni strumenti caratteristici della musica siciliana: il marranzano, la zampogna/ciaramella ed i tamburi siciliani.

L’album è stato registrato a Boston e mixato a Panama dal leggendario multi-Grammy winner Rob Griffin, storico sound engineer di Wayne Shorter, Herbie Hancock, Michael Braker, il cui concept sonoro coinvolge la più alta tecnologia analogica attualmente disponibile (una delle Grammy Nomination per cui il disco è in lizza è proprio “Best Engineered Album”).

Tante le collaborazioni importanti che vanno a formare la line-up del disco: al piano Tim Ray (pianista di Aretha Franklin e attuale direttore artistico di Tony Bennet), al sassofono soprano Lihi Haruvi, al basso acustico e elettrico Jesse Williams, alle percussioni lo storico percussionista world jazz Jamey Haddad (Esperanza Spalding, Paul Simon, Dave Liebman), alla batteria e cajon Jorge Perez-Albela. Special Guests: al marranzano e zampogna il siciliano multi-strumentalista Puccio Castrogiovanni (Carmen Consoli, Lautari), alla chitarra acustica il Grammy award winner Claudio Ragazzi, ai tamburi siciliani Fabio Pirozzolo, alle percussioni Marcus Santos, più un quartetto d’archi e un gruppo vocale.

Il primo singolo dell’album “’Nsonna”, di cui è stato realizzato un videoclip dalle atmosfere rarefatte
che JAZZIZ Magazine ha presentato in prima assoluta, è il brano che Sissy ha dedicato al figlio Manuel.


La tracklist si apre con un altro singolo del disco, “Gandalf (Wayfaring Stranger)”, nel ballottaggio per le Nomination GRAMMY® Awards “Best Arrangement, Instruments & Vocals” e “Best Improvised Jazz Solo” grazie al sax di Lihi Haruvi. Con gli arrangiementi scritti dalla stessa Castrogiovanni, il brano prende le mosse dal tradizionale folk americano “Wayfaring stranger” e introduce il personaggio di Gandalf come presenza calma e saggia alla quale il viandante si può affidare durante il suo cammino.

Sissy Castrogiovanni: “Questo album è un inno alla stupefacente intelligenza e millenaria saggezza della Terra, che risiede anche nei nostri corpi, nelle nostre menti e nei nostri cuori. Un’intelligenza profonda, intrinseca in ogni singola cellula di cui siamo fatti, della quale dovremmo semplicemente imparare a fidarci. In una frase: TERRA esorta a fidarci di questa eterna saggezza e ad affidarci alla magia della vita.”

La tracklist completa: 1.Gandalf  2.‘A panza  3.Magia  4.’Nsonna  5.Ancili  6.Ama  7.Terra  8.Paci  9.Stranizza d’amuri 10.E vui durmiti ancora

Finalista all’International Songwriting Competition con uno dei suoi primi brani, “Africannu” e vincitrice del Live Art Boston Award, Sissy Castrogiovanni affianca all’attività concertistica anche un’importante attività di didattica presentando Masterclass su territorio internazionale e come docente al Dipartimento di Voce del Berklee College of Music di Boston.

Tra le altre collaborazioni spicca la sinergia con il batterista e percussionista peruviano Jorge Perez-Albela, per il quale ha registrato come cantante solista il suo ultimo disco “The Time Is Now” in tre lingue diverse: inglese, spagnolo e portoghese. E infine il disco “SungDeep” in collaborazione con Joey Blake (Bobby McFerrin) per il quale Sissy Castrogiovanni apre con un suo dirompente arrangiamento vocale del famoso standard jazz “Afro Blue”.

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è il nuovo talento della chitarra jazz. In uscita il suo secondo album sulla speranza e il coraggio “Unknown Path”.

Un nuovo grande talento nel panorama jazz italiano: è il chitarrista e compositore Francesco Zampini, che il prossimo 6 ottobre pubblicherà il secondo disco da leader “Unknown Path” con un Quintet di alto livello completato dal grande trombettista russo Alex Sipiagin, il pianista spagnolo Xavi Torres, il contrabbassista Michelangelo Scandroglio e il batterista Bernardo Guerra.

Da anni attivo sulla scena italiana e all’estero, Francesco Zampini vanta collaborazioni, oltre con lo stesso Sipiagin, con artisti del calibro di Ben van Gelder, Darcy James Argue, Fabrizio Bosso, Emanuele Cisi, Nico Gori, Scott Hamilton, Roberto Tarenzi, Stefano “Cocco” Cantini, Walter Paoli, Raffaello Pareti, Jesper Bodilsen, Giovanni Falzone, Umberto Fiorentino e Alessandro Lanzoni esibendosi in Europa, Stati Uniti e Russia. Nel 2019 è stato l’unico semifinalista italiano per il prestigioso International Guitar Competition, concorso promosso dall’Herbie Hancock Institute of Jazz. Anche in Italia ha ricevuto ottimi consensi, tra cui il Primo premio al Concorso nazionale per chitarristi “Davide Lufrano Chaves” nel 2018 e il secondo premio come “Miglior solista” all’interno del concorso Premio Chicco Bettinardi nel 2016.
Le parole di Emanuele Cisi sul suo talento: “Il suo solismo profondo ed elegante, la sua raffinatezza armonica ed il suo controllo strumentale di altissimo livello sono dimostrazione di grande intelligenza musicale. Ascoltando i suoi precedenti lavori discografici si denota anche il suo talento come compositore. Nel futuro del jazz italiano c’è molta roba buona. Francesco Zampini è certamente una di queste.”

Il nuovo album – disponibile su Bandcamp e su Spotify – “Unknown Path” parla di speranza e coraggio e di come tutto sia parte di un significativo percorso interiore del quale non si conosce la direzione o la fine.
Concluso un periodo di intense collaborazioni musicali e nuove esperienze nei 3 anni vissuti in Olanda, dove ha conseguito un Master al “Koninklijk Conservatorium” di Den Haag e frequentato Masterclass di Peter Bernstein, Lage Lund, Jonathan Kreisberg e Jeff Ballard, Francesco Zampini ha intrapreso una nuova fase della sua vita, estremamente introspettiva, che gli ha permesso di affinare le sue capacità compositive e di approfondire la conoscenza di lavori discografici che hanno favorito la creazione e la realizzazione di questo nuovo progetto. Estremamente importanti per lui sono stati gli album The Remedy (Kurt Rosenwinkel), Allegory (Adam Rogers) e Cultural Survival (David Sanchez). Proprio a questi musicisti sono stati dedicati i brani del disco Last Hope, View From DH e Whispers.

La scelta dei musicisti è basata sulla solida intesa della sezione ritmica formata da Michelangelo Scandroglio e Bernardo Guerra, alla quale sono stati aggiunti il pianismo fantasioso ed elegante di Xavi Torres, nonché la potenza e l’inventiva del solismo coinvolgente di Alex Sipiagin che così commenta la collaborazione con Zampini: “E’ uno dei migliori musicisti europei con cui collaborare, talentuoso e allo stesso tempo umile. La sua musicalità è pari a quella dei migliori musicisti di New York. Condividere il palco con lui consente una grande libertà di improvvisazione.”

Il brano di apertura di “Unknown Path”, Dream Team, inaugura quindi una collaborazione fortemente voluta dal band leader: “Alcuni dei brani che ho scritto appositamente per questo disco rappresentano una fase di transizione del mio stile compositivo, influenzato da alcuni dei miei musicisti e compositori preferiti: Adam Rogers, Kurt Rosenwinkel, Mark Turner e David Sanchez. Devo ringraziare Alex Sipiagin per il suo grande aiuto, per tenere così tanto alla mia musica e a questo progetto, e gli altri musicisti per il lavoro incredibile che hanno fatto per questo disco e anche per il loro supporto umano.”
La tracklist è formata da 7 brani originali e una interpretazione della celebre Cyclic Episode di Sam Rivers (Blue Note Records). Altra particolarità è la nuova versione di Song For Alba, brano già edito nel primo lavoro del giovane chitarrista toscano Early Perspectives (AlfaMusic, 2019), inciso con Raffaello Pareti e Walter Paoli.

Tracklist:

  1. Dream Team
  2. Last Hope
  3. Mr. X
  4. Cyclic Episode – Sam Rivers (Blue Note Records).
  5. Ternoot
  6. Song for Alba (AlfaMusic, 2019)
  7. Whispers
  8. View From DH

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Ultimo weekend per la Rassegna di successo “Around Jazz” al Parco Archeologico dell’Appia Antica

Un successo crescente per la Rassegna musicale “Dal Tramonto all’Appia – Around Jazz” promossa dal Parco Archeologico dell’Appia Antica – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo con il sostegno della Regione Lazio e la direzione artistica di Fabio Giacchetta: standing ovation per i concerti al Casale di Santa Maria Nova nel complesso archeologico della Villa dei Quintili (in via Appia Antica 251, Maps https://maps.app.goo.gl/XQQfntJRQ7zSpB3h6), che hanno avuto protagonisti Paolo Fresu, Ramberto Ciammarughi, Fabrizio Bosso e Norma Ensemble.

Nella stessa location venerdì 2 ottobre si terrà una grande e doppia serata dedicata a Marco Massa, ideatore della rassegna scomparso prematuramente. Così lo ricorda il Direttore artistico della manifestazione Fabio Giacchetta“Marco Massa era un amico, un sognatore, un amante della musica e dell’Appia Antica. Con emozione e con grande piacere ci apprestiamo a rendere il giusto tributo a chi con le sue idee ha consentito la realizzazione di Around Jazz, sarà una delle serate più significative della Rassegna.”

Si parte alle 19 con il concerto del Blue Note Quintet feat. Daniele Scannapieco e guidato dal carismatico batterista Gegè Munari, una delle colonne portanti del jazz italiano che trasporterà il pubblico indietro nel tempo, ad uno dei periodi più belli della storia del jazz americano, l’era del Blue Note Sound degli anni ’60 di Lee Morgan, Herbie Hancock, Miles Davis. A completare la formazioneil pianista Domenico Sanna, il trombettista Francesco Lento e il contrabbassista Vincenzo Florio: la tradizione dello swing e del bebop sono le linee guida di questo gruppo di star del jazz italiano, perfettamente condotte dal maestro di lungo corso Gegè Munari, che nella sua carriera ha suonato con artisti del calibro di Chet Baker, Dexter Gordon, Liza Minnelli, Mina, Gato Barbieri, Jerry Lee Lewis, Chico Buarque, Toquinho. La scelta di quattro musicisti di età decisamente più “verde” strizza l’occhio ai Jazz Messengers di Art Blakey: Munari ripercorre l’aspetto nobile di questa pratica presentando al suo pubblico la forza espressiva dei suoi giovani compagni d’avventura, nuovi talenti del jazz odierno. A seguire, una grande jam session – ad ingresso gratuito – vedrà alternarsi sul palco tanti jazzisti della scena romana e non solo, uniti nellaffettuoso ricordo di Marco Massa allinsegna della grande musica e dei grandi valori. “Il tributo a Marco Massa è un doveroso e sentito omaggio a colui che ha ideato il progetto del festival Around Jazz – racconta il direttore del Parco Archeologico dellAppia Antica Simone Quilici – Ricordo come fosse ieri quando venne a proporci di partecipare al bando della Regione Lazio che abbiamo vinto grazie alle sue idee innovative e inclusive. In cammino lungo l’Appia Antica c’è e ci sarà sempre anche Marco.”

Due i concerti della giornata finale di sabato 3 ottobre. Alle 18.30 spazio alla sperimentazione con l’audacia e la spontaneità del duo formatodalla cantante Alice Ricciardi e dal pianista Pietro Lussu, compagni nel progetto e nella vita, che vantano grandi collaborazioni internazionali tra cuiBob Mintzer, Joe Locke, Terence Blanchard, Mark Turner, Philip Catherine, Magnus Lindgren, Jeremy Pelt, Nicola Conte, Dezron Douglas, Greg Osby, Fabrizio Bosso, Stefano Di Battista, incidendo per prestigiose etichette discografiche. Il loro nuovo album “Catching a Falling Star” mostra tutta la sintonia umana e musicale della coppia attingendo a varie fonti: la maestosità dell’American Songbook, il pop anni ’50 e ’60 (Perry Como, The Beach Boys), il jazz d’autore e le proprie composizioni originali. In un eclettico programma musicale, il fil rouge è incarnato dal suono e dall’approccio distintivo del duo: Alice Ricciardi porta la conoscenza della cultura del jazz vocale, l’immaginazione melodica, l’interpretazione sottile di testi e musica senza tempo; Pietro Lussu è un partner sensibile e stimolante, che combina creatività con eleganza, ironia, tradizione e svolte inaspettate. L’interazione dinamica, così come il senso di sospensione, allusione, sono tutte espressioni che l’ascoltatore completa in una miriade di interpretazioni personali. A seguire, dalle 20.30, protagonista l’Hammond Trio che nasce dalla collaborazione tra alcuni dei più interessanti musicisti del panorama jazz italiano: l’hammondista Leonardo Corradi, il contrabbassista Luca Fattorini e il batterista Marco Valeri. Una band dal grande interplay che si fonda intorno all’intrigante sound dell’organo Hammond, terreno fertile per l’improvvisazione a partire da brani di standard jazz e nuove composizioni.
La presenza simultanea dell’Hammond e del contrabbasso, che per l’occasione si sostituisce alle linee di basso dell’organo, crea un particolare sound poco esplorato nella storia del jazz. Le fortunate e riuscite produzioni degli anni ’60 della grande organista Shirley Scott sono il materiale da cui il trio trae sicuramente ispirazione per scrivere nuove pagine di jazz.       

L’ingresso ai concerti del 2 e del 3 ottobre è acquistabile in prevendita su TICKET ITALIA al link https://ticketitalia.com/concerti/around-jazz. L’organizzazione metterà comunque a disposizione un dispositivo elettronico sul luogo dell’evento per consentire un eventuale acquisto in autonomia dei biglietti fino a qualche minuto prima dell’inizio concerto. Per favorire i più giovani e gli studenti iscritti a scuole musicali il Parco Archeologico dell’Appia Antica riserva un ingresso ridotto a €6 per gli under 18 e per gli iscritti a Conservatori statali e Istituti Superiori di Studi Musicali. Il Casale di Santa Maria Nova, sito nell’area archeologica della Villa dei Quintili in via Appia Antica 251, è raggiungibile percorrendo un breve tratto di Appia Antica a partire dall’incrocio con via di Tor Carbone, oppure con la Metro A (fermata Colli Albani) e poi autobus 664 oppure 118 dal centro di Roma.

Biglietto unico €12
Ridotti €6 (under 18 e iscritti a Conservatori statali di musica e Istituti Superiori di Studi Musicali)
Carnet 2 concerti per le date con due spettacoli intero €20 – ridotto €10.

L’ingresso è subordinato alla misurazione della temperatura corporea, che dovrà essere inferiore a 37.5 °C. Per accedere alle location è necessario indossare la mascherina, coprendo naso e bocca e mantenere una adeguata distanza interpersonale.

Info e contatti
www.parcoarcheologicoappiaantica.it
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TWITTER https://twitter.com/archeoappia

Ufficio Stampa “Around Jazz”
Fiorenza Gherardi De Candei
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Ufficio comunicazione e promozione
Parco Archeologico Appia Antica
Lorenza Campanella
tel.+39 333.6157024
pa-appia.comunicazione@beniculturali.it

Cast internazionale per l’incantevole omaggio a Frida Kahlo di Israel Varela, con Karen Lugo e Rita Marcotulli all’AlexanderPlatz Jazz Club

Venerdi 2 e sabato 3 ottobre all’AlexanderPlatz Jazz Club di Roma (il celebre locale in via Ostia, 9) grande protagonista sarà il batterista, compositore e vocalist messicano Israel Varela, artista internazionale che ha suonato con grandi della musica mondiale come Pat Metheny, Charlie Haden, Mike Stern, Pino Daniele, Joaquin Cortez, Andrea Bocelli, Diego Amador.

Salirà sul palco dell’AlexanderPlatz con il suo progetto “Frida en Silencio”: un emozionante omaggio a Frida Kahlo, la celebre pittrice messicana la cui arte è intrisa di passioni, profondo vissuto e una tormentata vita amorosa. Un concerto coinvolgente con macchina da scrivere, batteria, ballo flamenco e contemporaneo, canto, poesia e contrabbasso, durante il quale si riesce a sentire, da vicino, la vita di questa grandissima artista: a far sognare gli spettatori, i brani inediti composti da Israel Varela sui singoli episodi della vita di Frida, comprese le sue intense lettere d’amore al marito Diego Rivera.

Insieme a Varela sul palco, un grande cast: una delle ballerine di flamenco più acclamate al mondo, Karen Lugo, la pluripremiata pianista Rita Marcotulli da poco nominata dal Presidente Mattarella “Ufficiale della Repubblica Italiana” per i suoi successi musicali in ambito nazionale e internazionale, Claudio Filippini al Fender Rhodes, Jacopo Ferrazza e Giuseppe Romagnoli al contrabbasso.

Vincitore dell’EuroLatin Award, Varela è uno dei maggiori esponenti internazionali di flamenco-jazz drumming. Da decenni impegnato in tour mondiali che hanno toccato oltre 30 Paesi, sui palchi dei più grandi teatri e festival jazz. Il suo stile strumentale e compositivo coniuga in maniera assolutamente perfetta jazz, latin e flamenco. La sua voce, ha il potere di incantare e rendere ancora più mistico e profondo il senso della sua musica.

Nella sua intervista su Romalive.biz, così lo definisce Cristiana Piraino: “Un uomo che con la sua musica riesce sempre a mostrare la profondità del suo pensiero, che osserva e comprendere l’essere umano. Attraverso sonorità raffinate e soluzioni ritmiche innovative, Varela ci racconta una straordinaria donna, icona contemporanea, nata nel 1907 a Coyoacán in Messico. Una storia caratterizzata da passioni e sventure, da ribellione contro le costrizioni del nazismo e dalla malattia che l’ha accompagnata in un lungo tratto della sua vita fino alla morte, causata proprio dalle condizioni fisiche nel 1954, a soli 47 anni.”

Per il 2 e 3 ottobre la prenotazione è consigliata al tel. 06.83775604 – http://www.alexanderplatzjazz.com.

CONTATTI
Ufficio Stampa Israel Varela: 
Fiorenza Gherardi De Candei info@fiorenzagherardi.com  –  tel. 328.1743236.

Paolo Fresu, Ramberto Ciammarughi, Fabrizio Bosso special guest del Norma Ensemble in concerto per Around Jazz al Parco Archeologico dell’Appia Antica

Cresce l’entusiasmo per la Rassegna musicale “Dal Tramonto all’Appia – Around Jazz” promossa dal Parco Archeologico dell’Appia Antica – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo con il sostegno della Regione Lazio e la direzione artistica di Fabio Giacchetta.
Dopo il sold out e il pienone delle scorse settimane, sono molto attesi i quattro concerti di venerdì 25 e sabato 26 settembre al Casale di Santa Maria Nova nel complesso archeologico della Villa dei Quintili (in via Appia Antica 251 – Maps https://maps.app.goo.gl/XQQfntJRQ7zSpB3h6), che avranno come grandi protagonisti il noto trombettista Fabrizio Bosso ospite del Norma Ensemble e l’incredibile duo, una novità assoluta, formato celebre trombettista Paolo Fresu e da uno dei grandi geni della musica italiana, Ramberto Ciammarughi.

Venerdì 25 settembre si terrà il primo concerto della Rassegna ambientato al Casale di Santa Maria Nova nel complesso della Villa dei Quintili, con il Norma Ensemble special guest Fabrizio Bosso. L’evento originariamente era previsto presso il Mausoleo di Cecilia Metella, ma date le previsioni meteo riportanti maltempo per tutto il weekend, l’organizzazione ha predisposto una speciale copertura del sito di Santa Maria Nova che permetterà un regolare svolgimento di tutti i prossimi concerti in programma.
I due live – il primo alle ore 18.30 e la replica alle 20.30 – segnano un incontro particolarmente interessante tra uno dei più amati e importanti musicisti del panorama italiano e internazionale, Fabrizio Bosso, e il jazz dalla spiccata matrice europea del Norma Ensemble, in cui si fondono le diverse identità culturali e creative dei quattro affermati componenti: il sassofonista Marcello Allulli, il pianista Enrico Zanisi, il contrabbassista Jacopo Ferrazza e il batterista Valerio Vantaggio. Ad Around Jazz reinterpreteranno brani originali racchiusi nell’album “Revelation”, pubblicato dall’Ensemble nella primavera 2020.

Sabato 26 settembre uno degli eventi clou della manifestazione, sempre presso il Casale di Santa Maria Nova con la formula del doppio concerto alle 18.30 e alle 20.30: protagonista l’attesissimo duo del celebre trombettista Paolo Fresu – uno dei massimi esponenti del jazz nazionale e internazionale – insieme ad uno dei grandi geni della musica italiana, Ramberto Ciammarughi. Un incontro, caldeggiato dagli amanti del jazz, che fonde due raffinate anime arrivando a toccare livelli compositivi unici. Fresu ha all’attivo con una moltitudine di progetti che lo vedono impegnato in centinaia di concerti all’anno in tutto il mondo. Ha registrato oltre 450 dischi di cui circa 90 a proprio nome spesso lavorando con progetti ‘misti’ come jazz-musica etnica, world music, musica contemporanea, musica leggera, musica antica, etc, collaborando tra gli altri con M. Nyman, E. Parker, Farafina, O. Vanoni, Alice, T. Gurtu, G. Schüller, Negramaro.
Ramberto Ciammarughi è una delle personalità più creative e profonde della musica italiana. Ha collaborato con Randy Brecker, Billy Cobham, Steve Grossman, John Clark, Dee Dee Bridgewater, Vinnie Colaiuta, Jimmie Owens ed altri. Nel 2004 è presente nel quartetto di Miroslav Vitous insieme a B. Mintzer, A. Nussbaum, D. Gottlieb, M. Giammarco. Ha suonato più volte all’estero ed è un pregiato autore per radio, cinema e televisione. Molto amato come mentore e didatta, tiene da anni richiestissimi corsi e seminari in tutta Italia.
Nel live, brani originali reinterpretati con quella poesia che testimonia la fecondità e l’alto valore di questo incontro tra due grandi artisti.

Venerdì 2 ottobre dalle 19.00 protagonista il Blue Note Quartet feat. Daniele Scannapieco, con il grande e carismatico batterista Gegè Munari insieme al pianista Domenico Sanna, al trombettista Francesco Lento e al contrabbassista Vincenzo Florio. La tradizione dello swing e del bebop sono le linee guida di questo gruppo di star del jazz italiano, perfettamente condotte dal maestro di lungo corso Gegè Munari, memoria storica del jazz italiano che non poteva mancare in questa rassegna.
A seguire, una grande jam session con alcuni dei musicisti della rassegna e tanti ospiti: un evento speciale dedicato a Marco Massa, ideatore della rassegna scomparso prematuramente. Sarà una delle serate più emozionanti di “Around Jazz”, all’insegna della grande musica e dei grandi valori, per ricordarlo insieme a tutti gli amici e agli artisti che hanno avuto l’onore di conoscerlo.

Un messaggio di speranza che guarda alle sonorità del futuro nei concerti finali della Rassegna, sabato 3 ottobre: alle 18.30 spazio alla sperimentazione con il duo della cantante Alice Ricciardi e del pianista Pietro Lussu, compagni nel progetto e nella vita, con le sonorità di ricerca del loro album “Catching a Falling Star” in cui si ritrova tutta la sintonia umana e musicale della coppia di artisti. Alle 20.30 protagonista l’Hammond Trio formato da alcuni tra i più interessanti musicisti del panorama jazz italiano: l’hammondista Leonardo Corradi, il contrabbassista Luca Fattorini e il batterista Marco Valeri. Una band dal grande interplay che si fonda intorno all’intrigante sound dell’organo Hammond, terreno fertile per l’improvvisazione. La loro è una musica che vuole tracciare una strada, così come la via Appia Antica su cui si svolge la manifestazione è traccia del mondo antico, che ancora oggi ci permette di percorrere un viaggio tra memoria e presente.

L’ingresso ai concerti è acquistabile in prevendita su TICKET ITALIA (https://ticketitalia.com/concerti/around-jazz). L’organizzazione metterà comunque a disposizione un dispositivo elettronico sul luogo dell’evento per consentire un eventuale acquisto in autonomia dei biglietti fino a qualche minuto prima dell’inizio concerto. Per favorire i più giovani e gli studenti iscritti a scuole musicali il Parco Archeologico dell’Appia Antica riserva un ingresso ridotto a €6 per gli under 18 e per gli iscritti a Conservatori statali e Istituti Superiori di Studi Musicali.

Il Casale di Santa Maria Nova, sito nell’area archeologica della Villa dei Quintili in via Appia Antica 251 (Maps https://maps.app.goo.gl/XQQfntJRQ7zSpB3h6), è raggiungibile percorrendo la via Appia Antica da via Erode Attico – via di Tor Carbone in direzione GRA. L’ingresso si trova sulla sinistra dell’Appia Antica, dopo circa 500 metri dall’incrocio con via Erode Attico – via di Tor Carbone. Si segnala la presenza di tratti di basolato romano. In alternativa il Casale è raggiungibile dalla via Appia Pignatelli, prendendo la strada sterrata al civico 454.
Per chi viene dall’Appia Nuova, la strada si trova a circa 200 metri dall’incrocio con l’Appia Nuova. Per chi percorre l’Appia Pignatelli da via dell’Almone, la strada si trova subito dopo il vivaio Flower’s village. Si segnala che il fondo stradale è molto dissestato. Alla fine della strada sterrata, in prossimità del Casale, è presente un’area demaniale nella quale in occasione degli eventi sarà possibile parcheggiare il proprio automezzo, per la sola durata del concerto.

Biglietto unico €12
Ridotti €6 (under 18 e iscritti a Conservatori statali di musica e Istituti Superiori di Studi Musicali)
Carnet 5 concerti intero €50 – ridotto €25
Carnet 2 concerti per le date con due spettacoli intero €20 – ridotto €10.

L’ingresso è subordinato alla misurazione della temperatura corporea, che dovrà essere inferiore a 37.5 °C. Per accedere alle location è necessario indossare la mascherina, coprendo naso e bocca e mantenere una adeguata distanza interpersonale.

Info e contatti
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Ufficio Stampa “Around Jazz”
Fiorenza Gherardi De Candei
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Ufficio comunicazione e promozione
Parco Archeologico Appia Antica
Lorenza Campanella
tel.+39 333.6157024
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E’ uscito il nuovo album di Martin Wind “White Noise” con due icone della musica europea: Philip Catherine e Ack van Rooyen

E’ uscito il 28 agosto con l’etichetta tedesca Laika Records “White Noise” il nuovo album del contrabbassista e compositore Martin Wind.
Originario di Flensburg, in Germania, da quasi 25 anni Wind si è affermato nella scena jazz di New York, dove vive, collaborando con grandi artisticome Pat Metheny, Sting, John Scofield, Toots Thielemans, Michael e Randy Brecker, Phil Woods, Hank Jones, Michel Legrand, Clark Terry, Slide Hampton, Vanguard Jazz Orchestra. Attivo siamo come compositore che come strumentista, ha pubblicato a suo nome 11 dischi, è autore e interprete di colonne sonore di celebri film ed è docente alla Facoltà di Jazz della New York University Steinhardt e alla Hofstra University di Long Island.           
Il precedente lavoro “Light Blue” (inciso con Anat Cohen, Ingrid Jensen, Maucha Adnet e Duduka DaFonseca) ha ricevuto le “four stars” su Downbeat Magazine, e Paquito D’Rivera ha definito “disgustosamente bello” il suo disco del 2014 “Turn out the Stars – music written or inspired by Bill Evans” inciso con un quartetto completato da Scott Robinson, Bill Cunliffe e Joe La Barbera, e con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana.  

Per la registrazione del suo nuovo lavoro “White Noise” – disponibile anche nei principali digital stores e su Spotify, Martin Wind ha fortemente voluto l’incontro con due icone del jazz europeoPhilip Catherine, considerato dai critici il chitarrista più autorevole d’Europa dopo John McLaughlin, e l’olandese Ack van Rooyen, il cui timbro caldo e morbido su flicorno e tromba è l’inconfondibile marchio di fabbrica.          
Il concept del nuovo album segue il noto principio del “less is more”: “Il silenzio è diventato sempre più un lusso, con “White Noise” ho voluto creare un polo acustico opposto. Una sorta di oasi sonora in cui il pubblico può rilassarsi e godere la musica fino alla sua massima espressione”.

I tre musicisti sono legati da una profonda amicizia, oltre che da una lunga collaborazione.
“Per me, Philip e Ack sono tra i più grandi artisti melodici che il jazz abbia mai avuto.
Entrambi fanno davvero cantare i loro strumenti, ed è ciò che voglio dimostrare con questo album.
 A 17 anni, l’album “The Viking” di Philip insieme al bassista danese Niels-Henning Ørsted Pedersen è stata una rivelazione e mi ha influenzato per decenni. Lavorare con lui mi è sembrata una vera e propria “ricongiunzione”, il suo sound per me risuona davvero familiare“.     
Il legame tra Wind e van Rooyen ha invece avuto origine nella Bundesjazzorchester (BuJazzO), dove si incontrarono come studente e insegnante. “Ack è ancora incredibilmente concentrato e riflessivo. In studio ogni sua singola nota è stata assolutamente perfetta. Con questo album ho voluto ricordare al pubblico la sua incredibile abilità e mostrare tutta la sua “divinità”, accanto ad una grande umiltà, dedizione alla musica e ad un raffinato senso dell’umorismo!”

La titletrack “White Noise” è stata scritta da Martin Wind per i suoi due compagni. Con raffinati effetti di riverbero e distorsione sulla sua Gibson vintage, Catherine riesce a dare a questa composizione un carattere fluttuante. Così commenta il grande chitarrista belga: “Il brano, così come l’intero album, trasmette messaggi musicali chiari: è onesto, trasparente e, grazie alla sua semplicità, molto efficace. Martin è la quintessenza del groove e dell’interplay. Trasmette una costante sensazione di vicinanza, sia a livello ritmico che melodico.”

“White Noise” è stato registrato in Belgio, a Mechelen, in una splendida atmosfera come ricorda van Rooyen: “Gli studi non sono il mio posto preferito dove esprimermi al meglio, ma grazie ad un eccellente sound engineer e al feeling che si è creato con Martin e Philip, mi sono sentito davvero a mio agio. Loro sono musicisti che non devono dimostrare più nulla, ma continuano a suonare come se dovessero.”

Oltre a standard come la meravigliosamente swing “Everything I Love” (Cole Porter) o “But Beautiful” (Jimmy van Heusen/Johnny Burke), nella tracklist del disco vi è la ballata di van Rooyen “Autumn Bugle”, così come altre due composizioni di Martin Wind: “The Dream”, dedicato al primo incontro con Pat Metheny nel 2003, dove hanno suonato per l’opening concert del festival “Jazz Baltica” di Kiel, e “A Genius and a Saint” dedicato al bassista Bob Bowen, amico e collega scomparso per un tragico incidente in bicicletta a New York City. Brani dal contenuto biografico e molto personale, che hanno affascinato sia Catherine che Van Rooyen.        

In Italia Martin Wind è stato ospite di molti festival nel trio della cantante e pianista Dena DeRose, con il pianista Bill Mays, nella band di Matt Wilson “Arts & Crafts” feat. Gary Versace e Ron Miles e con i pianisti Benny Green e Rita Marcotulli, ed ha registrato due album con Massimo Morganti.  
Insieme a Rita Marcotulli e Matt Wilson ha inciso un pregiatodisco in vinile “The Very Thought Of You – Remembering Dewey Redman” che ha presentato alla Casa del Jazz: una produzione dall’etichetta Go4 Records nata da una idea di Ancona Jazz.
E’ attivo anche in ambito classico, collaborando con diversi artisti tra cui il violoncellista e direttore d’orchestra Mstislav Rostopowitch, il violinista Guidon Kremer e i Christoph Eschenbach, Lalo Schifrin and Valery Gergiev. Negli ultimi 5 anni ha accompagnato grandi star mondiali, tra cui James Taylor, Aretha Franklin e Reneé Fleming, sul palco del prestigioso Kennedy Center Honors Galà.

LINKS
www.martinwind.com
Teaser: http://bit.ly/TeaserWhiteNoise
Spotify https://bit.ly/SpotifyWhiteNoise
Amazon https://bit.ly/AmazonWhiteNoise
iTunes https://bit.ly/iTunesWhiteNoise
Laika Records: www.laika-records.com

CONTACTS
Ufficio Stampa Francia e Italia: Fiorenza Gherardi De Candei
info@fiorenzagherardi.com – +39.328.1743236
www.fiorenzagherardi.com

il Jazz ascoltato nei club romani